Pensionati ribelli: comunicato sulle pensioni

di UN GRUPPO DI PENSIONATI ISCRITTI ALLO SPI CGIL DI LUCCA E VERSILIA - 01/12/2019
I pensionati iscritti alla CGIL, che si sono riuniti In data 26 novembre 2019 , presso la Camera del Lavoro di Lucca, dopo avere svolto un approfondito dibattito sulla realtà dei pensionati oggi in Italia e sulle iniziative da intraprendere, hanno evidenziato quanto segue :
1) Il sistema pensionistico pubblico INPS, che negli anni 80 era tra i migliori d’Europa, a partire dagli inizi degli anni 90 è stato progressivamente smantellato da interventi effettuati da quasi tutti i governi che si sono succeduti nel tempo ed in particolar modo dalle “controriforme” fatte dal governo presieduto da Lamberto Dini ,nell’agosto de l 1995, con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, con la cancellazione delle pensioni di anzianità , con il ricalcolo in base alle aspettative di vita ; dal governo presieduto da Silvio Berlusconi/Maroni nel 2004 con l’allungamento dell’età pensionabile a 61 anni e 40 anni di contributi, con l’introduzione delle finestre mobili per poter accedere ala pensione; dalla riforma Monti/Fornero nel dicembre del 2011 che ha innalzato l’età per andare in pensione fino a 67anni,6 mesi , creato “esodati” senza pensioni e senza lavoro, bloccato le indicizzazioni legati al costo della vita. Inoltre tutti gli interventi effettuati dai vari governi hanno ridotto sensibilmente il potere di acquisto delle pensioni medie e basse con un tagli di circa il 30% del valore reale rispetto alla realtà di 20 anni addietro;
2) A fronte della suddetta realtà , i pensionati intervenuti nel dibattito ritengono che siano del tutto insufficiente le richieste effettate dalle Organizzazioni Sindacali Dei pensionati oggetto della manifestazione a Roma del 16 novembre u.s. : anche se necessaria non basta una legge sulla non autosufficienza , non basta una rimodulazione fiscale, non basta una rivalutazione generica delle pensioni basse e l’ estensione della 14° ai pensionati con pensioni basse ;
3) I pensionati iscritti alla CGIL riuniti in assemblea presso la CGIL di Lucca ritengono quindi necessario che le Confederazioni Sindacali e comunque la CGIL tutta, apra un confronto con chi governa finalizzato a rivendicare :
a) Un incremento delle pensioni basse e medie di almeno il 15%;
b) Riportare il sistema pensionistico al retributivo al fine di garantire ai giovani una futura pensione dignitosa;
c) Ripristinare la possibilità di andare in pensione con 40 anni di contributi e 60 anni di età;
d) Alzare il tetto per avere il diritto delle detrazioni per il coniuge a carico;
e) Dividere la previdenza dall’assistenza, con l’assistenza che non deve più gravare a carico dell’INPS, ma essere a carico dello Stato;
f) Obbligare le imprese statali e amministrazione pubbliche a pagare i contributi assicurativi come avviene per le aziende private.
4) I pensionati riuniti in assemblea, ritengono che sia necessario riconquistare un Welfare pubblico con al centro le pensioni ma che riguarda anche la sanità pubblica e la scuola e sono contrari ad ogni autonomia differenziata delle Regioni, distruttiva per il sistema sanitario nazionale pubblico.
5) Per sostenere le richieste di cui sopra, ritengono che sia indispensabile adoperarsi con tutte le aree programmatiche esistenti in CGIL al fine di costruire e sviluppare un forte movimento dal basso, che coinvolga i pensionati, ma anche i lavoratori di tutte le categorie, i giovani, i movimenti, i partiti, le istituzioni... cercando di costruire a Lucca un vero movimento di Lotta e di allargarlo in altre città d’Italia.

UN GRUPPO DI PENSIONATI ISCRITTI ALLO SPI CGIL DI LUCCA E VERSILIA

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