Pulizie di Pasqua

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 27/03/2026
Dopo il voto punitivo del referendum, la Meloni si libera dei personaggi scomodi e manda a casa anche la Santanchè

L’ira funesta, della Meloni non si è fatta attendere. Non si aspettava l’esito catastrofico del referendum, non solo perché è una arrogante narcisista, convinta di essere molto amata sempre e comunque, ma anche perché francamente non se l’aspettava nessuno questa risposta dell’elettorato. Soprattutto nessuno aveva pensato ai giovani (nessuno pensa mai ai giovani, in questa società malata), che invece sono andati a votare e hanno sbattuto finalmente la “porta in faccia” alla Meloni, che li ha trattati male in ogni modo possibile ed era convinta che ancora una volta “il popolo sovrano” come pomposamente ha chiamato l’elettorato, si sarebbe fatto intimorire dalle sue catastrofiche e minacciose profezie in caso di sconfitta. Questa batosta l’ha finalmente svegliata dal sonno sicuro della sua presunzione e ha visto quanto la gente è irritata e anche preoccupata dalle scelte fin qui fatte da lei e dal suo governo di scappati da casa.

Così Puffetta ha preso la scopa e ha fatto un po’ di pulizie pasquali in casa sua e ha finalmente licenziato alcuni figuri che spesso, per il passato, l’hanno messa in imbarazzo. Fra costoro il sottosegretario alla Giustizia Dalmastro che fra i tanti suoi errori ha aperto anche una bisteccheria con la figlia diciottenne (che fra l’altro nega di essere coinvolta nella cosa) del prestanome di un mafioso, e la Bertolozzi capo di Gabinetto del Ministero alla Giustizia, che ha lanciato gravissime accuse alla magistratura. La Meloni ha rilasciato un comunicato nel quale «esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione». E aggiunge una postilla velenosa «auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè». E qui è scoppiato un terremoto interno, perché la Santanchè non voleva essere accomunata a coloro che avevano perso il referendum, proprio lei che è accusata di truffa all’INPS e ha veramente diverse cosette non proprio chiarissime nel proprio passato. Ma la sua arroganza fa “10 a zero e una figurina” (come si dice fra i ragazzi qui a Cagliari) a quella della Meloni. E così, costretta a dare le dimissioni, lei si vendica pubblicando una lettera altrettanto velenosa se non di più. E dati i rapporti stretti di amicizia con La Russa, c’è da chiedersi se c’è solo la farina del suo sacco in queste righe o c’è anche un messaggio subliminale del presidente del senato. Ma se fosse così la possibilità di un crollo dei rapporti all’interno della coalizione sarebbe solo questione di tempo. Basta leggere bene il testo della lettera per capire quanto c’è di minaccioso, appena velato da una ipocrisia infastidita e irritata.

"Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del Turismo", afferma Santanchè. "Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio".   "Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d'animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche  il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l'On Delmastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire 'obbedisco' e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po' di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento. Cari saluti, Daniela".

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Negli USA a situazioni come quella creata dalla Meloni con le sue “pulizie pasquali”, danno il nome di “anatra zoppa” e non è mai una situazione da cui se ne esce bene. Adesso pare che la cosa sia contagiosa: e che anche in Forza Italia si stia procedendo a un cambio di rotta: contro Gasparri, vice presidente del senato, è stata mandata una lettera firmata da 14 senatori, tra cui i due ministri (Zangrillo e Casellati), in cui si chiedono le sue dimissioni. Il suo posto va a Stefania Craxi. Fronda attesa pure alla Camera, col plauso di Marina e di Pier Silvio Berlusconi, per un auspicabile rinnovamento. Che ne sarà di Tajani? Mah…

Per non parlare di quello che è successo ai funerali di Bossi, quando Salvini è stato fischiato e contestato….c’è tanto che si muove nella destra e rischia di togliere la poltrona da sotto al sedere della Meloni. Forse le prossime elezioni non sono poi così lontane. Sembrava che niente potesse indebolirla e invece… eccola qui sul filo del rasoio.

E l’opposizione? Qualcuno dirà (qualcuno che per vari motivi non vuole usare il termine “sinistra”)…dunque, l’opposizione ( o quel che l’è) riuscirà ad ottimizzare questa opportunità? O faranno i cretini come sempre e si perderanno ogni vantaggio? Certo, se non si mettono d’accordo sarà una catastrofe… precipiteremo un’altra volta fra improvvisati e cialtroni? Per dirla col Manzoni “ ai posteri l’ardua sentenza”…già…ma a seconda della sentenza, sai l’ incazzatura dei posteri!...

Barbara Fois

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