Certamente sapete che il Parlamento ha approvato quella che viene chiamata la Riforma della Giustizia. Una legge che modifica la nostra Costituzione. Si parla di separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ma la riforma è qualcosa di più. Sembra non cambiare pressoché nulla per il cittadino che incapperà nelle maglie della giustizia, ma cambia molto nell’assetto del bilanciamento fra i poteri dello Stato, con la conseguenza che potrebbero cambiare molte cose, in peggio, per il cittadino.
Vi faccio un esempio. La Costituzione dell’Egitto è all’avanguardia per quanto riguarda l’affermazione dei principi sul giusto processo e sulla tutela di chi viene incarcerato. Ben due articoli, per esempio, dichiarano che la tortura è un reato imprescrittibile (cioè può essere perseguito anche a distanza di decenni) e che la Polizia non può utilizzare la tortura.
Eppure, non troverete mai in Egitto un pubblico ministero disposto a perseguire chi ha torturato e ucciso Regeni e, se anche lo trovaste, non trovereste un giudice disposto a processare i poliziotti imputati di averlo torturato e ucciso. Perché?
Perché la Costituzione dell’Egitto non prevede una vera e forte tutela autonomia del potere giudiziario dagli poteri, in primis quello esecutivo.
Se la riforma avesse semplicemente separato le carriere di Giudici e Pm, il danno o il vantaggio sarebbe stata poca cosa (di fatto già esiste questa separazione). Il problema è che rende debolissimi i loro organi di autogoverno (i Consigli Superiori della Magistratura, che diventano due). Come fa a indebolirli? Creando un sistema “elettorale” unico. A parte un membro di diritto e il Presidente della Repubblica, sia i due terzi dei membri magistrati, sia l’altro terzo espresso dal Parlamento saranno “eletti” tramite sorteggio. Saremo i primi, e al momento gli unici, in tutto il globo terraqueo a vedere il Parlamento, in seduta riunita, scegliere i propri rappresentanti tramite un azzardo. Si spera che l’estrazione a sorte avvenga subito dopo il TG delle 20,30 e venga trasmessa in TV al posto della trasmissione I Pacchi.
Si dirà che questo non è altro che il ritorno all’Antica Grecia (vedi sul punto l’ottima sintesi scritta da Umberto Eco su https://www.treccani.it/enciclopedia/il-modello-anomalo-atene-e-la-polisdemocratica_(Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco)/ )
Ma, oggi, negli anni di grazia in cui, se non sei stato eletto, non hai diritto di parola (non è questo che la classe politica continua a rinfacciare ai magistrati quando prendono decisioni che il governo non condivide?) comporre un organismo di estrema rilevanza, quale i CSM, con componenti sorteggiati altro non vuol dire che delegittimare quell’organismo. I “rappresentanti” dei magistrati non saranno in realtà rappresentanti, perché sono lì solo per caso, e nemmeno i “rappresentanti” del Parlamento avranno nessuna legittimazione.
Si noti che il Parlamento a camere riunite è un evento raro. Succede, per esempio, quando si tratta di eleggere il Presidente della Repubblica o i Giudici della Corte costituzionale. Estenderanno il sorteggio anche a queste cariche?
Come non bastasse tutto questo, votata la riforma, la maggioranza di governo ha anche promosso il referendum su questa. Vedete, la legge prevede che, se una riforma costituzionale non viene approvata a maggioranza qualificata, questa non va subito in vigore perché nei tre mesi successivi un quinto dei membri di una Camera o 500mila cittadini o cinque consigli regionali possono chiedere che sia indetto un referendum perché non sia approvata. Se nessuno nei tre mesi chiede il referendum, allora la riforma entra in vigore. È successo che, per rincorrere un plebiscito, siano stati gli stessi deputati della maggioranza a richiedere il referendum. Un’anomalia evidente, dovuta anche al fatto che così ritenevano di avere anche tutta la possibilità di scegliersi da soli la data in cui si terrà il referendum.
È per questo che quindici avvocati e professori di diritto costituzionale hanno promosso la raccolta delle 500mila necessarie perché siano i cittadini ad indire il referendum oppositivo. Le firme devono essere raccolte entro il 30 gennaio e invito tutte e tutti, armati di Spid o CIE, a firmare andando sul sito:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034
La raccolta è iniziata il 22 dicembre e alle ore 23:04 del 28 dicembre (sei giorni, tra cui Vigilia di Natale, Natale e Santo Stefano) il contatore segnala 73.393 firme.
Aggiungi la tua.
Nella immagine la firma di Raffaele Miraglia



