ENRICO BERLINGUER, UN RIMPIANTO SEMPRE VIVO...

di Lino D'Antonio - Liberacittadinanza - Napoli - 12/06/2012
Riproporre oggi Berlinguer non è una semplice celebrazione, ma quasi un atto necessario o addirittura estrema ratio, se si vogliono recuperare al Paese “la bella politica” e la ritrovata coscienza civile degli italiani.

La mancanza di Berlinguer, ovvero di un Italiano imprescindibile, per dirla alla Bertholt Brecht, che portava nel proprio dna la necessità di un secondo risorgimento, si avverte oggi acutamente così come 28 anni fa, quando scomparve improvvisamente a Padova durante un comizio, essendosi aggravate le condizioni di degrado morale della politica nel nostro Paese. 

Dire a tutt’oggi “Berlinguer, mi manchi tanto” è una frase che potrebbero con tranquillità pronunciare tutti gli italiani di buona volontà, al di là del loro credo politico e non è quindi un esercizio retorico, uno sforzo di memoria oppure quella nostalgia improduttiva della quale vengono tacciati tutti coloro che vorrebbero un’Italia diversa, che deborda dalla falsariga di valori inalienabili. E l’accusa viene sempre da chi, i modernisti di turno, in maniera goffa, vorrebbero giustificare l’abbandono da parte loro di quei valori, la soppressione dei diritti, solo perché, secondo il loro non lucido giudizio ed in mancanza di un credibile disegno politico, si affrettano a dirci che il mondo è cambiato e bisogna adeguarsi al peggio.

Non ci rimane che il ricordo, ma anche l’attualità del pensiero di questo grande segretario del PCI e non è cosa da poco.  Con la possibilità che abbiamo di trarre ancora insegnamento da quella stagione e dall’uomo e dal politico Berlinguer, rispetto a quella che viviamo nel presente con i personaggi che ci ritroviamo e che, soprattutto nel Partito Democratico, raggruppamento che almeno in parte avrebbe dovuto ereditare il pensiero berlingueriano, appaiono lontani anni luce da rigore e programmazione. Non a caso, qualche anno fa, l’allora segretario dei DS, Fassino, affermava con non chalance che nel suo personale Pantheon avrebbe posto Craxi (ed i suoi ingombri) e non Berlinguer, considerandolo forse inadeguato e vetusto per i giorni nostri. 

Ma tant’é, nel momento che vien detto, con molto sussieguo, anche da esponenti PD, che destra e sinistra non esistono più. Gli “illuminati” purtroppo non si rendono conto, con simili affermazioni, di provvedere a compiere marmellate di vario tipo: economiche, politiche, istituzionali, sociali, culturali e storiche. Allontanando e facendo indignare un elettorato meno sprovveduto rispetto a quanto invece credono i nostri ineffabili politici, che intimamente disprezzano coloro che li hanno eletti e dai quali vorrebbero essere rieletti.   
Riproporre oggi Berlinguer non è dunque una semplice celebrazione, ma quasi un atto necessario o addirittura estrema ratio, se si vogliono recuperare al Paese “la bella politica” e la ritrovata coscienza civile degli italiani.

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