Ancora una volta è l’8 marzo

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 08/03/2024
Le radici di una festa che ormai è diventata la triste conta delle donne uccise

Il 2 dicembre scorso, cioè solo 3 mesi fa, ci ha lasciato Marisa (Maria Lisa) Cinciari Rodano. Aveva 102 anni ed è stata una donna eccezionale: comunista, partigiana, deputata, senatrice e parlamentare europea. La Cinciari è stata oltrettutto la prima donna nella storia italiana a venir eletta alla carica di vice presidente della Camera dei deputati. Inoltre è lei che ha scelto il fiore della mimosa come emblema della nostra festa, considerando che era un fiore povero, che tutte si sarebbero potute permettere e procurare.

Alla fine della Guerra la Cinciari è una delle fondatrici dell’UDI (Unione Donne Italiane), che si costituisce ufficialmente il 1° ottobre 1945 e di cui fu anche presidente nazionale.

L’UDI era una organizzazione composta da donne comuniste e socialiste, a cui si aggiunsero i cosiddetti Gruppi di difesa della Donna. Si creò così la più grande organizzazione per l'emancipazione femminile italiana. In essa confluisce anche l'Associazione femminile per la pace e la libertà fondata dalla partigiana e scultrice Velia Sacchi.

Nella ricostruzione post-bellica l'UDI decide di occuparsi dei bambini rimasti orfani, dei bimbi illegittimi, ma anche di combattere contro le discriminazioni salariali, nella solidarietà nazionale e internazionale.” Nel corso degli anni '60 si fa portavoce di un movimento di massa delle donne iniziando lunghe battaglie per far ottenere la pensione alle casalinghe, in quanto si metteva in discussione il lavoro domestico non pagato. Ci si impegna a cambiare anche la concezione di asilo nido, visto non solo come un sollievo per le madri che svolgono un doppio lavoro, madri e lavoratrici, ma anche come funzione di socializzazione della crescita e della cura dell'infanzia.”

Con la fine dei partiti comunista e socialisti, l’UDI assume una struttura slegata dai partiti e cambia anche nome e obiettivi: con il 29 novembre 2003 assume il nome di Unione Donne in Italia, per accogliere così anche le donne immigrate e lavoratrici residenti nel nostro Paese. Oggi collabora con altre organizzazioni spontanee a difesa delle donne.

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Marisa Cinciari Rodano.

La storia delle donne e delle loro organizzazioni è una storia lunga e molto difficile e che oggi le vede impegnate in una lotta durissima contro la violenza di genere. Dall’inizio dell’anno ad oggi i femminicidi sono già una decina, mentre nel 2023 sono stati 118, cioè praticamente uno ogni 3 giorni! Dobbiamo davvero mettere un fermo a questa deriva di violenze: sembra assurdo che nel 2024 ci sia questo delirio di aggressioni, di botte e di morte. Ogni associazione deve farsene carico, e, al di là delle differenze, si deve trovare una intesa almeno sui temi principali: il salario uguale a quello degli uomini, attenzione e protezione per le donne a rischio, asili nido pubblici, mense scolastiche controllate e alla portata di tutte, pene severissimi per molestatori, stalker e partner violenti, etc. E per quanto riguarda l’interruzione volontaria di gravidanza: sanzioni per quei consultori in cui tutti i ginecologi sono “obiettori di coscienza” e non ce n’è neppure uno che renda applicabile la legge dello Stato n.194. Certo non siamo in Francia, dove in questi giorni il diritto all’aborto è entrato nella Costituzione, ma non è nemmeno tollerabile che l’ipocrisia e il bigottismo rendano, come dicevo prima, inapplicabile una legge dello Stato. C’è insomma ancora un bel po’ di lavoro da fare. Nel frattempo:

Buon 8 marzo, care amiche e compagne, sorelle nella lotta.

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