Superior stabat lupus…

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 19/04/2024
Una favola di Fedro per prepotenti come Netanyahu

La favola di Fedro sul lupo e sull’agnello, che quelli della mia generazione conoscono dalla prima media, è un esempio di bullismo, un modello di soperchieria, il prototipo della prepotenza. Per i più giovani, che non studiano più Fedro, la storia è semplice: un lupo e un agnello bevono allo stesso ruscello, ma il lupo sta in alto (superior stabat lupus) e l’agnello più in basso (inferior agnus), dunque non è possibile che inquini l’acqua che beve il lupo, ma è proprio quello che sostiene il lupo, che cerca ogni motivo per giustificare l’aggressione all’agnello e infine, pur sapendo benissimo di avere torto, se lo mangia lo stesso.

La parte del lupo è quella di Netanyahu che sostiene che deve difendersi dall’Iran, dopo essere stato lui ad attaccare quel Paese per primo. È l’Iran che si è difeso, con un attacco di poco danno per Israele e dopo ha dichiarato che per loro la cosa era chiusa così. Ma l’energumeno israeliano adesso sostiene che Israele ha diritto di difendersi e che replicherà certamente. Il fronte di scontro non fa che allargarsi a dismisura. Perfino Putin invita alla moderazione (!), ma il leader israeliano è ormai fuori controllo e attacca tutto e tutti, in un delirio di onnipotenza. Visto che gli è andata bene con Gaza, crede che nessuno lo fermi più e che possa fare quel che gli pare. Conta sul nostro consenso, o almeno sulla nostra debolezza. E questa è davvero la cosa più incresciosa ed esecrabile di tutte: che il mondo cosiddetto democratico, garantista, pacifista, progressista e quant’altro di cui si ammanti immeritatamente, stia alla finestra a guardare lo scempio di persone e cose che un aspirante dittatore da quattro soldi sta facendo a due passi da loro, limitandosi ad alzare solo un ditino dicendo “Eh no, no: questo non si fa!”, minacciando sanzioni che non farebbero paura nemmeno a un pantofobo. Ora, a parte l’utilizzo finale di quel ditino, che l’educazione formale molto rigida ricevuta da mia madre e mia nonna, mi impedisce di specificare, mi chiedo che cosa invece impedisce alle democrazie occidentali di fermarlo davvero. Come? Intanto appoggiando i suoi antagonisti interni e Netanyahu ne ha tantissimi e inferociti. E non parlo solo dei parenti degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas, ma di tutti i cittadini, ormai stanchi di essere messi al bando dal resto del mondo. Ormai infatti nascondersi dietro la Shoàh non basta più, come non serve più dare dell’antisemita a chi critica il comportamento di Israele: non sono più credibili come scuse. Ormai pefino gli USA si sono stufati dei massacri indiscriminati perpetrati a Gaza dal governo fascista di Netanyahu. Il che vuol dire che perfino le potenti lobbies ebraiche americane si sono stufate di lui e della sua stupida, crudele e immotivata aggressività nei confronti dei Palestinesi.

Ma è certo che lui, contro tutto e tutti, non voglia mollare, perché se lo facesse non solo perderebbe il potere, ma le accuse che pendono sulla sua testa finalmente lo raggiungerebbero e lui finirebbe sotto processo e molto probabilmente in galera.

Un’altra cosa che si potrebbe fare, oltre ad appoggiare gli oppositori interni (e la cosa vale anche per Putin) è accusarlo personalmente di crimini contro l’umanità, in modo da svincolare i cittadini dal suo potere. Mi spiego meglio: nel Medioevo la scomunica papale annullava ogni rapporto di sudditanza fra il signore ed i suoi sudditi, che non erano più costretti a ubbidirgli, né ad aver alcun altro obbligo nei suoi confronti. Lo scomunicato era out, un senza casta, senza più alcun potere, era messo in grado di non nuocere più. Dovremmo fare in modo che chi viene accusato di un simile crimine venga trattato come uno scomunicato medievale: venga completamente esautorato, perda ogni potere e finisca subito sotto processo. Non sembra una cosa così impossibile e sarebbe una bella lezione per tutti i bulli che cercano di diventare dei novelli Hitler o Mussolini. Ormai fra l’altro sappiamo molto bene cosa succede a lasciarli fare, cosa rischiamo a non mettere un freno alla loro prepotenza e violenta aggressività…

Quindi è strategicamente e politicamente sbagliato isolare Israele o la Russia in toto, o rivolgere genericamente le accuse a tutti i cittadini: si devono isolare solo i dittatori, non i popoli che loro opprimono. Ma si capisce bene che davanti alla incapacità dell’Onu e dei paesi democratici di fare qualcosa di concreto contro di loro, i giovani se la prendano con l’intera popolazione. Starebbe alla Sinistra, se ci fosse, di portare avanti una strategia vincente.

 

I guai giudiziari di Netanyahu

Abbiamo accennato alle accuse che pendono sulla testa di Netanyahu: già dal 2019, prima delle elezioni dell’ 8 aprile di quell’anno, c’erano delle accuse pesantissime che gravavano sulla testa del capo del Likud: l'avvocato generale dello stato Avichai Mandelblit aveva dato il via libera alla sua incriminazione per sospetta corruzione, frode e abuso di fiducia in tre indagini che a tutt’oggi lo riguardano. Ma lui, arrogantemente aveva ribattuto che si trattava di «Una persecuzione politica, una campagna di caccia alle streghe per abbattere il governo della destra» e aveva indicato come obiettivo «… quello di influenzare le elezioni. Ogni cittadino deve capire che l'intento è di abbattere la destra e portare su la sinistra con la distribuzione al pubblico di accuse ridicole. State tranquilli, supererò tutto». A costo di qualunque cosa?, aggiungiamo noi. Il dubbio ci viene dal suo comportamento cinico e spregiudicato, confermato da alcune delle accuse che gli muovono e che riguardano certe intese con Arnon Mozes, editore del quotidiano Yediot Ahronot con cui avrebbe stipulato un patto: avrebbe avuto una copertura informativa a suo favore in cambio di una legge che avrebbe limitato il rivale di Mozes, il giornale Israel Hayom ( inchiesta n.2000). Non basta: “La terza inchiesta è il Caso 4000 che ha indagato sui rapporti tra Netanyahu, all'epoca ministro delle comunicazioni, con il mogul Shaul Elovitch della compagnia telecomunicazioni Bezeq proprietaria del sito di informazione Walla”.

Netanyahu è – purtroppo per noi - un uomo fortunato, infatti si è salvato dal peggio grazie all’imprevisto arrivo della pandemia di Covid. Infatti in un momento così drammatico a livello mondiale, perfino l’opposizione si mise a disposizione del suo governo per collaborare, nonostante continuassero a sottolineare che non era mai successo che un premier fosse sotto inchiesta giudiziaria. Non è proprio così: prima di lui ci sono passati sia l'ex premier Ehud Olmert, finito in galera per corruzione, che l'ex presidente Moshe Katsav, condannato per stupro. Ma entrambi si sono dimessi prima di entrare in aula per difendersi dalle accuse. Nel caso di Olmert, nel 2008, era stato lo stesso Netanyahu, all'epoca leader dell'opposizione, a esortare il premier a dimettersi, sottolineando che un leader immerso "fino al collo" in problemi legali non dovrebbe governare un Paese... Pensa un po’!, un consiglio che certamente non ha seguito per sé stesso. Predica bene e razzola male, insomma: anche qui da noi in Italia siamo pieni di indecenti razzolatori

La menzogna è la sua cifra distintiva, d’altra parte, dunque a buon diritto possiamo chiederci: ma cosa è successo effettivamente il 7 ottobre? Davvero era così imprevisto l’attacco di Hamas? Ma come mai i SS israeliani, i più potenti del mondo, non hanno scoperto niente? Nella intervista a Francesco Strazzari, docente di Relazioni internazionali alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, leggiamo a questo proposito, alla domanda : quanto può fare gioco l'operato di Hamas a Netanyahu, o ad altre forze di destra?  Strazzeri risponde: ”Se guardiamo la stampa israeliana mi sembra che il tono sia abbastanza clamorosamente unanime nel rilevare le durissime e profonde criticità dell'operato del governo, tanto che l’esecutivo di Netanyahu  è stato costretto fin dal primo momento ad allargare la sua base verso una coalizione ampia, per cercare una base di consenso nella difesa davanti a questo attacco inaudito …”

Evidentemente quello di Hamas a molti è sembrato un attacco miracolosamente arrivato al momento giusto, in tempo ancora una volta a salvarlo dalla giustizia.  

Intanto il capo del Likud si sente giustificato e autorizzato a continuare il massacro di inermi cittadini palestinesi, di donne e bambini, il cui numero ormai supera i 30mila morti. Se questo non è un genocidio non so davvero cosa lo sia! E a quanto pare non è finito: ultimamente un ministro della sua maggioranza, Amichai Eliyahu, ha perfino detto che tra le varie opzioni, lo stato ebraico contempla anche l’idea di lanciare l’atomica su Gaza. E addio a tutto…

Sembra che un Rapporto della Commissione dei diritti umani dell'Onu abbia già ipotizzato «crimini contro l'umanità» per il comportamento di Israele a Gaza durante le manifestazioni della cosiddetta Marcia del Ritorno, nel 2018. Accusa respinta dallo stato ebraico che ha parlato di “teatro dell'assurdo” e di un Rapporto «ostile, falso e prevenuto». Ma è un fatto che il 15 maggio, l'anniversario dell'esproprio delle terre arabe per creare lo Stato di Israele nel 1948, ci furono 16 palestinesi morti, oltre 2.000 feriti e migliaia di manifestanti che protestavano al confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Un bilancio incredibile già dalle prime ore della Marcia del Ritorno, la manifestazione lungo la frontiera, convocata da Hamas. Se sei anni fa fu avanzata dall’Onu una simile sanzione, non potrà che essere anche peggio davanti agli oltre 30mila morti di questa odierna aggressione insensata nella stiscia di Gaza. Ma soprattutto l’accusa di crimini contro l’Umanità non va fatta genericamente contro Israele (praticamente contro tutti e nessuno), ma va diretta solo e direttamente a Netanyahu. Smettiamola di nasconderci sempre dietro a quel solito dito…

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L’uomo oltretutto è ambiguo: fecero scalpore le sue dichiarazioni del 2015, secondo cui Adolf Hitler, benché antisemita, non aveva alcuna intenzione di sterminare gli ebrei, voleva solo espellerli e mandarli in Madagascar o farli emigrare a forza in Palestina, ma fu convinto dal Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini, capo palestinese e zio di Yasser Arafat, che non voleva l'emigrazione sionista, a mettere in pratica la soluzione finale della questione ebraica. Ma guarda i casi della vita: proprio lo zio di Yasser Arafat ha la colpa dello sterminio di 6 milioni di Ebrei, non Hitler. Ditemi voi se questa non è pura follia. E infatti il leader dell'opposizione Herzog ha accusato Netanyahu di fare il gioco dei negazionisti dell'Olocausto. Non si capisce davvero chi lo stia ancora proteggendo! Altro che il lupo e l’agnello di Fedro! Lui e quell’altro criminale di Putin, non solo scaricano le colpe delle loro aggressioni sulle loro vittime, ma minacciano azioni sempre più gravi contro tutti. Ma fino a quando staremo alla finestra a guardare senza far niente? Fino a quando non avremo più nemmeno le finestre?

 

Barbara Fois

 

Qualche approfondimento

https://www.invictapalestina.org/archives/583

https://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/netanyahu_corruzione_incriminazione_israele-4330827.html?refresh_ce

https://www.lastampa.it/esteri/2020/05/23/news/israele-netanyahu-a-processo-e-la-prima-volta-per-un-premier-1.38881244/

https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/11/07/news/come-si-prepara-netanyahu-alla-fine-della-guerra-5877207/

https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/gli-orrori-di-hamas-e-le-colpe-di-netanyahu-c17k2gi2

 

la vignetta con le colombe si trova su https://www.i24news.tv/en/news/international/europe/83758-150829-switzerland-regrets-envoy-showing-netanyahu-cartoon-at-iran-conference

 

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