A Lucca Serve una svolta urbanistica

di Umberto Franchi - 07/11/2026
COSA DEVE FARE UNA FUTURA NUOVA AMMINISTRAZIONE DI LUCCA CHE VUOLE ESSERE DI SINISTRA E DI PROGRESSO ? OCCORRE FERMARE IL "VECCHIO" CHE AVANZA E FARE ALCUNE SCELTE RADICALI ALTERNATIVE PARTENDO DALLE PROPRIE RADICI, CON UN NUOVO PROGETTO URBANISTICO.
Innanzitutto occorre avere ben chiaro dove stanno le radici della comunità lucchese e della sua Piana.
 
Le radici storiche e sociali della Comunità di Lucca e della sua Piana   sono profondamente intrecciate sia nel lavoro agricolo basato nei secoli su una agricoltura intensiva con "le corti rurali" con la mezzadria contadina, o con i  piccoli poderi propri,  ... sia con una forte tradizione manufatturiera, storicamente legata all'arte della seta ed evolutasi nel settore  tessile con la Cucirini Cantoni Coats, con la Manifattura tabacchi  "la  fabbrica dei sigari", nel settore  calzaturiero di Segromigno, fino all'industria metalmeccanica legata alla produzione di macchine per cartiere e rame, ed alle  fabbriche che producono carta  e cartone.
 
Quindi la prima considerazione che la futura amministrazione di sinistra  dovrebbe porsi, è quella di stabilire il cosa fare per fare vivere la memoria storica delle proprie radici e dei siti produttivi dismessi ma  esistenti, nonché stabilire  il come agevolare lo sviluppo armonico con  l'ambiente dall'agricoltura ed industria esistente.
 
Nel passato le amministrazioni di centrodestra e centrosinistra non sono state  in grado di realizzare un progetto radicale di cambiamento della realtà urbanistica e sociale ancorata alle proprie radici storiche. E' mancata     una capacità di elaborazione, con una Squadra di Persone capaci di una visione politica del futuro della nostra città in grado di sviluppare un'urbanizzazione rigenerativa dell'esistente, nonché capaci di raccogliere e amplificare memoria del lavoro, la cultura, l'arte, la musica, i servizi, l'ambiente e soprattutto il lavoro con una  proposta politica adeguata. 
 
Ciò va fatto a  partite soprattutto dalla memoria storica , cioè  dalla Manifattura e dalla Cucirini Cantoni Coats.
 
Per la Manifattura tabacchi mi sono già espresso in altri interventi e qui mi preme solo sottolineare che la proprietà,  il progetto e la gestione futura, ritengo che  debba essere pubblica con un percorso partecipativo dal basso.
 
Oggi mi preme intervenire su un altro stabile abbandonato  che ha segnato la storia di Lucca: la CCC (Cucirini Cantoni Coats).
 
Credo che gran parte delle radici dei lucchesi stiano in quello stabile oggi diventato un rudere quasi decadente, collocato all'Acquacalda. Nel passato la Cantoni non è stata soltanto un'azienda che dava lavoro e da vivere a circa 4000 famiglie con 3.600 dipendenti, è stata molto di più. E' stata il centro di una comunità viva, di una cultura sociale, di un movimento di lotta per i diritti di chi lavora, che ha fatto avanzare la società lucchese e  che credo sarebbe utile e doveroso fare rivivere anche culturalmente.
 
Penso che pochi tra le nuove generazioni sappiano che cosa è stata la Cantoni e cosa ha significato per l'intera comunità territoriale. Oggi pochi ricordano che  quando negli anni 70,  i lavoratori della Cantoni scioperavano (ciò avveniva spesso) manifestavano in un lungo corteo dallo stabile dell'Acquacalda fino a piazza San Michele e tutti i negozi per solidarietà abbassavano le serrande, consapevoli dell'esistenza di un intreccio reale  di interessi veri,  anche con i commercianti, le famiglie e tutta la popolazione presente nel territorio. Perché consapevoli che quei lavoratori in sciopero portavano alla realtà del nostro territorio un progresso generalizzato.
 
In quell'area ci sono 60 mila metri quadrati della ex Cantoni. A suo tempo ( nel 2007 circa 20 anni fa) fu  presentato un  progetto di recupero autofinanziato da una cordata con a capo la ex proprietà della CCC, che prevedeva un centro direzionale con spazi commerciali e ricreativi, ma che è rimasto bloccato a causa della mancata scelta urbanistica (ancora da effettuare) da parte del Comune di Lucca, Provincia e soprintendenza.
 

Ora, che quella proposta non sia andata avanti non era cosa cattiva perché sostanzialmente era finalizzata ad attività speculative... ma la cosa più drammatica sta nel fatto che in quell'area in 20 anni  non è stato deciso niente in alternativa.
 
I partiti o i movimenti civici di progresso che si candidano alle elezioni amministrative di Lucca  dovrebbero dire   cosa è possibile fare oggi .  
 
Al di la di quello che potevamo fare e non è stato fatto, penso che  una futura amministrazione progressista  all'altezza dei tempi che viviamo, dovrebbe avere una visione politica  propositiva  mantenendo la sua anima, nella sua storia.
 
Serve quindi  una futura  amministrazione  che consideri quei 60mila metri quadrati dell'area dell'ex Cucirini Cantoni Coates come un bene comune da non disperdere nell'abbandono odierno, degradante per tutta la città, ma da utilizzare e rivalorizzare.
 
Già da tempo  una amministrazione comunale con un pò di lucidità mentale avrebbe dovuto acquistare lo stabile al prezzo simbolico di 1 euro (visto che il rudere è abbandonato dalla sua proprietà inglese) per destinarlo alla costruzione di un Polo che veda una crescita della nostra città attraverso la rigenerazione , come già proposto per la Manifattura tabacchi, anche  per la Cucirini Cantoni Coats, che diventi anzitutto  un museo del lavoro e di ciò che è stata la Cantoni con le sue radici a Lucca. Ciò  attraverso macchinari di archeologia industriale ancora esistenti e con la digitalizzazione della storia contrattuale e fotografica.
 
La mia proposta ai partiti di sinistra che vogliono amministrare il Comune di Lucca,  è quella di risanare tutta l'area industriale dell'ex Cantoni dell'Acquacalda, tutto lo stabilimento, tutti i reparti ex lavorativi, con i relativi macchinari forse arrugginiti  ma ancora dentro lo stabile . Ne cito alcuni: ritorcitura, filatura, cardatura, tessitura ,ecc....  per farne un luogo di visite guidate per le scuole ed i giovani ed un luogo apprendimento e cultura di dibattiti, di quello che è stata la Cantoni ed il Movimento operaio e studentesco a Lucca, nato nel 1968 e durato circa 15 anni".
 
Assieme al museo è possibile anche nell'ex CCC, costruire  un polo culturale che veda al suo interno spazi per l'arte, la musica, il cinema, il teatro, librerie; un apposito gruppo di lavoro per la promozione di eventi culturali; la costituzione di un polo riguardante la formazione, gli spazi giovani con concerti, attività ricreative; la diffusione della creatività artistica e artigianale
 
Credo anche che la sinistra sia in ritardo sul come ridefinire  un Piano organico urbanistico  di progresso del Comune di Lucca , che non ripeta gli errori del passato, e  voglia dare veramente il senso di cambiamento radicale. Quindi   deve  porsi anche il problema  di quale progetto urbanistico e ambientale ha bisogno la città attraverso una proposta  del territorio interno ed esterno alla cerchia muraria, con particolare riferimento alla salvaguardia dell'ambiente e salute dei cittadini .
 
Serve elaborare un  Piano di gestione del territorio con   l'obiettivo del consumo di suolo zero , ridisegnando un futuro sostenibile per la città, uscendo dalla logica oscena della destra che amministra Lucca e che  si è  caratterizzata per essere tutta 'sparata' nella cementificazione stradale, senza avere nessuna idea finalizzata a deviare il traffico su rotaia con una metropolitana di superfice ed il rafforzamento con il doppio binario delle tre reti ferroviarie che passano dalla nostra città, che sicuramente avvantaggerebbe   anche le imprese esistenti.
 
Occorre quindi  un'espressione chiara delle forze della sinistra  che puntano ad amministrazione la città,  dicendo che si impegneranno per  fermare lo sciagurato progetto chiamato "Assi Viari" per le conseguenze drammatiche che esso avrebbe in relazione ad       un'opera costruita con una montagna di catrame e cemento alta fino a 10 metri, che spacca la Piana in due e distrugge il poco verde rimasto , penalizza l'agricoltura esistente, inquina le acque con la chiusura dei pozzi artesiani. Un'opera  che  distruggerebbe  anche l'Habitat soprattutto nel parco dei Laghetti di Lammari e che porterebbe   il dissesto idrogeologico.
 
Penso infine che sia necessario esprimere una volontà politica  che abbia l'obbiettivo della definizione di un Piano di recupero urbano a partire dalle centinaia di abitazioni vuote presenti in città all'interno e all'esterno delle cerchia delle mura urbane, circa il 28% del totale degli appartamenti esistenti.
 
Ecco credo che una sinistra che si proponga di governare la città prima ancora di parlare del possibile candidato/a a Sindaco dovrebbe predisporre anche il come  superare le gravi carenze delle passate amministrazioni su questi punti a mio parere determinanti per una svolta radicale ed innovativa di progresso
 
Occorre capire che è  fortemente necessaria una svolta cambiando nel profondo la realtà odierna, legando le problematiche sociali, quelle del lavoro alla qualità del territorio, alla rigenerazione urbana alla svolta culturale con il mantenimento della memoria storica. 
 
Sono queste le problematiche che non hanno mai visto amministratori all'altezza e che a mio avviso , oggi occorre avere idee all'altezza dei tempi proponendo ai cittadini di Lucca  una proposta di cambiamento reale per il bene della nostra città e dei suoi cittadini.
 
Umberto Franchi  7 novembre 2026

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