LA MEMORIA SENZA MEMORIA DELLA DESTRA ITALIANA

di Lino D’Antonio - Liberacittadinanza.it - 04/07/2026
Oggi ci troviamo di fronte alle pretese di questi personaggi (Meloni e untori), che pretendono di accedere alla massima carica dello stato, pur non avendo il coraggio di pronunciare la parola antifascismo, in quanto non discosti da quella trista ideologia.

Il primo luglio, nella trasmissione “L’aria che tira”, su “La Sette”, circa l’eventualità di un presidente della Repubblica di destra, auspicata da Meloni, Gennaro Sangiuliano, di “Fratelli d’Italia” (quello dello scandalo Boccia) ha dichiarato senza troppi giri di parole che Napolitano non sarebbe stato poi tanto degno di essere nominato presidente della Repubblica, per il suo sostegno e quello del suo partito, il PCI, all’invasione dell’Ungheria, nel 1956 da parte dell’Unione Sovietica.

Politicamente parlando, si può essere stati in disaccordo con  Giorgio Napolitano. Ma la sua vita specchiata, il suo senso delle istituzioni, hanno dimostrato qualcosa di diverso che impedirebbe al Sangiuliano incursioni così azzardate e manipolazioni di comodo. Sangiuliano si deve rassegnare sul fatto che i comunisti italiani, insieme alle altre forze democratiche, hanno dato un grande contributo all’antifascismo e alla lotta di Liberazione, contribuendo sempre con gli altri democratici alla stesura della Costituzione e lottando sempre per il progresso civile e sociale del popolo italiano.

Dimentico sempre il Sangiuliano, di quali siano state le partigianerie del partito da cui egli discende, unitamente a tutta la classe dirigente di “Fratelli d’Italia”, ovvero il Movimento Sociale di Almirante. I “missini” hanno tifato per la Spagna del dittatore Franco; per i colonnelli golpisti greci; per il golpista Pinochet in Cile; per i militari golpisti brasiliani ed argentini.

Senza citare i fatti più oscuri dell’eversione nera nel nostro paese e i molti addentellati, ben documentati, presso varie procure e in diversi processi, con il succitato Movimento Sociale. Un’altra perla di Sangiuliano nella stessa trasmissione, ovvero che Ignazio La Russa sarebbe ben degno di ricoprire la carica di presidente della Repubblica.

La cattiva memoria della destra italiana è sempre in agguato ed è soverchiata dalla mancanza di ogni decenza. A riguardo di La Russa è d’uopo ricordare che il 13aprile 1973, l’attuale presidente del Senato, insieme al fratello e a altri neofascisti parteciparono ad una manifestazione non autorizzata dell’ MSI, venne lanciata una bomba a mano, che provocò la morte dell’agente Marino di appena 22 anni. Anche se La Russa non fu condannato, apparve evidente la sua responsabilità morale.

Oggi ci troviamo di fronte alle pretese di questi personaggi (Meloni e untori), che pretendono di accedere alla massima carica dello stato, pur non avendo il coraggio di pronunciare la parola antifascismo, in quanto non discosti da quella trista ideologia.

Lino D’Antonio   Napoli

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