Coloriamoci

di Carlo Sorgi - 15/02/2026
Si potrebbe invitare tutti i manifestanti a vestirsi di mille colori e non usare indumenti neri, il colore del fascismo, per fare una manifestazione colorata, festosa e impedire così a chi veste di nero e si incappuccia di non farsi notare.

Il 14 marzo a Roma il sindacato USB organizza una grande manifestazione per il NO al referendum e contro il governo. Le sigle che aderiscono sono tante e tutte riconducibili ad un’area democratica e molto movimentista che in particolare di recente ha visto infiltrazioni di alcuni violenti che hanno rovinato i contenuti della manifestazioni , per altro più che legittime degli organizzatori.

Della grande manifestazione del 31\1\2026 a Torino per il centro sociale Askatasuna rimarrà negli occhi dell’opinione pubblica solo l’immagine del poliziotto preso a martellate da alcuni incappucciati, anche perché le altre scene di pestaggi vari a parti invertite non sono stati sostanzialmente pubblicizzate.

Le immagini non sono mai “la realtà”, ma in certe condizioni funzionano da potenti deflattori delle menzogne. – scrive il sociologo Francesco Ramella su Domani, 1\2\2026.

Gli scontri al corteo hanno passato un colpo di spugna sopra i suoi contenuti, fra cui temi universali come la pace e problemi reali di questa città, come l’emergenza casa o il malessere giovanile. Al centro del dibattito sono rimaste solo la brutalità e le sue radici ideologiche, vere o presunte, in un rimpallo di responsabilità che non risponde in alcun modo ai bisogni e alle paure della gente” ci spiega Luigi Ciotti , presidente di Libera.

Dopo otto giorni dalla manifestazione del 14 marzo si voterà per un referendum importantissimo per riaffermare i diritti costituzionali ed in particolare i diritti di libertà e di garanzia di tutti. Nelle parole di presentazione della manifestazione USB dimostra lucidità sul punto :” il governo Meloni sta instaurando lo stato di polizia e la criminalizzazione di chi manifesta per le strade non avendo a disposizione altri strumenti di espressione democratica”.

Purtroppo non possiamo oggi prevedere come gli organizzatori eviteranno le manifestazioni di violenza e danneggiamento da tanti temute e che farebbero il gioco di chi punta alla criminalizzazione del dissenso e cerca in tutti i modi di convincere l’opinione pubblica con la paura e la tensione.

Prevenzione è la parola chiave rispetto a qualunque situazione dove il conflitto sociale rischia di sfuggire di mano, ci ricorda sempre Luigi Ciotti..

Se si ripetessero le scene di Torino l’effetto negativo sul voto sarebbe molto pesante e se pensiamo che in un referendum costituzionale vince chi prende un voto in più si può comprendere il grande rischio di provocazioni.

A Minneapolis abbiamo visto una città reagire con intelligenza e resilienza collettiva: istituzioni locali, società civile, reti associative. La non violenza è stata una scelta morale e strategica. Tutta l’America, anche parte dell’elettorato repubblicano, si è rivoltato contro le violenze atroci dell’ICE e di Trump che è stato costretto a fare marcia indietro.

La manifestazione del 14 marzo corre il rischio di diventare una occasione di violenza metropolitana amplificata da Mass Media che non aspettano altro che spaventare l’elettorato moderato. Quell’elettorato fatto di persone, spesso anziane, senza una precisa colorazione politica che ha riempito e continuerà a riempire i luoghi di incontro che i comitati del NO organizzano in tutto il paese per spiegare i contenuti della riforma e i pericoli per il nostro sistema di equilibri voluto dalla Costituzione. Questo lavoro paziente, impegnativo porta i suoi frutti, la “ remuntada” è in pieno svolgimento e si spiega benissimo la fretta del governo a voler fissare la data del referendum.

Altri episodi di violenza come e peggio di quelli di Torino rischiano di spaventare proprio quell’elettorato, che sarà il vero ago della bilancia per l’esito del referendum, vanificando tutto l’impegno di questi mesi.

E’ quindi fondamentale che gli organizzatori siano consapevoli del quadro e della responsabilità che si assumono e si impegnino a difendere il corteo da infiltrazione di violenti che in maniera provocatoria sicuramente cercheranno di partecipare facendo così il gioco del governo contro il quale è indetta la manifestazione.

Ricordiamoci le parole che disse Cossiga, ministro dell’Interno in un periodo caldissimo per l’Italia, il 1977, e poi presidente picconatore, in una intervista pubblicata su Nazione - Carlino - Giorno del 23 Ottobre 2008 quando teorizzo la tecnica delle infiltrazione delle forze dell’ordine nelle manifestazioni” Infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri”.

Tutte le sigle che aderiranno alla speriamo grandissima manifestazione si dovranno impegnare per evitare le infiltrazioni di violenti provocatori e isolarli . Ma non basta.

Una idea potrebbe essere quella di invitare tutti quelli che si impegnano nel fronte del NO per rendere la manifestazione ancora più grande ed inclusiva. La presenza di tutte le sigle , penso in particolare alla CGIL con la quale UGL ha già manifestato il 3 ottobre per lo sciopero generale in difesa di Flottilla e il movimento Pro Pal, servirebbe a rendere ancora più popolare l’iniziativa.

Inoltre si potrebbe invitare tutti i manifestanti a vestirsi di mille colori e non usare indumenti neri, il colore del fascismo, per fare una manifestazione colorata, festosa e impedire così a chi veste di nero e si incappuccia di non farsi notare. Non solo il servizio d’ordine avrebbe una possibilità più rapida di individuare le aggregazioni al corteo da parte di chi certamente non condivide le finalità della manifestazione ma questo consentirebbe a tutti di prendere le distanze da quelli con i quali non si condividono le manifestazioni di violenza. Anche solo il volto coperto costituirà elemento di attenzione perché chi non ha nulla da nascondere non usa il passamontagna.

Solo così la manifestazione potrà essere una festa pacifica e si raggiungerà da parte degli organizzatori lo scopo di favorire il NO al referendum contro il governo. Altrimenti sarà esattamente il contrario e gli infiltrati violenti avranno raggiunto il loro scopo che è quello di minare i momenti di espressione democratica del dissenso e delle proprie idee.

Bisogna essere preparati a questo e una organizzazione importante e attenta come USB si assumerà certamente la responsabilità di garantire, a pochi giorni dal voto per il referendum Nordio, la riuscita della manifestazione senza che alcun tipo di violenza o di provocazione possa determinare un effetto negativo per l’esito della consultazione referendaria.

In mancanza di queste condizioni per non rischiare di incidere negativamente sull’esito del referendum, visto la posta in gioco determinante per gli equilibri democratici del paese, l’alternativa è quella, per senso di responsabilità, di rinviare la manifestazione al 24 marzo, o al 28, quando sarà passato il referendum.

15\2\2026

Carlo Sorgi, Coordinatore del Comitato NO Forlì-Cesena

 

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