Referendum, oltre 160mila firme contro la riforma Nordio: un terzo dell’obiettivo raggiunto in dieci giorni (e sotto Natale)

di Redazione Fatto Quotidiano - Ilfattoquotidiano.it - 31/12/2025
Già raccolte il 32% delle 500mila adesioni da raggiungere entro gennaio. La mobilitazione dei cittadini per ora ha scoraggiato il governo dal forzare la mano per anticipare la data delle urne

Un terzo del percorso è stato completato. Tra il 30 e il 31 dicembre l’iniziativa popolare per il referendum sulla riforma Nordio ha raggiunto e superato le 150mila firme, attestandosi sopra quota 160mila: il 32% delle 500mila da raggiungere entro il 30 gennaio, quando scadranno i tre mesi dalla pubblicazione della legge. Un risultato notevole se si pensa che la raccolta online – qui il link per firmare con Spid o carta d’identità elettronica – è stata aperta solo il 22 dicembre, alla vigilia delle feste di Natale.

Anche se il voto sulla riforma è già stato chiesto e ottenuto dai parlamentari (di maggioranza e di opposizione), la mobilitazione dei cittadini non è solo simbolica: il successo dell’iniziativa, infatti, per ora ha scoraggiato il governo dal forzare la mano per anticipare la data delle urne, convocandole prima della scadenza del termine entro cui è possibile depositare altre richieste in Cassazione.

La raccolte – partita da subito forte – ha avuto l’impennata decisiva negli ultimi giorni, grazie agli endorsement arrivati dai leader dell’opposizione, in primis il presidente del M5s Giuseppe Conte e la segretaria del Pd Elly Schlein. L’ultimo appello a firmare, martedì, è quello di Walter Massa, presidente dell’Arci, uno dei soggetti fondatori (insieme tra gli altri a Cgil, Anpi e Libera) del comitato della società civile per il No presieduto dal giurista Giovanni Bachelet.

“Come Arci invitiamo tutte e tutti a firmare e far firmare online la raccolta firme per il referendum contro la riforma Nordio. Continueremo a batterci contro una riforma pericolosa, in difesa della democrazia e della Costituzione, e contro ogni tentativo di subordinare la magistratura al controllo del governo”, dice Massa.

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