CORONAVIRUS: metodi per battere la Crisi economica

di Maurizio Sbrana - Liberacittadinanza - 30/03/2020
DEBITO PUBBLICO o PATRIMONIALE ?

La PANDEMIA, una volta circoscritta, lascerà profonde ferite nel tessuto socio-economico del nostro Paese, oltre ovviamente alle tragedie personali.
La perdita del PIL italiano per il 2020, secondo diverse agenzie finanziarie, varierà tra i 6 e gli 11 punti percentuali. Ovvero tra i 110 e i 200 miliardi di euro !
Le misure fin qui già deliberate e altre in procinto di essere varate entro pochi giorni, portano a risorse stanziabili all'incirca sui 50 miliardi di euro. Mancano dunque all'appello tra i 60 e i 150 miliardi di euro.

Il nostro Governo ha già fatto intendere di avere la volontà di applicare l'ormai famoso "whatever IT takes" (fare, cioè, qualunque cosa serva...) di 'draghiana' memoria.
Mentre una crisi devastante si sta già abbattendo sul nostro Paese. Pensiamo soltanto alle perdite che sta già patendo il nostro Turismo, con alberghi, ristoranti, musei chiusi e consideriamo che il settore occupa centinaia di migliaia di addetti e produce oltre 200 miliardi di PIL . Pensiamo al decremento delle esportazioni, soprattutto per aver colpito l'epidemia il Nord industriale, settore trainante della nostra economia. Pensiamo a quanti negozi, uffici e artigiani hanno dovuto chiudere o diminuire molto le loro attività!

Dovremo al più presto 'trovare' dunque le RISORSE per fronteggiare questo tsunami...
E poichè "nessuno" in ogni caso ci regalerà (come ovvio!) questi 110-200 miliardi, dovremo trovarli al nostro interno.
Per fare ciò, o si incrementerà il nostro già immane DEBITO PUBBLICO, attualmente sui 2.443 miliardi, (pari a circa il 137% del nostro PIL!), a carico di tutta la popolazione (anche quella maggioritaria, tartassata e ridotta alla canna del gas negli ultimi decenni), oppure si potrebbe ricorrere ad una "PATRIMONIALE soft" a carico esclusivo di quel 10% di famiglie italiane che - da dati ufficiali di ISTAT, Bankitalia e Eurostat - detengono il 50% delle ricchezze del Paese, calcolate in circa 5.000 miliardi di euro. Un'imposta straordinaria di solidarietà dell'1% per 4 anni porterebbe nelle casse dell'Erario 200 miliardi...

Nel frattempo il nostro Governo dovrebbe varare FINALMENTE (!!!!) le RIFORME essenziali e improcrastinabili per rendere il Paese in grado di riprendere la via del suo sviluppo:
Riforma del Sistema fiscale, della Giustizia, dell'Amministrazione Pubblica, dell'Istruzione, della Ricerca, dei Sistemi Ambientali e infrastrutturali.
O si approfitterà dell'occasione di trasformare l'attuale tragedia a nostro favore, o per l'Italia continuerà il suo declino...

Maurizio Sbrana

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