Vaccini anti-covid: sicurezza ed efficacia

di Umberto Franchi - 23/11/2020
COSA HA DETTO DI SBAGLIATO IL PROF. ANDREA GRISANTI ?
  • PFIZER : ha annunciato per prima che il test del vaccino contro il Coronavirus dicendo che la sperimentazione su 94 volontari aveva dato una efficacia pari al 90 %. Il vaccino va mantenuto nella catena a freddo a meno 70/80 gradi, le azioni volano in alto... e l’azienda Pfizer che era  piena di debiti vende subito 5,6 milioni di azioni ed incassa il “Malloppo” ;
  • MODERNA: dopo qualche giorno annuncia che anche lei ha un vaccino con efficacia pari al 94,5%.. e senza la necessità della catena a freddo... anche le sue azioni volano... ma  la Pfizer non sta a guardare ed annuncia  che il suo vaccino  non era efficace al 90% bensì  al 95% (0,5% in più di Moderna) sembra quindi che più che alla sicurezza del vaccino interessi il business dei vaccini ;
  • Irbm-AstraZeneca , ha comunicato in data odierna di avere un proprio vaccino virale protetico efficace al 90% e può essere conservato in un comune frigorifero;
  • In questo contesto è intervenuto il prof. Grisanti dell’Università di Padova dicendo che fino a quando non saranno stati effettuati tutti i riscontri sulla efficacia, sicurezza e mancanza di effetti collaterali , lui il vaccino non se lo fa ... scatenando una luna serie di prese di posizioni di colleghi , politici ed uomini di Istituzioni , che stigmatizzano quanto detto dal Grisanti chiedendogli di rettificare la sua dichiarazione .
  • Ma il Grisanti non è il solo ad affermare quanto sopra... ad esempio la direttrice di microbiologia e virologia clinica del “Sacco” di Milano afferma quanto segue :
  1. Le decine di vaccini che si stanno studiando si fondano su due tecniche : quelli protetici che inducono la risposta anticorpale, con una metodica già in uso da tempo con successo, ed i nuovi vaccini come quelli di Pfizer e Moderna composti da frammenti di Rna o Dna che inducono le cellule a sintetizzare una proteina simile a quella che si vuole combattere;
  2. Su questa nuova tecnica, ci siamo pronunciati in molti inducendo alla cautela, perché vanno effettuati approfonditi studi per dimostrare l’assenza degli effetti collaterali;
  3. Il 6 novembre 2020, la FDA, ha pubblicato un importante lavoro in cui si conferma un notevole interesse alla terapia genetica ma nello stesso tempo non si nascondono gli effetti collaterali dell’impiego di materiali genetico ancora del tutto sconosciuto;
  4. La dottoressa Maria Rita Gismondo, continua dicendo : la terapia genetica potrebbe modificare il DNA del paziente ed i virus inattivati, utilizzati come vettori, potrebbero diventare attivi nei decenni successivi ... pertanto la stessa FDA raccomanda di allungare i tempi di osservazione; di sottoporre i pazienti a rischio di neoplasie ad un test di replicazione virale e di sviluppo oncologico per 20 anni, per prevenire anche l’insorgenza di malattie auto-immuni;
  5. I tempi di non possono essere accelerati perché la natura , la replicazione del materiale genetico è un fenomeno non accelerabile... le mutazioni possono avvenire lentamente , alcune eliminate altre conservate ed aggiunte ad altre...;
  6. Una volta innescata la terapia genetica, (vaccino) non è possibile fermarlo ne evidenzialo in tempi stretti.. e la tollerabilità che si sta indagando nei vaccini in studio (sopramenzionati) è quella acuta immediata, ma non può garantire gli effetti a lungo termine... quindi è meglio attendere conferme a lungo termine e a breve di vaccini meno innovativi, ma più conosciuti.
Interrogativi aperti:
Paul Offit,  vaccinologo dell’Università della Pensylvani dice:
  • Quello che manca sono i dettagli sulla natura delle infezioni da cui il vaccino può proteggere, se si tratta di casi lievi di COVID-19 o è compreso anche un numero significativo di casi moderati e gravi;
  • "Vorrei vedere almeno una manciata di casi di malattia grave nel gruppo placebo, aggiunge, perché suggerirebbe che il vaccino ha il potenziale per prevenirli;
  • Inoltre, non è chiaro se il vaccino può impedire alle persone asintomatiche o con sintomi molto lievi di COVID-19 di diffondere il coronavirus. Un vaccino che blocca la trasmissione potrebbe accelerare la fine della pandemia. Ma sarà difficile determinare se il vaccino Pfizer, o altri in fase avanzata di sperimentazione, siano in grado raggiungere questo obiettivo;
  • Infine ,una domanda chiave senza risposta è quanto durerà l'efficacia del vaccino. In base a quando è iniziato lo studio e ai dati pubblicati in precedenza sulle risposte immunitarie nelle prime fasi della sperimentazione, molti partecipanti probabilmente hanno ancora alti livelli di anticorpi protettivi nel sangue, dice Rafi Ahmed, immunologo della Emory University di Atlanta, in Georgia. "Per me, la domanda principale è: cosa succede sei mesi dopo, o anche tre mesi dopo", dice.
Beh  giudicate voi l’intervista fatta dal giornale “Il Fatto Quotidiano” alla Dottoressa Maria Rita Gismondo in data 21 novembre 2020... e dai nodi ancora irrisolte sopraelencati, se le cose che ha detto il Prof. Grisanti non sono giuste e sensate .
 In sostanza l'unico modo per sapere se funziona è somministrarlo a un gran numero di persone, e poi seguirle per settimane o per  mesi per vedere se si infettano e mostrano i sintomi della malattia. Quei risultati vengono confrontati con quelli di un gruppo di partecipanti a cui viene somministrato un placebo. AstraZeneca Irbm, allo stato attuale sembrerebbe più sicuro quello protetico che induce ad una risposta anticorpale   prodotto da Irbm-Astrazeneca
Umberto Franchi

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