La vittoria del No nel referendum costituzionale rappresenta un punto di svolta perchè arresta una insidiosa politica di smantellamento dei caratteri originali e profondi della Costituzione italiana.
Abbiamo difeso le istituzioni, la loro possibilità di essere garanzia, limite al potere. Sono lo strumento per attuare il progetto. Ora passiamo a questo.
La Costituzione non è un peso ma una risorsa ed è necessario, indispensabile rilanciarne il ruolo che madri e padri costituenti hanno definito, resistendo ad inutili tentazioni di scrivere peggio quello che è già scritto in modo egregio.
Se il fronte progressista saprà ricordarsi della lezione che dal passato è arrivata oggi a noi allora potremo costruire qualcosa di importante per il futuro del nostro paese.
Con una partecipazione in larga misura spontanea e di società civile ha dato un segnale chiaro di voler contare, e non una sola volta ogni cinque anni nel momento sacrale dell’investitura del capo come vorrebbe Meloni. Spetta ora alle opposizioni cogliere quel segnale.
Oggi con la vittoria del NO, viviamo una fase assimilabile a quella della vittoria negli anni 70 del referendum sul Divorzio e del referendum sull’Aborto.
Non perdiamo l’occasione di alimentare ancora di più l’impegno ritrovato cedendo ancora una volta alla logica dei particolarismi rischiando così di lasciare ancora una volta campo libero ad una destra sempre unita e compatta quando c’è in gioco il mantenimento del potere.