Inferno a Notre-Dame: in fiamme il cuore della cristianità

di GIUSEPPE CHINA - interris.it - 16/04/2019
Ore intere di fuoco ininterrotto, la guglia che cade, il tetto trecentesco che crolla: una ferita nella memoria dell'Occidente

il 1163 quando inizia la costruzione di Notre Dame, la cattedrale “Nostra Signora di Parigi”. Il promotore del progetto è il teologo Maurice de Sully che era diventato vescovo della capitale francese tre anni prima. Lo stile gotico — nella sua prima versione — nel Paese transalpino era già una realtà affermata, come testimoniano le chiese edificate in precedenza: una fra tutte quella di Saint-Denis (1136). La costruzione fu condotta in due fasi, la prima fino al 1250 riguardò la struttura portante dell’edificio; mentre fino alla metà del XIX secolo una serie di interventi le fecero raggiungere l’aspetto attuale: 130 metri di lunghezza e 40 di larghezza. La cattedrale contiene cinque navate (quante ne contenevano solo l’abbazia di Cluny e San Pietro a Roma) e 37 cappelle. La luce entrava attraverso 113 vetrate colorate. I lavori vennero finanziati sia dalla Chiesa sia dalla corona di Francia. Inoltre molti cittadini, anche in maniera volontaria, diedero il loro contributo soprattuto dal punto di vista fisico. Occorre sottolineare che per realizzare l’impresa fu necessario trasformare completamente l’urbanistica di un intero quartiere di Parigi.

La storia

I primi restauri della struttura originaria sono stati eseguiti nel periodo rinascimentale. Nel Settecento le vetrate policrome furono sostituite con vetri bianchi, una tecnica che ha permesso di far entrare più luce all’interno. Invece tra i momenti più bui bisogna annoverare gli anni della Rivoluzione francese (1789), quando l’edificio fu oggetto di vandalismo e distruzioni di immagini sacre. D’altronde era l’epoca dei Lumi ad ogni costo, anche a scapito della spiritualità cristiano cattolica. Addirittura la cattedrale venne rinominata “Tempio della Ragione”. Nel XIX secolo la situazione era così drammatica che era stato proposto di abbatterla. Una delle circostanze che salvò Notre Dame fu anche l’attenzione ad essa dedicata dal celebre romanzo di Victor Hugo, Notre Dame de Paris. Proprio in seguito a questa suggestione letteraria nel 1845 fu avviato un complesso programma di restauro, coordinato dall’architetto Viollete-le-Duc, che portò alla luce i famosi gargoyles, eterno simbolo della lotta tra luce e tenebra.

Un cuore pulsante della cristianità

Notre Dame è il paradigma del cattolicesimo e della storia di Francia. Ogni anno visitatori e pellegrini si sono riversati al suo interno come un fiume in piena, infatti le loro visite superano i 13 milioni. È stata e speriamo continui ad essere un luogo centrale nella storia. Il primo evento è datato 1302: la convocazione degli Stati Generali, voluta da Filippo il Bello. Il Re voleva liberarsi dall’ingerenza papale e sancire una prima distinzione tra potere temporale e spirituale. Poi non possiamo non citare che in questa cattedrale è stato incoronato Napoleone Bonaparte, il 2 dicembre 1804. Con una maestosa cerimonia raffigurata in uno dei dipinti più conosciuti di Jacques-Louis David, conservato al museo del Louvre. Un’altra ricorrenza è rappresentata dalla beatificazione di Giovanna D’Arco, avvenuta il 18 aprile 1909. Sul suo altare si svolte le esequie delle più centrali figure politiche francesi: da De Gaulle a Mitterand. E poi anche crocevia di vari pontefici. Nel maggio del 1980 Papa Giovanni Paolo II ha celebrato la Messa sul sagrato. Qualche anno più tardi, nel 2008, Papa Benedetto XVI ha presieduto nella cattedrale la celebrazione dei vespri.

I timori

I lavori di restauro che avrebbero dovuto rafforzare la struttura, invece potrebbero essere la causa dell’incendio. Che si sarebbe originato da un’impalcatura. Il tetto crollato era ancora quello originario del 1326. Le fiamme hanno fatto collassare in mondovisione anche la guglia centrale e la torre campanaria. Uno spettacolo desolante che a giudizio di alcuni esperti era nell’aria. Del consolidamento che si voleva ottenere non rimarrà traccia. Il rischio che l’umanità perdesse Notre Dame è stato assai concreto. Gli inquirenti hanno, invece, scongiurato la matrice terroristica dell’evento. Una circostanza non secondaria visto che la Francia negli ultimi anni è stata più volte colpita dai terroristi dell’Isis. E proprio nel 2016 avrebbe voluto incendiare la cattedrale. Il fatto è ancora più triste e drammatico, dato che siamo nel pieno delle celebrazioni della Settimana Santa che portano alla Pasqua. Tra i tanti timori emersi durante il rogo, c’era anche il fatto che potesse essere compromesso fatalmente il Tesoro racchiuso all’interno della cattedrale. Tra le reliquie contenute ci sono la Corona di spine di Gesù — un cerchio intrecciato e tenuto assieme da un filo d’oro con 70 spine attaccate) -, un pezzo della Vera Croce su cui il figlio di Dio venne crocifisso e anche la tunica di san Luigi. Fortunatamente, il fuoco non ha toccato i preziosi tesori custoditi a Notre-Dame.

 

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4 dicembre 2018
9 maggio 2019

Lettera deI CDC (coordinamento democrazia costituzionale) dell'Emilia Romagna

Coordinamento Democrazia Costituzionale dell’Emilia Romagna
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