Come la penso in proposito del ritorno dei cittadini a contare qualcosa in Italia…

di Giovanni Scavazza - 21/06/2009
Il vero cancro che ha colpito la politica italiana, è che la politica serve solo a chi fa politica; è diventata tutta autoreferenziale; è diventata una carriera, ben pagata, piena di privilegi, che come tale, attira tutti i peggiori figuri di una società; ce la vedi una persona seria a fare politica oggi?

Come la penso in proposito del ritorno dei cittadini a contare qualcosa in Italia, ne ho già parlato molte volte; il fatto che il Parlamento e financo i candidati vengano praticamente decisi da poche persone in camera caritatis è uno dei problemi, ma non è l’unico; è un tassello di un mosaico che si fa sempre più vergognoso e che anche quì a Zurigo mi fa sempre più vergognare di essere italiano.

Certo, se dovessimo immaginare un cambiamento, dovremmo pensare che gli Eletti tornino in qualche modo ad essere eletti dai cittadini e non nominati dai boss; però, non ci dimentichiamo che anche quando c’erano le preferenze si poteva organizzare un mercato delle stesse; le preferenze potevano essere comprate, scambiate in voti di scambio, anche modificate e manipolate sotto banco; leggendo le varie liste elettorali,  già sapevi ugualmente quasi tutti gli eletti già prima delle elezioni.

Il vero cancro che ha colpito la politica italiana, è che la politica serve solo a chi fa politica; è diventata tutta autoreferenziale; è diventata una carriera, ben pagata, piena di privilegi, che come tale, attira tutti i peggiori figuri di una società; ce la vedi una persona seria a fare politica oggi?... ce la vedi una persona onesta?... ce lo vedi un altruista, uno che vuole fare del bene agli altri e allora si mette in politica per fare del bene agli altri?... tutte queste categorie di persone potranno forse darsi al volontariato, potranno fare sottoscrizione in favore di Enti benefici, potranno fare elemosine, ma si terranno ben lontani dall’immondezzaio che è diventata la politica oggi.

 Il poche parole, il nocciolo della questione è che è saltata la rappresentanza; siamo una democrazia rappresentativa che non rappresenta più nessuno; è come una società di capitali senza capitale; è come una cooperativa di pescatori che ha sede sull’Everest; è come una compagnia di navigazione senza navi, o di trasporto aereo senza velivoli; è saltata la missione (quando si viene eletti in una qualunque delle assemblee elettive) di rappresentare chi ti ha eletto e di rispondere a lui e solo a lui; il cancro si è metastatizzato perché questo è vero ormai a tutti i livelli; dalle Circoscrizioni, ai Comuni, agli Enti derivati, a Regioni, Province e Parlamento; tutte queste povere Istituzioni sono popolate da persone che stanno lì solo a farsi i cazzi propri e ad intascare denaro, potere, privilegi.

Posso nuovamente farmi la stessa domanda che mi sono già fatto; io sono una persona che non vuole vivere di espedienti; non vuole truffare nessuno; non vuole fare imbrogli; non vuole corrompere nessuno, né essere corrotto; non voglio mangiarmi i pesci più piccoli di me; voglio invece vivere del mio lavoro, onestamente; ho trasmesso questi valori di autonomia, legalità,  cultura del lavoro ai miei figli. Chi mi rappresenta, a me?... Mi  indichi qual è il mio partito, tra quelli esistenti oggi in Italia?... Mi indichi la forza politica i cui rappresentanti, una volta eletti con il mio voto, vanno a tutelare questi interessi?...

Quindi, il primo cambiamento da fare è la nascita di una Forza politica che denunci queste cose, focalizzi il problema là dove lo sto focalizzando io, chieda appoggio, sostegno e voti ai cittadini per un cambiamento; questo cambiamento, per essere reale, deve partire dallo smantellamento dei privilegi, dalla eliminazione del 90% del denaro che circola intorno alla politica per alimentare sé stessa e quindi, da quelle cose che ipotizzavo come programma minimo per essere credibile, nella seconda parte del bollettino medico: abolizione delle Province, delle Comunità Montane, delle Circoscrizioni, accorpamento dei piccoli Comuni, dimezzamento di Consiglieri e Assessori alle Regioni, dimezzamento di tutte le indennità, da un certo livello in su, eliminazione delle indennità da un certo livello in giù.

Quando i Partiti (o almeno non ancora tutti), non avevano perso la loro funzione di rappresentanza di interessi, non era poi così importante chi andava ad occupare una poltrona piuttosto che un’altra; noi non siamo forse il Partito dei Lavoratori?... chiunque va ad occupare un posto, lo fa nell’interesse dei Lavoratori e confrontandosi continuamente con gli altri Compagni, impegnati a vario titolo nel Partito, a tutela anche loro degli stessi interessi; quindi, riunioni dei direttivi, dei gruppi consiliari, assemblee degli iscritti, incontri con la cittadinanza e così via; se non si prendono fior di stipendi a fare gli Eletti da qualche parte, diventa un lavoro supplementare a servizio degli altri, che non hai nemmeno voglia di fare troppo a lungo: essendo faticoso e senza guadagnarci niente; bisogna dividersi lo sforzo; quando hai fatto la tua parte: sotto ai freschi!...

Io ricordo ancora quando nei primi anni 80, dentro il Partito Comunista ci si divideva le cariche, anno per anno; significava dividersi il lavoro, mica il potere, i privilegi, i soldi; al Congresso di Sezione si diceva: allora, chi vuole fare il membro del Direttivo quest’anno?... chi vuole fare il candidato alle elezioni comunali?... chi vuole anche essere eletto oltre che fare il candidato, così concentriamo le preferenze su di lui?... chi vuole andare all’Assemblea della USL?... e così via; non era facile acquisire tutte le disponibilità che servivano; qualcuno la dava subito, ma poi rimanevano dei posti vuoti; allora si doveva fare opera di convincimento: ma dai su, fallo tu per questa volta, che ci serve anche per “coprire” una zona o un borgo; no, quest’anno proprio non posso, che ho problemi di studio o di lavoro, facciamo l’anno prossimo; poi, chiunque ci andava, non era gran chè diverso: tutti dovevano fare suppergiù la stessa cosa, confrontandosi con tutti gli altri; certo, a fare il Consigliere Comunale prendevi 5 mila lire a presenza, cioè 50-60 mila lire l’anno!...... oggi prendono mille euro al mese i Consiglieri di Circoscrizione; 3-4 mila euro al mese un Consigliere di Latina; cifre via via più alte, fino a mille euro al giorno i Manager e i Consiglieri Regionali e Parlamentari; più i proventi del malaffare; per cui la lotta è a chi ci va in quei posti, senza esclusione di colpi; ci si va per intascare il potere e il denaro, mica per spirito di servizio verso qualcuno.

Adesso basta, mi sto rovinando la digestione con questi discorsi; dico sempre che ora che sono quì in Svizzera voglio chiamarmi fuori, però, alla fine, hai visto come mi prende?

27 gennaio 2019

VERRA' IL GIORNO...

Carlo Greppi
8 ottobre 2017

L’Europa salvi i suoi mari

Olga (Bologna), Doina (Bucarest) e tutta la squadra di WeMove
7 febbraio 2018