LA RETORICA DELLA MORTE

di Peppe - 18/09/2009

LA RETORICA DELLA MORTE

Al di la di ogni ipocrita cordoglio, espresso per lo piu’ da coloro che non conoscono la guerra e che soprattutto non hanno figli in missione,sento una rabbia interiore ed una sincera stretta allo stomaco per quei nostri poveri giovani, che mi spinge a gridare la mia fortissima indignazione per questa ignobile,schifosa,ripugnante retorica della morte e della guerra,giusta e bella,condita da termini insopportabili come onore,orgoglio,patria,liberta’,dovere,eroismo ecc..che sono retaggio di una cultura del passato che torna ogni volta che muore qualche ns. ragazzo in guerra.

Devo dirlo una volta per tutte: la morte è orribile e non è mai bella,in essa non c’è onore ma solo vuoto e dolore,sia in guerra che sul lavoro,la morte è MORTE,e non ha mai senso,non si muore per un ideale giusto o sbagliato,non si muore da eroi,semplicemente si muore, ed in questo non esiste  una sola ragione valida per giustificarla,mi si potra’ dire che si muore per la liberta’ per la democrazia per la ns. sicurezza ma in realta’ sono delle balle colossali.

Partendo dall’assunto che la guerra è il MALE ASSOLUTO,e che quindi va combattuto con tutte le ns. forze,possiamo affermare che non esistono guerre giuste,e da esse non nasce mai o quasi un mondo migliore,cio’ che ogni guerra lascia è solo lutto ,odio distruzione ed in qualche caso perfino un male peggiore al precedente,essa si autoalimenta e genera,terrorismo,nazionalismo voglia di rivalsa,dolore inenarrabile, soprattutto nelle vittime innocenti,danni incalcolabili e mutilazioni permanenti sui corpi e nelle coscienze.

Sconfiggere la guerra è un imperativo ineludibile dell’uomo moderno e della cosidetta civilta’occidentale,possiamo al massimo giustificare come estrema ratio,una guerra di legittima difesa, se davvero essa nasca da una pura  aggressione,ma mai si puo’ credere in una guerra cosiddetta preventiva,religiosa, o di natura economica o territoriale.

Quindi il punto non è cosa ci stiamo a fare li,il punto è che li non dovremmo proprio esserci,perche’quella è una guerra di aggressione ed economica,è una occupazione illegittima,che non puo’ mai e poi mai trovare giustificazione nella lotta al terrorismo che essa stessa ha generato, esattamente come in Irak

La democrazia non si esporta,la democrazia la si conquista con le lotte civili,con la cultura,con la presa di coscienza dei propri diritti nell’ambito della propria cultura,non la si impone,cosi’ come non si impone il proprio modello sociale politico ed economico,e questo concetto oltre ad essere profondamente sbagliato è soprattutto stupido.

Con quale diritto NOI crediamo di detenere il vessillo della superiorita’ morale rispetto ad altri..NOI…  che abbiamo fatto carneficine pazzesche nei secoli in nome di Dio con le crociate o che abbiamo esportato ideologie e regimi sanguinari come Fascismo Nazismo e Comunismo,per non parlare del modello sociale che rappresentiamo oggi, basato sul mercato,sulla globalizzazione selvaggia che genera piu’ lutti della guerra, per fame malattie e poverta’, sullo sfruttamento del lavoro, sul razzismo,sul consumismo, sulla morale dell’apparire,sulla discriminazione tra mondo industriale e terzo mondo,Noi che abbiamo le piu’ grandi organizzazioni criminali del mondo,Mafia,Camorra N’drangheta che hanno ucciso quanto i Talebani,Noi che lasciamo affogare centinaia di poveri cristi nei nostri mari senza dispiacercene..senza sentirci la coscienza sporca.

Con quale coraggio e protervia crediamo di essere migliori di altri,pensiamo davvero che le nostre veline ed escort siano piu’ libere delle donne afgane??,libere di che..di vendersi ??,non siamo Noi che abbiamo sempre creduto nella libera AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI,dai propri regimi??,applichiamo fino in fondo questo principio a tutti e lasciamo evolvere autonomamente ogni societa’ secondo la loro idea e cultura ,ognuno ha diritto di cercare ed inventarsi il proprio modo di vivere adattandolo alla propria storia,cultura e religione e se vi è un popolo oppresso è il popolo stesso che deve maturare un processo di riscatto,non dimentichiamoci che quasi mai i regimi nascono con la violenza di gruppi minoritari,essi basano la loro forza su un largo consenso popolare,e questo vale in ogni governo dagli Stati Uniti all’Iran.

Il comunismo è crollato implodendo da se, i popoli si sono scelti un altro sistema ,ma lo hanno fatto da soli;immaginate cosa sarebbe accaduto se avessimo forzato quel processo di autodeterminazione,saremmo caduti in una guerra infinita peggio di  quella che stiamo combattendo,che è sostanzialmente  per il controllo del petrolio, ma formalmente appare come una guerra contro il terrorismo ed il fanatismo islamico,una guerra che produrra’ ancora tantissimi lutti e che ci dividera’per lunghi anni, senza darci prospettiva di un reale affrancamento di quei popoli dai loro regimi.

Perché allora non esportare allora la democrazia con la forza in Cina? In Pakistan?in Siria? O in ogni altro stato dittatoriale??Semplicemente perché’ quei regimi ci sono funzionali dal punto di vista economico servendocene come un mercato o piu’ vigliaccamente perchè li temiamo…

Per centinaia di volte le nazioni unite hanno assistito impotenti a genocidi di popolo senza intervenire per pura logica utilitaristica,pensiamo ai tanti conflitti in Africa,Asia, Sudamerica,la real politik ha prevalso sulle persone ,gli interessi delle multinazionali del petrolio e delle armi sulla giustizia.

Non è piu’ sopportabile assistere ogni volta alla rappresentazione propagandistica ed all’elogio della guerra giusta,perché di guerra trattasi e non di pace,non stiamo facendo altro che essere parte impropria in uno scontro tra fazioni,dove il tutto viene percepito come invasivo,ostile,anche perche’ come al solito non viene accompagnato da una vera ricostruzione materiale e morale del paese,da aiuti reali, veri,da una politica di solidarieta’, dialogo,comprensione.

Per ogni innocente ucciso in Afghanistan come in Irak o Palestina,per ogni ingiustizia subita,per ogni bambino ucciso o casa distrutta,stiamo mettendo una radice di odio che ci si ritorcera’ contro perpetuando attraverso il terrorismo la guerra e cosi’ via fino a quando qualcuno capira’ che non si risolve nulla.

Molti giovani del Sud vanno in missione perché per loro non c’è futuro qui e rischiano la vita inconsapevoli di cio’ di cui sono strumento,forgiati da un ideologia di morte che è funzionale a coloro che sentendosi la coscienza pulita si arricchiscono di denaro e potere sulle loro spalle,esattamente come nei secoli bui,dove ogni controversia,ogni giustificazione serviva per scatenare guerre di sovrani assetati di potere

E mi chiedo a cosa è servito costruire una societa’ evoluta se ancora oggi i meccanismi di consenso alle guerre sono gli stessi del medioevo?? A cosa è servito ai nostri giovani studiare,conoscere la storia se poi si fanno strumento dei loro aguzzini che li mandano a morire?? Che differenza morale esiste tra Bush e un qualsiasi monarca del passato??Possibile che le ns. coscienze si facciano ancora abbindolare da giustificazioni assurde e grottesche pur di accettare la guerra come soluzione necessaria???

Per rispondere a queste domande bisogna avere l’animo sgombro dall’ipocrisia ,dai fardelli sovrastrutturali che ci portiamo dietro e riuscire finalmente a vedere la realta’ per quello che è;

non esisterà mai pace senza giustizia e non ci sarà mai giustizia senza vera liberta’.

PEPPE    

 

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