Rien ne va plus, les jeux sont faits

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 06/03/2018
Elezioni 2018: vince il M5S e la coalizione di Centro Destra; la Lega supera Forza Italia; il PD in picchiata, LeU sopravvive per un pelo: che governo ci sarà?

Al di là di chi ha vinto e di chi ha perso, come al solito c’è un dato che non cambia: non si riesce a fare un governo. Questo Paese sembra davvero ingovernabile. E appare spaccato in due: a Nord vince la Lega e il CD, mentre al sud trionfano i pentastellati, che diventano il primo partito d’Italia. Dunque ci sono due vincitori: la Lega, che ha quadruplicato i voti presi nelle elezioni del 2013 e il M5S che triplica i seggi al parlamento. Forza Italia è scesa al 14%, mentre il PD è in caduta libera e si attesta fra il 18 e il 19%. Se consideriamo che nelle precenti politiche del 2013 FI - che allora era Popolo delle Libertà - era al 21,56% e che il PD era  al 25,43% ci si rende conto della perdita di consensi di entrambe in questi ultimi 5 anni.

Nel 2013 il Centrosinistra: aveva preso il 29,55% e il Centrodestra: il 29,18% mentre c’era un Centro tout court, che era al 10,56%. Il leader del CD era Berlusconi e invece quello del CS era Bersani. Il M5S era ancora guidato da Grillo, che non era certo disponibile quanto è apparso DiMaio oggi, che si dice aperto a qualsiasi collaborazione, sulla base del loro programma. Se con Bersani allora ci fosse stata questa disponibilità, la storia d’Italia di questi ultimi anni sarebbe stata ben diversa. Comunque sia, adesso i pentastellati se la sentono di governare e per farlo sono disposti anche a qualche compromesso. Tutto si giocherà sulla base della divisione delle poltrone di presidente della Camera e del Senato: una spetta di diritto al M5S e l’altra? Molto di più capiremo a seconda se l’altra poltrona andrà alla Lega o al PD, che in ogni caso, pur così ridotto, resta pur sempre il secondo partito del Paese. Ma vediamo più da vicino la situazione.

Centrosinistra: il PD non ha perso solo 7 punti e dunque circa 2milioni emmezzo di voti ( oltre 4 milioni se si pensa al risultato delle europee del 2014, quando il PD prese oltre 11milioni di voti, col 40,81%) ha anche visto spaccature, lotte, recriminazioni e scissioni, grazie a una politica di Renzi assolutamente demenziale. In realtà Renzi si voleva liberare di quella frangia del PD che veniva dal PCI e in questo ci è riuscito, perché Bersani, D’Alema, Grasso etc. sono usciti a formare Liberi e Uguali. Sperava forse di prendere milioni di voti pescando nel centro e invece ha miseramente fallito. Tutte le sue iniziative sono state clamorosi fallimenti, a partire da quel disgraziato referendum il cui esito gli fece dire “Non pensavo di essere tanto odiato”, il che però non l’ha portato a fare ulteriori riflessioni sul proprio ruolo ed il suo gradimento da parte dei suoi compagni, superando l’egotismo e il narcisismo.

E tuttavia la parola adesso è ancora a Renzi, che davanti a questa ultima débacle deve ammettere il proprio fallimento e andarsene. Tanto non se ne andrà del tutto – purtroppo - perchè ha vinto un seggio al senato (ma sì, proprio quel senato che voleva rottamare! I casi della vita…) ed alla guida del PD è stato eletto. Sì, ma da chi? Perché il modo mi lascia davvero perplessa: sono stata iscritta e militante nel PSI per 30 anni, fino al suo scioglimento nel 1995, e so bene come si elegge un segretario di partito! Un tempo e non solo nel mio partito, votavano solo quelli che avevano la tessera di iscritti e militanti da almeno 6 mesi. E si votava nelle sezioni del partito e non per strada, e si designavano, sulla base di mozioni congressuali, i delegati al congresso nazionale, che poi avrebbe eletto il segretario. Ammettendo anche, e giustamente dati i tempi diversi, una elezione più semplice e diretta del segretario, la ragione e il buonsenso dicono che l’elettorato deve essere comunque quello degli iscritti al partito e non gente raccolta per strada, che basta paghi 2 euro per poter votare. E che diamine! Così è sufficiente comprarsi un po’ di gente e il gioco è fatto. Per non dire che anche gli altri partiti possono andare a votare e scegliersi così l’antagonista che preferiscono. Come se il papa cattolico, si parva licet, potesse essere eletto anche dai protestanti, dai greco-ortodossi, dai valdesi, dai mormoni, etc. Non esiste! Che razza di imbroglio, davvero scandaloso, sarebbe?! Quindi per favore non mi dicano “ha preso due milioni di voti!” perché i voti presi così, a mio avviso, non valgono niente. E infatti che la sua elezione non fosse accettata da molti nel suo partito è cosa nota ed è quello che ha incrinato l’unità, la compattezza e il dialogo interno. Sulla targa al Nazareno potrà, se dovesse restare, aggiungere il motto che Ariosto aveva messo sulla sua casa “parva sed apta mihi” , piccola ma adatta a me. E nei fatti è quel che è già.

Stasera ha rotto gli indugi e ha annunciato le sue dimissioni, ma… eh sì, c’è un ma grande come una casa. Ha posto una condizione, che dimostra come sull’odio e sulla vendetta si basasse la sua leadership: pressato da tutti perché desse le dimissioni dalla segreteria del PD, ha detto che se ne va, ma solo dopo la formazione del governo ( e qui sta il veleno ) e ha preannunciato, senza sentire i suoi, che il PD andrà all’opposizione e che non appoggerà nessun governo fatto da quelle forze che sono populiste e antisistema. Così impedisce ai suoi compagni di partito di appoggiare qualsiasi governo: né coi 5stelle, né con la lega. Cioè “Muoia Sansone con tutti i Filistei!”. Li lega a sé nella sua caduta e non ditemi che questo non è un mega dispetto! Penso che i suoi compagni lo odino in questo momento veramente allo spasimo.

 

Barb 180306 02

 

 

Centrodestra: e qui si consuma un altro psicodramma, quello di un vecchio ottantenne un po’ bollito, che ha perso la leadership della sua parte, e vede la Lega superare il suo partito quadruplicando – come abbiamo detto – i voti dal 4,09 % del 2013 al 17,79 % ad oggi. Che sia un po’ bollito mister B. non lo si vede solo dal fatto che si dimentica le cose e si addormenta dove capita, ma ieri al suo seggio una femen a petto nudo gli ha gridato “Berlusconi, il tempo è scaduto” nel senso di “sei finito!” mentre lui non faceva una piega e nemmeno la guardava. Ma la cosa più divertente sono le immagini della sua ritardata reazione quando, ormai seduto in macchina, chiede “ma era una bella ragazza?”.

Non è più il capo di una coalizione e tutti lo sanno, forse tranne lui. Abbiamo sentito Salvini che – esattamente come i 5Stelle – sostiene di aver vinto le elezioni e di essere pronto a governare. In realtà però a scegliere il partito o la coalizione sarà il povero Mattarella, messo davanti a una scelta molto difficile.

La Lega di Salvini è però quella che ha stravinto veramente: Salvini ha preso un partito alla frutta, marcio di scandali dovuti all’entourage del vecchio Bossi, confinato in Padania e – dispiace dirlo – ne ha fatto un partito che ha, ripeto, quadruplicato i suoi voti, recuperando credibilità, uscendo dalla Padania e girando per l’Italia del sud e riuscendo ad ancorarsi a tutti i partitini e a tutti i disperati di quelle terre dimenticate dalla politica. Ho visto quel che è successo qui in Sardegna, dove se la maggioranza degli elettori ha votato 5 stelle, la maggioranza degli indipendentisti ha votato Salvini, coi quali ha fatto un patto.

Dal canto suo la Meloni rivendica la vittoria del suo partitino passato dall’1,96% al 4,26% di oggi. Ha voglia di darsi tanta importanza, in effetti la sua estrema destra, come l’estrema sinistra di LeU non sono stati premiati dal voto.  La gente in effetti è stufa di “destra versus sinistra”, vuole una forza nuova che faccia qualcosa per toglierla da un sistema che li sta stritolando e soffocando e soprattutto che non sia compromesso con quelli che hanno gestito il potere fino ad ora.

C’è da chiedersi dunque se la coalizione di CD, guidata adesso da Salvini, potrà restare compatta o si sgretolerà davanti alla lotta per l’egemonia sulla coalizione. Anche perché tutte o quasi le vecchie mummie di FI e dintorni sono sopravvissute alle elezioni e non molleranno certo il potere ( è stata eletta anche la Binetti col suo cilicio, e perfino Casini!). Vedremo che succederà, ma intanto si comincia già a parlare di accordo “zoppo”.  

Anche perchè il CD ha più possibilità concrete di andare al governo del M5S, infatti secondo questa legge elettorale al CD mancano, per raggiungere la maggioranza, 40 seggi alla Camera e 20 al Senato, mentre ai 5 stelle mancano circa 100 seggi alla Camera e 50 al Senato. Dunque avremo di nuovo i fascisti al governo?

Aveva ragione Flaiano quando diceva “ormai i fascisti sono una trascurabile maggioranza.”

Barb 180306 03


 

Movimento 5 stelle. Ci dobbiamo chiedere: con chi vorrebbe fare il governo? Dalla reazione di DiBattista alla sparata di Renzi, sembrerebbe che loro avrebbero preferito relazionarsi con il PD, in cui però non ci fosse più Renzi, ma visto che lui vuol restare fino alla formazione di un governo, questa alleanza non è più possibile. In questo modo il furbo Renzi, pur avendo perso ed essendo il massimo artefice di questa sconfitta e dello sfascio della sinistra, resta sempre al centro dei giochi. E così il suo ruolo di sfascia carrozze ha creato gli ultimi rottami di questo Paese. Bravo! Complimenti: è riuscito a fare il massimo danno col minimo sforzo.

Certo la vita è ingiusta: dopo tutto i 5 Stelle hanno vinto e stravinta eppure non hanno i numeri per governare. Il movimento anti-sistema è diventato partito del sistema, anzi «pilastro», come ha detto DiMaio. Si sono preparati e ripuliti e tuttavia forse questa non è ancora la volta buona. Come dicevamo poteva esserla 5 anni fa con Bersani, ma loro non erano ancora maturi e pronti: il loro cordone ombellicale era ancora saldamente attaccato a Grillo. Pazienza.

In realtà il tempo trascorso non ha svelato meglio chi siano e dove vogliano andare, l’unica cosa che si capisce è che adesso però gli è scoppiata la smania di voler essere protagonisti nel fare e nell’agire. Però ora c’è un grosso VAFFA - che gli hanno preparato quelli che hanno creato le trappole micidiali del Rosatellum -  che chiude loro la strada. A volte capita…

DiMaio ha detto con enfasi che oggi comincia la Terza Repubblica, che vedrà finalmente al centro i cittadini. Sarà.

Ma, e se non si mettono d’accordo? Se nessuno riesce a formare un governo? Saranno guai. E i nuovi parlamentari dovranno imparare a vivere e a lavorare in un clima non molto disteso.

E mentre Renzi e la Boschi, nonostante tutto e ingiustamente, ce li ritroveremo ancora fra i piedi, invece non ci saranno un po’ di vecchie facce: Grasso, Boldrini, D’Alema, Franceschini, Minniti, Puppato, Bersani… un po’ dispiace (solo per alcuni, però!), ma se il PD andrà all’opposizione e non sarà più guidato da Renzi, può darsi che la sinistra si ricompatti e ritrovi la sua vera anima. Noi ci speriamo, almeno. Nonostante la nostra storia dica altro…

 

Barb 180306 04

 

 

Barbara Fois

 

 

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