CHE CI FANNO DELLE NAVI RUSSE NEL MARE DI SARDEGNA?

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 11/02/2026
Il Ministro Crosetto ha l’obbligo di informare, e non solo i Sardi, di una situazione complicata

E’ da qualche giorno che la nave russa Sparta IV, che qualcuno chiama “il corriere della morte” perché il governo russo la usa per consegnare armi in giro per il mondo, si aggira nel Mediterraneo, presso le coste orientali della Sardegna. Leggiamo sull’Avvenire: “ La Sparta IV, in realtà, è una delle navi della “flotta fantasma” di Mosca, una serie di imbarcazioni usate perlopiù per vendere petrolio aggirando le sanzioni internazionali. Lunga 122 metri, la nave è inserita nelle liste delle sanzioni degli Stati uniti e per questo viene spesso scortata in mare da unità da combattimento russe”. Ed infatti da giorni, scortata dal cacciatorpediniere Severomorsk e dalla petroliera Kama, si muove avanti e indietro, alla velocità di 10-11 nodi, davanti alle coste della Sardegna, all’altezza della sub-regione dell’Ogliastra. Ma cosa preoccupa di questa presenza? Che è difforme rispetto al passato: partita dal porto russo di Baltijsk, la flottiglia avrebbe dovuto dirigersi verso Gibilterra attraversando il Mediterraneo per raggiungere, il prossimo 17 febbraio, le acque del Baltico e il porto di Kaliningrad, nell’ exclave russo in Europa, tra Polonia e Lituania. Eppure, dal 2 febbraio ha iniziato a spostarsi restando sempre tra le 20 e le 30 miglia nautiche dalla costa orientale della Sardegna, ma mantenendosi sempre all'interno del perimetro delle acque internazionali.

E tutti infatti si chiedono: ma cosa ci stanno a fare lì i russi? Cosa controllano? C’entra che lì, proprio lì, in quella zona, passino varie condotte di elettricità? Mah… c’è anche da aggiungere che La Sparta IV, secondo i dati raccolti da MarineTraffic, ha tracciato un “movimento a pendolo” anomalo al largo dell'Ogliastra tra il 2 e il 4 febbraio, rimanendo per ore a poche miglia dal Poligono di Quirra, un'area di altissimo valore strategico per la Nato. Inoltre, in quel tratto di mare come dicevamo prima ci sono condotte sottomarine di energia elettrica e cavi in fibra ottica per la trasmissione di dati.  I movimenti delle navi russe, tuttavia, bisogna dirlo, sono costantemente monitorati dalle unità navali della Marina militare italiana e hanno attirato anche l'attenzione della Nato. Secondo il portale di sorveglianza aerea e navale Itamilradar, un aereo della Guardia di Finanza (P-72B) è decollato dalla base di Pratica di Mare, vicino Roma, restando in volo per circa un'ora sul mar Tirreno, nelle vicinanze della Sparta IV.
Qualcuno ha anche cercato di minimizzare il motivo di questa scelta anomala delle navi russe, parlando delle condizioni metereologiche proibitive, con venti fra i 20 e i 25 nodi e la loro ricerca di un riparo, ma la cosa non è stata confermata da nessuna fonte.

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La navigazione dei mezzi di Mosca era già stata seguita la settimana scorsa dalla nave della Marina italiana Virginio Fasan, parte dello Standing Maritime Group 2 della Nato. Dopo un iniziale momento di sconcerto, infatti, gli italiani hanno reagito e dunque dopo le interrogazioni parlamentari (compresa la Lega, nella persona del deputato sardo Dario Giagoni), come ci informa Enrico Fresu sulle pagine del quotidiano isolano L’Unione Sarda: “…arrivano anche i componenti civili del Comipa, il comitato misto paritetico sulle servitù militari: la lettera è firmata da Giovanni Aramu, Alessandra Berry, Domenico Cabula, Antonio Canu, Egidio Didu e Paolo Erasmo. Nel pieno delle loro funzioni scrivono al ministro (e per conoscenza, e solo con questo ruolo, alla presidente della Regione rimasta in silenzio sulla vicenda)  per avere «un quadro informativo generale sull’attività di monitoraggio in atto nell’area interessata, una valutazione di carattere generale circa l’eventuale presenza o assenza di profili di rischio per il territorio regionale e per le comunità locali  e indicazioni in merito alle modalità di informazione o coinvolgimento degli organismi civili consultivi, nell’ambito delle rispettive competenze».

Sul Fatto Quotidiano un articolo riporta anche le dichiarazioni del vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la coesione e le riforme, Raffaele Fitto, a margine della cerimonia di inaugurazione del 464° anno accademico dell’Università di Sassari. “È evidente che il rispetto dei confini internazionali deve essere garantito ma soprattutto anche la sicurezza nazionale ed europea penso che giorno dopo giorno si dimostri come essenziale e fondamentale” e ha spiegato “Gli investimenti in difesa non sono investimenti, come si vuol semplificare, sulle armi, sono investimenti di innovazione e tecnologia che devono garantire difesa, ma anche sicurezza e quindi prosperità. Su questo penso che qualsiasi episodio ci segnali in modo molto chiaro qual è la strada da seguire”.

Intanto la Marina militare, il 5 febbraio, ha scritto su X che “l’Operazione mediterraneo sicuro prosegue senza soluzione di continuità con attività di controllo ravvicinato delle navi militari della Federazione Russa e delle unità mercantili della cosiddetta ‘flotta ombra’ presenti nel Mediterraneo. L’azione di sorveglianza è assicurata in maniera integrata da unità navali, elicotteri imbarcati e a terra e velivoli da pattugliamento marittimo. Una presenza costante a tutela della sicurezza e della stabilità degli spazi marittimi”. Non è la prima volta che navi russe – presenti in forza nel Mediterraneo – bordeggiano le acque italiane. Finora non hanno mai violato i limiti territoriali. I loro movimenti sono comunque attentamente monitorati sia dalle forze Nato che da quelle italiane.

E tuttavia la Sparta IV è scomparsa dai monitor per un paio di giorni ed è ricomparsa solo lunedì 9 febbraio. E nessuno sa dove fosse e cosa facesse nel frattempo. Quindi il monitoraggio è evidentemente possibile solo quando chi comanda questa unità vuol palesarsi. Il che non è molto rassicurante. Altro elemento preoccupante è la comparsa nei cieli della Sardegna di un Wc-135r Constant Phoenix dell’aeronautica statunitense. Si tratta di un super aereo progettato appositamente per il campionamento atmosferico, con il compito specifico di rilevare particelle radioattive disperse nell’aria. Cosa si temeva dunque? Crosetto dovrà spiegare un bel po’ di cose, oltre alla “passeggiata” lungo le coste dell’Isola. Sembra comunque che la flottiglia russa si stia avviando verso lo stretto di Gibilterra. Ma possiamo proprio stare tranquilli? Anche perché a dicembre del 2024 la nave russa Ursa Major è saltata in aria, vicino alle coste spagnole, al largo di Cartagena. Anche questa nave era usata per il trasporto di apparecchiature militari e azioni di intelligence. Quindi lo scoppio che distrusse la sua sala macchine e la mandò a picco fu considerata sospetta. Ma di chi sarebbe la colpa di questo incidente? Fra l’altro il nome “Ursa Major” era l’ultimo nome di questo battello ibrido, che prima si chiamava Sparta III…già.

A questo proposito scrive La Nuova Sardegna di ieri 10 febbraio: “Il nome era stato scelto dalla società Oboronlogistika, la stessa che detiene la proprietà della Sparta IV e che è nota per essere impegnata nel trasporto merci per conto del ministero della Difesa russo. Secondo alcune fonti, gli ucraini di Crimean Wind e i russi di Mediazona, quando è affondata la Ursa Major trasportava anche “due portelli da 45 tonnellate per reattori nucleari”. Quello che invece è quasi certo è che la Ursa facesse parte del Syria Express, una flotta di navi destinate al porto siriano di Tartus per il ritiro di apparecchiature militari impegnate in medioriente e destinate al fronte ucraino. Forse, lo stesso compito della Sparta IV.”

Ne sappiamo ancora davvero troppo poco per commentare questa ultima notizia, ma la situazione sembra molto più inquietante e complessa di quanto non potessimo pensare. Dunque come mai e perché la “parata” davanti alle coste sarde? Si cercava qualcosa o era solo un test, per vedere quanto ci mettevano Italia e Nato ad allertarsi? Ehhh, qui sta il busillis…

Barbara Fois

  

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/06/navi-russe-al-largo-sardegna-marina-militare-controlli-ravvicinati/8282599/
https://www.today.it/attualita/nave-russa-sparta-IV-coste-sardegna.html
https://www.lanuovasardegna.it/regione/2026/02/09/news/navi-russe-al-largo-dell-isola-scomparso-nel-nulla-il-cargo-sparta-iv-1.100829386

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