Emergenza Democratica

di Carmine Cocorocchio - 31/10/2012
Il sistema si appresta a studiare modifiche per garantire la sua sopravvivenza. Viviamo un momento istituzionale drammatico di vera emergenza democratica. I veri democratici devono esercitare in questo momento massima vigilanza!

La stampa asservita dei politicanti italiani, bolla con il termine “antipolitica”, la denuncia fondata alla politica del sistema di potere imperante, fatta di manchevolezze,  corruzione, mercimonio perpetrato nel ruolo istituzionale di governo al quale cittadini li aveva chiamati. Il “corriere della sera”, ma non solo, è il capo fila della vulgata che la presenza in massa “dell’antipolitica”, nel futuro parlamento, renderà non governabile il paese.

Con lo spauracchio dello spread voglio chiudere definitivamente gli spazi di democrazia rappresentativa. La loro informazione asservita ai poteri delle banche speculative, ci ha imposto il caimano per diciotto anni. Le macerie istituzionale, economica e sociale, sono le conseguenze delle loro ricette neo-liberiste, imposte senza nessuna esitazione, con forzature alla carta Costituzionale.

Ci hanno imposto e ottenuto il rafforzamento del potere esecutivo, hanno cavalcato e imposto la caricaturale sovranità del potere legislativo dei nominati rappresentanti del popolo, hanno attaccato un giorno si  e l’altro pure, l’autonomia del potere giudiziario.

Il restringimento della democrazia imposta con la manipolazione dell’informazione, prometteva al popolino, l’arricchimento di massa. Il disastro delle loro ricette è sotto gli occhi di tutti. In un paese normale avremmo visto dibattere la condizione miserabile che vive il Paese. Avremmo visto dibattere quella condizione in partiti organizzati, che alla condizione drammatica che vive il Paese, avrebbero immediatamente convocato congressi straordinari pubblici in cui l’informazione non asservita avrebbe dato conto delle varie ricette e sensibilità nel dibattito che avrebbe dovuto avere al centro l’interesse generale del paese. Nulla di tutto questo! Il Paese discute i suoi problemi nelle primarie. Sic!

La costituzione repubblicana italiana recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Mentono al paese offrendo una democrazia caricaturale variante del :“cambiare tutto per non cambiare nulla”. I leader candidato alle primarie, parla di tutto, scopiazzando idee senza strutto. Nessuna vera elaborazione. I marpioni responsabili di danno sociali che fanno rabbrividire, ignorano le statistiche incontrovertibili della condizione miserabile imposta al popolo.

Il capitalismo, straccione speculativo italico, del pensiero unico, degenerato, ha determinando condizioni di degrado sociale economico, con condizioni di patimento che sono atti criminali. L’accumulazione finanziaria ha desertificato il paese. Il lavoro scomparso. Il 50% della ricchezza è detenuta dal 10% della popolazione. La disoccupazione della donna e dei giovani a livelli record. Il capo della polizia di questo scalcinato paese riceve un compenso che è tre volte la retribuzione del presidente del paese più potente. I manutengoli gestiscono le casse dello Stato come un privato bancomat.

Ogni volta che incappa in qualche giudice di Berlino di passaggio in Italia, il potere, strilla di lesa maestà: “rappresento il popolo”. La indignazione della pubblica opinione è palpabile.  Il defauld della politica è un dato incontrovertibile non visibile al dibattito fuorviato di partiti non partiti che fondano la loro esistenza sul carisma di politicanti che si dichiarano estranei alla politica.  In un paese normale avremmo visto dibattere, il modello istituzionale che si vuole per l’Italia e per quale Europa.

La canaglia di potere ha reticolato lo Stato, manipolato istituzionalmente. Il sistema di potere mantiene in ostaggio lo Stato. Il sistema impedisce la formazione dello Stato democratico. I manutengoli, affidano la loro in-credibilità alle primarie in cui milioni di elettori debbono scegliere il nuovo capo. Le primarie certificano l’incapacità di questa politica ad assumere le proprie responsabilità.

Il corruttore impunito della scesa in campo, resta proprietario del partito non partito, che ha portato al defauld il Paese. La mistificazione dei partiti personali negano il dibattito vero sul sistema che vede accomunati, partiti centristi di destra e di sinistra, nel mantenere in ostaggio la politica. Il cittadino da venti anni vede la politica affidata a politicanti, replicanti primattori, di centro centrodestra e centrosinistra, portatori del nulla, che hanno deciso di presentarsi alla prossima stagione come diversi, legittimati dal voto preliminare di milioni di inconsapevoli elettori della democrazia del nulla.

Il giovanilismo imperante, dimostrerà che l’incapacità o le disonestà non hanno età. L’Italia priva di una autentica classe dirigente, rinvia costantemente scelte di governo improrogabili. La grande mistificazione allarmata del rischio che nel 2013, la nuova politica tacciata di “antipolitica”, possa diventare protagonista della messa in campo un’idea di Paese convincente e avvincente alternativa al sistema di potere imperante. Se questa è la unica alternativa che ci resta, ebbene viva l’antipolitica!

Dalla Sicilia arriva l’uragano. Il messaggio è chiaro. I cittadini che non si sono recati alle urne, sommati al movimento 5stelle, primo partito in assoluto, rappresenta il 70% del corpo elettorale. Per ribaltare questo dato incontrovertibile non basteranno i proclami.

Per il sistema di potere autoreferenziale che definisce se stesso, “politico”, suona la campana a morto. Il movimento anti-sistema, combatte il sistema della politica e dei partiti non partiti interpretata fino ad oggi.

Questi Partiti non partiti, escono drammaticamente sconfitti. La lettura del risultato elettorale allarma questa politica. Il tam tam terroristico degli editoriali dell’informazione politicante a asservita, tenta di allarmare l’opinione pubblica sul rischio far-west, chiede in zona cesarini la modifica del sistema di rappresentanza.

Attendiamoci colpi di coda. Il sistema si appresta a studiare modifiche per garantire la sua sopravvivenza. Viviamo un momento istituzionale drammatico di vera emergenza democratica. I veri democratici devono esercitare in questo momento massima vigilanza!

 

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