Corsa dei partiti a presentare i loro simboli, ma milioni di persone restano senza una rappresentanza elettorale

di Redazione fridays for future - fridaysforfutureitalia.it - 14/08/2022
Gli interventi necessari a contrastare la crisi climatica – che sono da inserire in un più ampio processo trasformativo della nostra economia – forniscono risposte proprio a quei problemi sociali ed economici che la politica non riesce – o non vuole – affrontare.

Mentre i partiti fanno la fila per presentare i loro roboanti loghi di coalizione, molta incertezza circola nel più grande partito non ufficiale d’Italia: quello degli elettori indecisi. Indecisi non per ignoranza o disinteresse, ma resi tali da anni di democrazia difficoltosa, di cui questa campagna elettorale lampo è il pinnacolo: i partiti già rodati, anche grazie all’esenzione dall’obbligo di raccogliere le firme, hanno la strada spianata per riprendere subito il loro posto in parlamento. I cittadini, a cui non è concesso un vero spazio di partecipazione, sono solo chiamati a scegliere senza poter aggiungere nulla.

Già mesi prima della crisi di governo, erano moltissime le cittadine e i cittadini italiani a sentirsi ignorati dalla politica; e non si tratta solo dei giovani, che sono sempre più esclusi dal dibattito politico e il cui grido per chiedere azioni concrete contro la crisi climatica rimane tuttora inascoltato. La crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina ha infatti messo milioni di persone in condizione di non poter pagare le bollette o il carburante per spostarsi, accentuando una condizione di povertà che ormai colpisce quasi 6 milioni di italiani.

Nessuno dei principali partiti italiani ha avuto la volontà di proporre misure strutturali in grado di aiutare questa larga fetta di popolazione a sollevarsi. Così come non sono stati proposti provvedimenti seri per affrontare il problema della siccità ed aiutare coloro che ne sono più colpiti, come gli agricoltori.

Queste persone sono solo alcune tra le tante ad essere già orfane di una rappresentanza in questa campagna elettorale: persone che ritengono che nessuno dei principali partiti abbia risposte soddisfacenti ai problemi del Paese. 

“In questa situazione di grande spaesamento collettivo, Fridays For Future, la comunità scientifica e molti movimenti della società civile con le loro proposte rappresentano proprio ciò che manca alla politica: un appiglio alla realtà, ai veri problemi delle persone, una visione di un mondo diverso da quello che per decenni la politica ha ritenuto l’unico possibile”, afferma Filippo Sotgiu, portavoce di Fridays for Future Italia.

Gli interventi necessari a contrastare la crisi climatica – che sono da inserire in un più ampio processo trasformativo della nostra economia – forniscono risposte proprio a quei problemi sociali ed economici che la politica non riesce – o non vuole – affrontare. Rendere gratuiti e potenziare i trasporti pubblici, promuovere le energie rinnovabili e l’autoproduzione, efficientare le case popolari, consolidare la rete idrica del Paese, tassare i profitti delle aziende energetiche inquinanti, ridurre l’orario di lavoro mantenendo il salario invariato: queste sono solo alcune delle proposte che potrebbero avere un immediato impatto positivo e permanente sulla qualità della vita e sul lavoro (restituendo soldi ai cittadini, creando posti di lavoro, riducendo la disoccupazione e le disuguaglianze) e che al tempo stesso sono indispensabili per una giusta transizione ecologica.

Alice Quattrocchi, attivista di Fridays for Future Italia, dichiara: “Rivendichiamo il diritto di avere spazi di discussione pubblica con i partiti in campagna elettorale, per poter rappresentare gli interessi di chi oggi non viene ascoltato e obbligare i candidati a spiegare perché continuino ad ignorare misure vantaggiose, avvicinando così il collasso ecologico e perpetuando l’ingiustizia sociale. Vogliamo costruire un’alternativa nella desolazione dello scenario politico italiano: siamo già in grado di immaginare un’Italia più giusta e sostenibile, anche grazie a decenni di studi e proposte, ma adesso pretendiamo di vederla.”

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