Per colpa di chi

di Corrado Fois - Liberacittadinanza.it - 02/11/2026
Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale ed opposta- Newton

Oltre a questa citata sopra, tra le leggi della fisica che mi affascinano maggiormente cito l’irreversibilità dei processi combustivi. Sta nel mazzo della termodinamica. Come legge fisica ci insegna cose pratiche, tipo non lasciare i fiammiferi in mano ai bambini, ma agita anche visioni esistenziali. Perché Isaac era sì un fisico puro ma anche un massone anticlericale e quasi anticipatore dell’illuminismo. Nella sua fisica c’è una doppia dimensione, tattile ed intangibile, con una terza in trasparenza, tutta da decifrare. L’ho compreso anche io che in filosofia sono rimasto a ..ma che musica, che musica maestro!.. ma ho letto Fritjof Capra, ed ho inteso che nella determinazione degli equilibri tra materia e dinamica c’è Dio. Oppure la morale di specie. A piacere, insomma. Dipende da che parte pende, come diceva Jannacci.

Le irreversibilità combustive ci spiegano che se bruci un bosco avrai carbone, ma se butti carbone a terra non verrà fuori un bosco. Una cosa che ti insegna a soppesare bene prima di fare e parlare, a valutare razionalmente prima di sposare una fede, insomma ti stimola ad essere un pochino meno mona da incalmo. Soprattutto ti aiuta a capire che le cose cambiate, non ritornano mai uguali.

Nella mia vita professionale all’inizio ho fatto vari lavori, radioRai insegnamento etc, per 5 anni, il periodo dell’università, poi per 50 ho fatto, in aziende paesi e città diverse, la stesso mestiere . Un lavoro per cui ho studiato e che mi ha appassionato, che ho amato e mi ha dato mille guai e mille gioie. Una delle banche per cui ho lavorato, una mezza dozzina, fu il Banco di Sicilia, istituto complesso, politico, infiltrato e abbastanza grande, 8500 dipendenti, anche con una rete di sportelli all’estero ( per ragioni intuibili ) . Anche lì ho fatto il mio mestiere, il direttore centrale risorse ( umane e organizzazione ) . Si trattava di ridimensionare e cambiare una cattedrale burocratica e ibrida, semplificarla e ripulirla. Ero al Banco a fare quella roba, mandato dalla nuova proprietà. In quasi cinque anni che sono stato a Palermo l’ho realizzata, con l’aiuto di una squadra eccellente di giovani professionisti. Esattamente come descritta negli obiettivi . Ho sempre avuto più culo che anima. Quando presentai a tutti i sindacati interni il piano triennale di riorganizzazione, che portai a termine, ebbi la loro approvazione. In effetti si mettevano più controlli di qualità, si facevano fuori boiardi e maneggioni e si mettevano solo due livelli tra direzione ed esecuzione dove prima ve ne erano 6, blindati dalla Regione, azionista della banca. Si aprivano quindi spazi di carriera, si dava apertura al talento a prescindere da sesso ed età. Fummo tra i primi in Italia a determinare pari opportunità per norma interna. Era il 1999.Molto soddisfatto, a fine presentazione, mi accendevo un sigaro in terrazza quando mi avvicinò un sindacalista anziano, esperto, conflittuale. Mi disse con un sorriso sornione, Belle cose ed è giusto cambiare, ma mi consenta direttore un proverbio siciliano: è beddu u bintu in kisa, ma no a stutare i canneli.. e se ne andò. Da allora quel proverbio popolare, termodinamico e fisicomorale, mi seguì in tutte le mie avventure. Riuscii nel tempo a tradurre quel proverbio anche in inglese e francese. E anche nella vita a volte dinanzi a scelte difficili ho pensato “ è bello il vento fresco in Chiesa, ma che non spenga le candele”.

Le cose hanno molte facce, dritte e rovesce, e vanno soppesate. Se possibile prima, se no in corso d’opera. Non lo si fa sempre. Purtroppo. Se siamo in questa melma economica, sociale e morale è colpa di qualcuno che non l’ha fatto, ed ha nomi e cognomi. Vorrei ricordarli qui perché qualcuno ne fa ancora altarini da chiese, ma costoro hanno spento molte e molte candele.

Comincio da Prodi, il santino più opaco. Conosco l’economia e la finanza, per questo ho citato il lavoro che ho fatto, e posso dire con semplicità che ha fatto una cazzata. Siccome divenne l’eroe della sinistra in estinzione nessuno ne ha parlato male. Ma va detto che Prodi è il motore del disastro economico italiano, prima svendendo patrimoni nazionali, poi facendo scelte scellerate nella definizione dei tempi e dei valori dell’euro. Su questo chiarisco un punto di evidenza. L’euro è una valuta sintetica, non è valorizzata da riserve auree per ragioni di equilibri politici europei. Spiego se mi riesce. Ogni valuta è un controvalore simbolico garantito da riserve auree. E’ questa la convenzione internazionale da sempre. Nel mondo le prime tre più grandi riserve auree sono gli USA, poi la Germania, terza l’Italia. Eh si siamo un paese ricco. Dunque se l’euro fosse stato garantito dall’oro la UE avrebbe avuto un motore finanziario italo tedesco. Ci immaginiamo la Francia? Piantò un casino biblico. Così si accettò di garantire la valuta nuova non con l’oro, ma con la liquidità di ogni Paese. Per dirla veloce: la liquidità è il risultato prodotto dalla ricchezza generata dal paese ( PIL ) fratto l’insieme del costi e del debito. Il netto che ne deriva è la liquidità. Quindi l’euro è garantito dalla qualità e dal peso del debito oltre che dalla capacità produttiva. In quest’ultima ricordo che l’Italia è il secondo paese manifatturiero d’Europa. Ovviamente il primo è la Germania.

Il debito si misura in due dimensioni: debito pubblico, la spesa di stato, debito privato, cioè quanto indebitamento hanno le industrie ed i privati del paese. Se incrociamo i due dati, debito di stato/debito privato, abbiamo un indicatore in punti che definisce il totale. Ne scaturisce una sorta di graduatoria dell’ equilibrio qualitativo del debito. In Europa abbiamo solo due paesi sani, al tempo della nascita dell’euro ( ma anche ora ) la Germania e l’Italia. Ohibò!! Eh si, perché noi abbiamo un grande debito pubblico ed uno piccolo privato. Siamo il secondo paese per risparmio famigliare al mondo, ed il primo per diffusione di proprietà immobiliari. La casa od il capannone industriale sono di proprietà per oltre l’80%. Ci immaginiamo la Francia che era bella in basso nella graduatoria di qualità? Piantò un altro casino biblico. Così si scelse solo un parametro: il debito pubblico, allora basso a Parigi. Chi ne restò fottuto? L’Italia. Chi rappresentava l’Italia a quei tavoli? Prodi. Ma non basta.

Immaginiamo adesso di inventare una valuta nuova. Questa sarà composta da un cestino di valute molto differenti per valore. Diciamo idealmente dalla più bassa, la dracma greca, alla più alta, il marco. Più il valore della nuova moneta si atterrà alla media tra le valute meglio staranno i paesi che devono crescere. Infatti comprerebbero l’euro con un valore mediano sopportabile. Ricordo: immaginiamo di essere al tavolo che decide. Bene. Cosa si è deciso? Di fare l’euro al valore del marco, cioè la valuta più alta!! Così l’Italia si è trovata a comprare con le lire svalutate il nuovo euro, come se comprasse marchi. 1936 lire per euro! Chi tutelava in questa scelta folle gli interessi dell’Italia? Prodi. Devo dire altro? Non credo.

Adesso tra i colpevoli , seppure in un altro campo, citiamo Veltroni e chi per lui o con lui. Il campo è la sinistra, e la sua progressiva sterilizzazione. Tralascio la complessa e faticosa nascita del PDS tra comprensibili dolori della componente ex PCI e vari entusiasmi delle altre anime della sinistra. La conseguente scissione di Rifondazione e la diaspora dei quadri. Arriviamo al nuovo millennio e troviamo Walter Veltroni alla segreteria. Uno che fresco fresco dichiarò allora: io? mai stato comunista! Insomma affidarono la direzione del partito e candidarono a premier uno che era stato nel direttivo della FGCI la federazione dei giovani comunisti, senza essere comunista. Delle due, una: o ha mentito, o stava in un posto senza sapere di esserci. In ogni caso, imbarazzante. Bene. Che fa Veltroni? Crea un nuovo partito cacciandoci dentro, direttamente nel direttivo, una banda di ex democristiani da Franceschini a Letta young ( old Letta, Gianni lo zio, era il consigliori di Berlusconi). Cioè, Veltroni invece di immaginare alleanze dialettiche tra componenti così diverse come la sinistra di classe e la DC , dialogo già difficile ma almeno libero da vincoli, li fece entrare nel nuovo PD ( senza più S, cioè senza definizione ) ed offrì poltrone. Il risultato fu, ed è, un macchinone imballato da due motori uno davanti uno dietro, a velocità e carburanti diversi. La marmellata che conosciamo. Fine dell’identità politica e storica della sinistra, fine della elaborazione politica a sinistra. Fine del socialismo. Quando si dice che basta un pochino di sabbia qualunque per scassare un macchinario!! Per forza è finito a fare documentari sulla Gialappa.

Terzo colpevole, ma non ultimo, Beppe Grillo. Ora facciamo tutti finta che non sia così, ma è lui che ha tolto le ultime illusioni ad un Popolo cinico e stanco. Molto più di Di Pietro, uno strano personaggio uscito chissà come dalla secondarietà per diventare l’eroe italiano, avviarsi alla politica e poi mandare in Parlamento Scilipoti, Razzi ed altri scombiccherati con superficialità e/o furbizia. Beppe Grillo ha dato plastica visione al vaffanculo corale che saliva dal paese dopo la grande illusione di mani pulite. Quella cosa strana piena di errori di cui poi si scusò un uomo straordinario e limpido come Borrelli, che pure l’aveva diretta. Grillo, che aveva militato nel situazionismo ligure, doveva svergognare la politica, rivelare segreti, aprire il parlamento come una scatola di sardine. Ed invece ha conformisticamente partecipato al potere, ha dato spazio a gente incredibile come Di Maio o Toninelli, ha guidato un paese in crisi strutturale e morale , tramite Conte, insieme alla Lega di Salvini e levato le ultime speranze agli Italiani . Se oggi si vince nelle urne sparando cazzate dal profondo, come la Meloni, è perché dopo di lui ci si è abituati tutti a parlare con la pancia degli italiani. E se la pancia poi risponde, meglio chiudere la porta ed aprire le finestre.

Altri sfasciatori? Una lista. Renzi ad esempio il discolo narcisista dell’azione cattolica. Letta ed il suo governare dal salotto. Ovviamente il principe della cazzata e dell’egoismo: Berlusconi, l’areoportuale ed epifanico furbacchione. Ma i tre che ho citato come ‘colpevoli’ hanno colpito il primo le tasche, il secondo il cuore politico, il terzo le speranze di cambiamento di tutti noi.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale ed opposta. Se oggi viviamo uno scontro rabbioso è perché questo combinato disposto di anime belle, ed i loro variegati prosecutori, ha scardinato le strutture portanti di una comunità: il metabolismo sociale e la speranza di migliorare. In un paese che viola la Costituzione ogni giorno con Presidenti oltre mandato, esportazione di armi, trascuratezza del patrimonio culturale, lavoro precario e rischioso, inquinamento irrisolto. Che esprime governi incompetenti ed opposizioni disorientate e inutili. Che vive di slogan, social e frasi fatte. Che inventa eroi , immaginari ed all’estero, perché ha perso la volontà di non averne bisogno. Ecco in un paese così fragile e contraddittorio, quei tre sono stati, a mio parere di Cittadino qualunque, funesti.

Se abbiamo oggi un Paese che ha smarrito la sua ricchezza: il pensiero creativo, le mani artigiane, la capacità di sognare, è anche per colpa loro.

Questo articolo parla di:

archiviato sotto: