Edda, dal Palavobis ai volantini di Porto Cervo. Una vita per i movimenti civili

di Nando Dalla Chiesa - Il Fatto Quotidiano - 29/08/2010
Quando cadrà Berlusconi, ricordiamoci della Edda

Di questa signora alta e bionda con la rivolta in corpo che sta volantinando da sola a un passo da Porto Cervo contro gli sprechi del governo. Ha incominciato giovedì mattina piazzandosi in copricostume sotto il sole di mezzogiorno al molo di Palau, dove ci si imbarca sui traghetti per la Maddalena. Trecento volantini fatti in proprio. Aiutata da Milano via mail per i disegnini; aiutata in libreria dove le han fatto pagare le fotocopie la metà, “perché la sua è una buona causa”. Sopra, le cifre della vergogna prese dall’Espresso: i costi del G8 che raddoppiano come fossero noccioline, di qua la Maddalena di là l’Aquila. E poi le spese di palazzo Chigi nell’Italia che chiede sacrifici. Un messaggio semplice, efficace, quasi bossiano: “Tagliare le tasse si può, basta non gettare i soldi nel cesso”.
Un trionfo. Nella Sardegna dei ricchi, proprio lì dove il capo del governo fa i suoi bagni di folla, uno solo l’ha contestata. Tutti gli altri le hanno dato ragione, con la mimica facciale o con poche parole rassegnate o imbufalite. Forse qualcuno ne ha pure ammirato il coraggio da kamikaze. Senz’altro gli amici, tenutisi a distanza di sicurezza da quella che sembrava la missione più pazza del mondo. Le avevano detto che l’avrebbero arrestata senz’altro, con l’aria che tira, figurarsi in Sardegna. Invece anche un carabiniere le ha dato ragione. Mentre il marinaio che dirigeva il traffico in ingresso di un traghetto, un senegalese, le ha chiesto di abbracciarla, e un napoletano le ha detto “gente come lei la dovrebbero candidare”.
Sia chiaro. A Edda non è certo venuto il colpo di sole della contestazione qui in vacanza, nella casa in cui è ospite, vista sulla Maddalena e il vento che struscia e batte le foglie a barriera degli eucalipti, e gli oleandri di rinforzo.
Una rivoluzionariasolitaria
Edda è una rivoluzionaria in servizio permanente effettivo. Forse anche per liberarsi di quella storia che le sta piantata nel nome. Chiamata come Edda Ciano da un padre che scelse di militare nella Repubblica di Salò. “Per questo”, sbuffa, “quando sento parlare dei ragazzi di Salò, come fece pure Violante in Parlamento, mi sembra una presa in giro; mio padre ne aveva quarantatre di anni quando aderì, mica era un ragazzino”. Fatto sta che di quella tradizione si è liberata proprio bene.
Se solo la conoscete, potete agguantarla a vista un po’ in tutte le grandi manifestazioni. Pace, agende rosse, legge bavaglio, abusi ambientali, immigrati: tutto il ricco menù che offrono i tempi in Italia e nel mondo. Con una particolarità, che si sarà già capita: che lei non è di quelli che vanno in piazza solo se c’è tanta gente, se si può provare il piacere di non sentirsi soli, il calore dei tanti, dai che stavolta lo facciamo cadere.
Cinque, dieci persone? Non importa, anche perché ormai ha preso pure confidenza con il microfono e se c’è da salire su un gradino o un parapetto per parlare non si tira indietro. Ha organizzato anche alcune delle manifestazioni che hanno fatto la storia dell’opposizione civile in Italia. Fu, con altre signore delle “girandole”, tra le sconosciute artefici sul campo della svolta del Palavobis. Ma fece anche parte di un drappello di signore che in puro stile greenpeace partì dalla stazione di Milano con le maschere dei Bassotti addosso, ognuna affacciata a un finestrino, per andare al palazzo di Giustizia di Brescia, dove, dicevano i maligni, Cesare Previti stava cercando con la legge Cirami sul legittimo sospetto di fare trasferire i suoi processi.
Ieri sera, a Palau, ha colpito ancora. Si è presentata fiera e sola a un dibattito sulla cementificazione della Gallura con Renato Soru e Stefano Boeri, e i sindaci della zona che resistono ai progetti di sventrare l’isola e farne una dependance del Billionaire. Eccola, si son detti, perché ormai la conoscono tutti e quasi se l’aspettavano. Un nuovo volantino, sempre fatto da lei (“però stavolta niente sconto”), contro lo spreco del depuratore del G8 alla Maddalena, “strapagato e ora non lo vuole più nessuno”. Fiuta le occasioni buone per rimettere benzina nei suoi geni combattivi, e infatti l’altra sera è andata a sentirsi Mario Capanna che presentava il suo libro “Per ragionare. Sessanta domande sul nostro futuro”. “E’ stato bellissimo, e poi lui parla chiaro come piace a me. Mi ci sono fermata alla fine, era con sua moglie che è sarda. Gli ho chiesto perché non fa politica e mi ha risposto che tanto non lo vorrebbe nessun partito e che fa politica anche così e gli piace pure molto. Mi sono commossa, se non ci siamo messi a piangere pensando alle nostre illusioni di un tempo poco ci è mancato”.
Figli, amorie volantini
Già, perché quel che non abbiamo detto finora è che Edda Boletti da Milano, “piemontese capricorno”, gli occhi azzurri che sanno addolcirti una giornata o bruciarti di disprezzo, ha settant’anni tondi. E che se si dà anima e corpo ai movimenti civili non è perché non abbia nulla da fare. Tre figli amatissimi, Lalla, Jerry e Bubi. E in più, da poco, la riscoperta dell’amore. “Sì, sono venuta qui in Sardegna per stare con lui. Era stato il mio primo amore, quando avevo sedici anni e l’ho riincontrato. Certo che si può, mi sembra un’altra vita, anche il vento adesso ha un suono diverso. Leggo i libri e negli spazi bianchi scrivo poesie. Dov’è ora? E’ tornato a Milano per lavoro, ha una rappresentanza importante. Gli ho detto che restavo ancora qualche giorno. Questo mare con la macchia mediterranea è stupendo, mi fa venire voglia di imparare a disegnare. E poi devo dare ancora un bel po’ di volantini”.

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