Oltre il Dogma. La Scienza, la Fisica e l'Universo senza Dio nel Pensiero di Margherita Hack

di Laura Tussi - 01/11/2026
Liberare l'umanità dall'esigenza di spiegazioni divine significava, nella sua visione, restituire all'uomo la piena responsabilità del proprio destino e della salvaguardia del pianeta, fondando l'etica non su comandi rivelati dall'alto, ma sulla solidarietà laica, sul rispetto per gli altri esseri viventi.
La riflessione sul rapporto tra la conoscenza scientifica e la dimensione del sacro ha trovato in Italia una delle sue voci più lucide, intransigenti e rigorose in Margherita Hack. La celebre astrofisica ha ripetutamente affermato che la scienza non ha bisogno di ricorrere all'ipotesi di Dio per spiegare l'universo, poiché le leggi della fisica sono strumenti concettuali ed empirici pienamente sufficienti a descrivere la realtà in tutte le sue manifestazioni, dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande. Questa posizione non si configura semplicemente come una dichiarazione di ateismo personale o di militantismo ideologico, ma rappresenta l'espressione più coerente del naturalismo metodologico: quel principio epistemologico secondo cui l'indagine scientifica deve procedere rigorosamente attraverso l'osservazione empirica, la misurabilità quantitativa e la verificabilità sperimentale, escludendo a priori spiegazioni di natura trascendente che, per definizione, sfuggono al vaglio della confutazione e del controllo razionale.

Dal punto di vista storico ed epistemologico, l'approccio di Hack si inserisce nella grande tradizione del razionalismo illuminista e del positivismo critico. Nel corso dei secoli, il progresso inarrestabile del metodo scientifico ha sistematicamente ridotto gli spazi unicamente riservati all'intervento divino, offrendo spiegazioni immanenti e causali per fenomeni che in passato venivano attribuiti a volontà sovrannaturali. Se nei secoli passati il cosiddetto "Dio dei buchi" veniva invocato regolarmente per colmare le lacune temporanee della conoscenza umana — come l'origine dei corpi celesti, la regolarità dei moti planetari o la complessità della vita biologica —, lo sviluppo dell'astrofisica moderna, della meccanica quantistica e della cosmologia teorica ha fornito modelli matematici e osservativi coerenti per comprendere l'evoluzione dell'universo a partire dai suoi primi istanti. Per Hack, la fisica e l'astronomia non necessitano di un motore primo metafisico o di una causa finale per reggersi logicamente, poiché le forze fondamentali della natura e le equazioni che le descrivono sono intrinsecamente autosufficienti nel rendere conto del divenire cosmico.

Questa visione rigorosamente materialista e laica non impoverisce tuttavia il senso di meraviglia di fronte al cosmo, ma lo riconfigura e lo potenzia su basi profondamente umane. La celebre affermazione secondo cui siamo "figli delle stelle" non ha per Hack una valenza lirica o consolatoria, bensì una solida base scientifica: la consapevolezza che gli atomi che compongono il nostro corpo siano stati forgiati nei nuclei di stelle antiche ed esplose collega intimamente l'essere umano alla storia e alla materia dell'universo intero. Per la scienziata fiorentina, la curiosità intellettuale, il dubbio sistematico e la ricerca incessante della verità rappresentano i motori fondamentali del progresso umano, i quali devono rimanere del tutto liberi da qualsiasi dogmatismo religioso o autorità dogmatica.

La divulgazione scientifica, a cui Hack ha dedicato gran parte della sua vita pubblica con straordinaria passione e chiarezza, aveva dunque uno scopo etico, politico e civile ben preciso: alfabetizzare i cittadini per renderli intellettualmente liberi, autonomi e capaci di guardare al mondo con gli occhi della ragione, della critica e della responsabilità morale. Liberare l'umanità dall'esigenza di spiegazioni divine significava, nella sua visione, restituire all'uomo la piena responsabilità del proprio destino e della salvaguardia del pianeta, fondando l'etica non su comandi rivelati dall'alto, ma sulla solidarietà laica, sul rispetto per gli altri esseri viventi e sulla consapevolezza del nostro effimero e prezioso posto nell'universo.

 Laura Tussi

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