La tragedia del Giappone e il buio della ragione

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 25/03/2011
Le parole allucinanti di Roberto De Mattei, vicepresidente del CNR, che sostiene che la tragedia del Giappone sia un atto della volontà divina, sono perfettamente in linea con l’oscurantismo ignorante in cui è caduto il paese

Potremmo dire, parafrasando un famoso detto e senza tema di smentite, che in questo paese ogni giorno ha il suo scandalo. L’ultimo in ordine di tempo è un ministro appena nominato, che è dentro fino al collo in un processo sul fiancheggiamento mafioso. Perfino il Presidente Napolitano ha firmato la nomina manifestando ( ed è la prima volta che succede) il suo imbarazzo. E’ vergognoso che per avere la maggioranza alla Camera, Berlusconi abbia fatto ministro un personaggio come Romano, che si porta dietro il pesante sospetto sulla sua contiguità con ambienti mafiosi. Certo per uno come il premier che si è circondato di mafiosi, da Dell’Utri a Mangano, la cosa può non apparire né scandalosa né inopportuna, ma ormai davvero si è superato ogni limite di decenza e di decoro.

E del resto il cavaliere ha fatto ministro anche Paolo Romani, che nel suo curriculum può vantare esclusivamente di essere l’ideatore del programma “Colpo Grosso” ( vi ricordate? Quello con le donnine nude, presentato da Smaila, negli anni ’80). Si capisce che tutte queste qualità siano in sintonia con i gusti del cavaliere, ma certo lasciano sgomenti noi cittadini.

Date queste premesse e il criterio con cui si scelgono le persone a coprire posti di responsabilità e di prestigio in Italia, non ci possiamo certo meravigliare che Roberto De Mattei il vicepresidente del CNR - cioè il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la più grande struttura pubblica con compiti scientifici nel nostro paese - parli del terremoto in Giappone a Radio Maria come di una giusta punizione mandata da Dio all’Umanità. Citando un altro illuminato - il vescovo di Rossano Calabro, un certo monsignor Mazzella - De Mattei ha pontificato “Le grandi catastrofi sono una voce paterna della bontà di Dio, che ci richiama al fine ultimo della nostra vita. Se la terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile, e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo. In secondo luogo, come osserva l’arcivescovo di Rossano Calabro, le catastrofi sono i giusti castighi di Dio. Alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni”.

Infatti, continua il De Mattei – in un delirante discorso che vi invitiamo ad ascoltare in diretta su Youtube ( http://www.youtube.com/watch?v=iIm9E76-jtA&feature=player_embedded#at=29 ) – questo genere di catastrofi non solo sono “giusti castighi” ma anche “una benevola manifestazione della misericordia di Dio” inoltre “.. per molte di quelle vittime che oggi compiangiamo il terremoto è stato un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima da tutte le macchie, anche le più lievi”. E come se non bastasse ha anche specificato che “... la catastrofe è un fenomeno naturale che Dio ha potuto introdurre nel suo piano di creazione […] per un fine di ordine morale come, per esempio, acuire il genio dell’uomo, eccitarlo a studiare la natura per difendersi dalla sua potenza distruggitrice e così determinare un progresso della scienza”.

Terremoto giappone 2

Terremoto giappone 1

Vada a dirlo ai parenti dei più di ventimila morti, alla gente di un paese devastato dal terremoto, dallo tzunami e ora anche minacciato dalla radioattività fuoriuscita dalle centrali nucleari distrutte, che non ha più niente, che ha perso tutto: affetti, averi, ricordi. Gli vada a raccontare che non c’è il Dio d’amore di cui parlava Gesù, ma un pazzo sadico, che si diverte a giocare con la vita delle persone.

Non ci sono parole per esprimere il nostro sconcerto e il nostro disprezzo per queste parole irresponsabili e offensive. E non è certamente un caso che a questo punto stia circolando su internet una petizione da firmare per cacciar via dal CNR un personaggio così imbarazzante, in quel ruolo così importante.

Ma vi immaginate come possono essere finanziate non solo le ricerche sul nucleare o sulle altre energie rinnovabili, ma su un qualsiasi tema scientifico che riguardi la biologia, da uno che pensa che – ignorando perfino l’esistenza del libero arbitrio – tutto accada solo perché Dio lo vuole e l’Uomo è solo un burattino nelle sue mani?

Una petizione certamente da firmare dunque quella che vuole le sue dimissioni , lo ripetiamo e ve la segnaliamo con convinzione, ma è comunque una petizione tardiva, infatti non è da oggi che questo signore si distingue per le sue esternazioni da Crociata medievale. Come non ricordare infatti il convegno di stampo antievoluzionistico da lui organizzato nel 2009 ( i cui atti - dal significativo titolo: “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi” - sono stati pubblicati col contributo economico del CNR.( 9000 euro) e con la dicitura “pubblicati in collaborazione con l’Ufficio Pubblicazioni e Informazioni Scientifiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche”), di cui ricordiamo una affermazione sconcertante “...dal punto di vista della scienza sperimentale entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare. E che inoltre “l’evoluzionismo è una tipica forma di letteratura fantastica”.

Non contento di questo, si è battuto ( e forse questo qualcuno lo ricorderà) per eliminare dai programmi scolastici Darwin e la teoria evoluzionista (a segnalarlo nella commissione di esperti del ministero fu l’allora ministro Letizia Moratti. Lo segnaliamo ai lettori milanesi perché lo ricordino quando sarà il tempo di votare per un nuovo sindaco).

Del resto De Mattei è uno che sostiene la storicità di Adamo ed Eva (!!) e che “la vocazione dell’Italia non è solo ospitare il papato, ma servirlo e anche che “l’Italia è se stessa quando serve la Chiesa” perché “l’identità italiana […] si definisce in funzione del Papato”.

Certo, uno può avere le idee che vuole ed esprimerle come gli pare: siamo un paese libero e tollerante, ma non può dirigere e gestire il Consiglio Nazionale delle Ricerche, rappresentando gli scienziati italiani nel mondo. No, anche questo scempio non possiamo permetterlo: c’è già chi ci fa vergognare abbastanza. Basta.

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