1 maggio, festa del Lavoro e dei lavoratori

di Redazione - Liberacittadinanza - 30/04/2020
Oggi più che mai bisogna difenderli

Ogni 1 maggio ci rivolgiamo a categorie di lavoratori o a problemi del mondo del lavoro particolari. Negli anni passati abbiamo parlato di sicurezza nell’ambiente di lavoro, di precariato, di disoccupazione giovanile, di morti sul lavoro, etc. In questo 1 maggio così differente da tutti i precedenti, vogliamo rivolgere un pensiero grato e deferente a tutti coloro che lavorano e lottano contro il virus, anche a costo della propria vita. Ma vogliamo anche dedicare un pensiero fraterno a tutti quelli che hanno perso il loro lavoro e a quelli che stanno per perderlo a causa delle restrizioni e della chiusura di imprese, uffici e negozi.

L’articolo 1 della nostra Costituzione recita «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.» Una norma che non è mai stata pienamente attuata, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, in gran parte composte da disoccupati, anche in tempi “normali”. Ora a complicare il quadro del mondo del lavoro precario, provvisorio e incerto, senza sicurezza per il futuro, ci si è aggiunto il virus, che – come dicevamo – ha chiuso esercizi, locali, negozi, botteghe artigiane, micro imprese, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, alberghi, B&B, etc. dove giovani e non più giovani avevano trovato finalmente un lavoro, rendendo l’oggi e il domani più che mai in salita. A tutti questi lavoratori senza tutela e sicuramente pieni di angoscia per il futuro, va tutta la nostra partecipata solidarietà.

 

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