Grazie Presidente

di Francesco Baicchi - 30/01/2012
Con la morte di Oscar Luigi Scalfaro si riduce ulteriormente la piccola pattuglia dei Costituenti ancora presente, a oltre sessanta anni da quel momento fondamentale e irripetibile che sancì la nascita della nostra Repubblica.

E di questa Repubblica e della sua Costituzione Scalfaro è stato sempre un accanito lucidissimo difensore, interpretandone con coerenza e senza indulgenze lo spirito .

Ho avuto la fortuna di partecipare al grande movimento popolare che, sotto la sua guida, con la vittoria nel referendum del 2006 impedì lo stravolgimento delle nostre Istituzioni democratiche e, successivamente, alla associazione 'Salviamo la Costituzione', che volle per mantenere in vita quel Comitato Referendario, trasversale e unitario, che raggruppava politici, sindacalisti, costituzionalisti e persone comuni di cultura e militanze diverse e anche lontane.

Nei tanti incontri di questi anni, fino agli ultimi nel suo studio di Senatore a vita, pur provenendo da una cultura molto diversa dalla sua ho imparato ad apprezzarne l'eccezionale cortesia e la disponibilità ad ascoltare anche chi esprimeva idee diverse, insieme all'ironia che accompagnava i verdetti durissimi e senza appello emessi talvolta nei confronti di chi, con arroganza, aveva pensato di non essere tenuto a rispettare le regole della democrazia.

Il Presidente che aveva detto 'Non ci sto!' a chi voleva sanare con un colpo di spugna le colpe di quella che poi sarebbe stata definita una 'casta', che aveva accettato le conseguenze e i rischi della inflessibilità sui temi etici, che si era rifiutato di sciogliere le Camere nonostante l'ira di un Berlusconi rampante, ci ripeteva spesso di essere 'a disposizione' ed accettava di buon grado di scendere in campo ogni volta che serviva per difendere la Costituzione.

Come quella sera del 1° giugno 2006, a Firenze, in cui concluse una manifestazione per la campagna referendaria di fronte a una piazza stracolma e gioiosa.

Ora non ci rimane che dimostrarci alla altezza del compito che in tutte queste occasioni assegnava implicitamente a tutti noi: quello di essere cittadini responsabili, disposti a impegnarci per le nostre idee, ma anche a rifiutare le scorciatoie, i ricatti e le aggressioni a chi svolge con dignità e onestà le proprie funzioni.

Grazie Presidente.

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