Le primarie violate

di Citto Leotta - Liberacittadinanza - 11/03/2012
Ancora una volta è stato inferto uno sfregio alle primarie, nobile occasione di democrazia partecipativa, ma strumento ahimè ancora troppo artigianale e traballante, per poter resistere alle manovre e ai colpi della politica partitocratica e/o dell’inquinamento affaristico – mafioso

E’ successo domenica scorsa a Palermo, dove le clamorose contraddizioni del PD isolano hanno lasciato campo aperto a congiure e faide interne, nonché all’ inquinamento del voto messo in atto, tramite le famose ‘truppe cammellate’ , dal partito del governatore, giunte verosimilmente in soccorso della fazione più ‘inciucista’ del PD facente riferimento all’ineffabile, immarcescibile, astuto (ma puntualmente perdente) ‘lider Massimo’. A Palermo dunque, la volontà dei cittadini è stata sacrificata in nome degli accordi, in ambito regionale  e  nazionale, fra Mpa e PD. Qualcosa di analogo era già successo tre anni or sono ad Acireale, quando il PD locale sostenne, alle primarie del CS, un consigliere uscente del  Mpa che, grazie al voto (di fatto inquinante)di  centinaia di cittadini di provata fede democristian-lombardiana (tra i quali addirittura consiglieri comunali in carica), ebbe la meglio sul candidato della sinistra e dei movimenti (che ingenui..).

Anche allora in nome di possibili accordi Mpa-Pd in caso di eventuale (non si verificò) ballottaggio ed ancor più eventuale governo della città. Qualcosa di diverso , ma di ugualmente inquinante, successe a Napoli l’anno scorso, quando il comitato dei garanti fu costretto ad annullare, per infiltrazioni (malavita,immigrati clandestini?) ed irregolarità varie l’elezione del PD Cozzolino (per una volta che aveva vinto uno del PD..). 

Ci eravamo illusi troppo presto, dopo il travolgente successo delle prime esperienze (2005, primarie del CS in Sicilia e Puglia): in quelle occasioni (sembra un secolo..) la politica dei palazzi si era fatta trovare impreparata e i cittadini erano riusciti ad imporre, a furor di popolo, i ‘loro’ candidati (Borsellino, Vendola).A poco a poco, col passato degli anni, la casta politica del CS si è però organizzata per arginare la libera (e perciò stesso ingovernabile) espressione degli elettori. Per far ciò, non ha  esitato a far ricorso ad ‘aiuti’ da parte di forze politiche avverse o comunque ‘aliene’ al perimetro del CS, per lo più espressione di una politica affaristica e clientelare. Tutto, pur di lasciare fuori dal portone la volontà dei cittadini. E’ come se il corpo della ‘politique politicienne’ ancorchè malato, avesse sviluppato degli anticorpi contro l’unica cura che potrebbe (o avrebbe potuto) salvarlo: la linfa vitale del voto libero e incondizionato.

E’ giunto il momento di prendere atto della realtà e, proprio per preservare  il  prezioso strumento democratico costituito dalle primarie, di  mettere mano all’unico antidoto capace di salvarle: regolamentarle in maniera rigida  e, se possibile, istituirle per legge. In questo secondo caso, il compito sarebbe addirittura più semplice: in analogia con quanto avviene negli USA, si istituirebbero gli elenchi dei votanti  di ciascun schieramento, elenchi che andrebbero rigorosamente chiusi  prima (es.due settimane) del voto. L’elettore, munito di regolare certificato elettorale, non potrebbe votare per primarie di altri schieramenti, almeno sino al prossimo appuntamento elettorale. E via proponendo. 

La  cittadinanza può fare più di quanto non si creda: creare un vasto movimento d’opinione, magari  con l’aiuto di un manifesto, i testimonial (intellettuali, giornalisti, artisti) non mancherebbero di certo ; astenersi in massa dagli appuntamenti elettorali, a cominciare dalle prossime amministrative finchè non potrà riappropriarsi del proprio diritto di scelta (nuova legge elettorale, primarie ‘vere’ e regolamentate); creare, e questo è lo scenario più impervio anche se più affascinante, un nuovo soggetto politico, abiurando le deleghe a una classe politica che da tempo, non rappresenta più nessuno, se non se stessa.

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