Nessuno può dimenticare cosa avvenne a Viareggio alle 23,50 del 29 giugno 2009 dove un treno merci di proprietà di Trenitalia Cargo , che trainava 14 carri cisterna di cui alcuni dei quali immatricolati presso la compagnia ferroviaria polacca PKP, entro nella stazione di Viareggio sferragliando e sbarellando, ma causa dell’alta velocità nonostante la frenata e di un “appuntito di regolazione della curva” ,un vagone cisterna si squarciò, prendendo fuoco.
I 14 vagoni cisterna erano carichi di GPL che è un liquido estremamente infiammabile con il gas che si disperse subito rapidissimo invadendo la stazione ed un quartiere periferico dove alcuni cittadini dormivano nelle proprie abitazioni e con tre palazzine crollate a causa dello scoppio del gas .
Così, ci fu l’ennesima strage ferroviaria, con 15 morti immediati e circa 30 feriti gravemente ustionati, 17 di loro ,moriranno successivamente in modo atroce, portando il totale dei morti a 32” ed il totale dei feriti oltre 200 , di cui alcuni porteranno per sempre sul proprio corpo le conseguenza delle ustioni subite.
Nel giugno del 2011 assieme al compianto compagno e amico Luca Franceschi, scomparso a causa di un altro incidente con il crollo della sua abitazione , feci un convegno con la presenza di Daniela Rombi Presidente dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei” in rappresentanza delle vittime della strage di Viareggio e con Ilaria Cucchi che chiedeva giustizia per fratello ucciso dalla polizia durante l’arresto e messo in carcere.
Nel Convegno svolto presso la sede della Provincia di Lucca, ricordavo che gli incidenti avvenuti nelle linee ferroviarie della FF.SS. negli ultimi 20 anni , erano oltre 100 e che erano costati molti morti e feriti di lavoratori , utenti e semplici cittadini.
Oggi ho letto i dati odierni monitorati dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie e delle infrastrutture, i quali ci dicono che gli incidenti gravi avvenuti sui treni negli ultimi 30 anni con scontri, deragliamenti, passaggi a livello aperti o violazione delle regole di sicurezza , sono oltre 150 con quasi 1000 morti.
Tutti incidenti che potevano essere evitati se da parte della direzione delle FF.SS. si fosse proceduto ad effettuare la prevenzione alla fonte , sugli impianti con gli interventi necessari e con la formazione, informazione e addestramento del personale impiegato.
Anche la strage di Viareggio del 29 giugno 2009, rientra in una strategia economica miope delle ferrovie dello stato privatizzate. Una strage che è il frutto di una politica ,ancora presente, che punta alla riduzione di tutti i costi del lavoro compreso quello della manutenzione prevenzione delle ferrovie al solo fine di incrementare i profitti , finendo anche per utilizzare vagoni cisterna vecchi ed obsoleti .
Non solo, ma la politica delle FF.SS. negli ultimi 30 anni ha visto ridurre di quasi due terzi il personale ferroviario da 224.000 negli anni 90 a circa 96.000 dipendenti odierni. Tutto ciò ha comportato l’introduzione di un solo macchinista alla guida dei treni con grave compromissione della sicurezza, il taglio della manutenzione, la chiusura di impianti di verifica e controllo, la cessione della medesima manutenzione a piccole ditte private spesso con scarsa professionalità.
Sono stati fatti e continuano ad essere fatti dal governo Meloni processi di liberalizzazione , deregolamentazione del lavoro, degli appalti, e privatizzazione della FF.SS., che hanno portato al decadimento ed all’insicurezza del trasporto ferroviario. Ripeto Tutto ciò in nome del profitto.
In questo contesto non c’è dubbio che l’ Amministratore Delegato dell’epoca della strage di Viareggio , l’ingegner Moretti , avesse la massima responsabilità nella gestione delle ferrovie
A ciò va aggiunto l’indebolimento del potere di contrattazione dei lavoratori e del sindacato che a causa della crisi e del lavoro sempre più precario , sono spesso costretti a subire il ricatto tra la scelta del lavoro a danno della sicurezza.
Oggi finalmente dopo sette processi, i giudici della quarta corte penale di Cassazione hanno scritto finalmente la parola fine ad un processo durato 17 anni con una serie lunga di reati caduti in prescrizione.
L’Ing. Moretti, non solo non si è mai scusato con i familiari, ma ricordo che licenzio anche un ferroviere di nome Riccardo Antonini, in quanto collaborava e collabora con i familiari nell’accertamento delle cause del disastro .
La battaglia che i familiari hanno fatto per arrivare alla verità è stata lunga e dolorosa e se hanno vinto lo si deve anche proprio alla capacità di iniziative e di movimento che hanno portato avanti figure come Antonini, Rombi, Piacentini .
Oltre a Moretti sono stati condannati altri Dirigenti o ex Dirigenti di Rfi , ma sembra che ancora non abbiano capito che la competitività va ricercata attraverso l’innovazione alta ,e la prevenzione alla fonte e l’incremento dei redditi da lavoro.
Moretti ha detto che con la sua condanna si crea un precedente pericoloso per i manager… Eppure è uno che a suo tempo fu nominato “cavaliere del Lavoro” e che proveniva anche da un’attività nel sindacato, quindi dovrebbe capire che il ruolo del Manager non è quello di fare più profitti ma di avere un ruolo sociale senza mai mettere in pericolo la vita degli uomini suoi subordinati. Che dire? Se ancora non si è pentito i 5 anni di galera sono pochi.
Umberto Franchi ex dirigente Sindacale CGIL – Lucca 27 giugno 2026

