IL LAVORO TRADITO

di Associazione reggiana per la Costituzione - 10/09/2011
Art. 8 della MANOVRA FINANZIARIA in approvazione

L’Associazione Reggiana per la Costituzione, giudica negativamente i contenuti della manovra finanziaria e del maxiemendamento, proposti dal Governo, con particolare riferimento all’art.8 che, in un solo colpo, cancella i Contratti Nazionali di Lavoro e lo Statuto dei diritti dei lavoratori. Un vero attacco al diritto al lavoro nel nostro Paese, che rischia di essere soppiantato e di perdere la sua anima di diritto inviolabile, così come sancitodagli artt. 2 e 4 della nostra Carta Costituzionale:La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. “ La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”

Il lavoro è dunque il fondamento della Repubblica.

Oggi i modi per aggirare questo fondamentale diritto sono divenuti più subdoli e vengono usati gli argomenti più seducenti, come le necessità delle nuove produzioni, gli sviluppi dei mercati globali, le urgenze economiche, la modernità dei rapporti di lavoro, tutti però diretti a sottomettere l’uomo agli altri fattori produttivi. Viene spiegato anzi che il contratto di lavoro è meglio che sia del tutto privato, senza riflessi sociali, perché tra lavoratore e datore di lavoro le intese possono essere più agili, moderne, efficaci.

La nostra Costituzione non dice così!

Essa anzi, all’art. 39,afferma che i sindacati “ possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce”.

Unità dei lavoratori e controllo sociale del lavoro sono indispensabili.

La storia è dunque diversa: dividere i lavoratori, isolarli di fronte ai problemi del lavoro, far sosteneread ognuno di essi singolarmente il peso di questo rapporto, togliendolo al controllo sociale, costituisce una manovra chiara per annullare man mano quei valori che la Costituzione invece vuole porre in primo piano.

                Il GOVERNO si rende responsabile della violazione del dovere inderogabile di solidarietà, economica, politica e sociale che impegna, in base all’art. 2 della Costituzione, tutti gli organi dello Stato, enti e privati a non ostacolare la libertà e la dignità del lavoro, ma anzi a operare perché siano eliminati gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano in qualunque modo la libertà e l’uguaglianza dei cittadini e ad operare concretamente perché il diritto al lavoro sia effettivo e non solo enunciato.

Ancora una volta l’Associazionesottoscritta ritiene fondamentale la difesa di tali valori, e invita tutti coloro che ne sono sensibili ad operare – in ogni luogo e con ogni mezzo legittimo –  a renderli conosciuti, apprezzati e applicati. Fa appello alle organizzazioni sindacali, ai lavoratorie ai cittadini perchè prendano nelle loro mani la difesa della carta costituzionale e, con essa, della democrazia.

Reggio Emilia 8.9.2011

Associazione reggiana per la Costituzione – Via Roma 53 – Reggio Emilia

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