Contestazioni alla ministra della Famiglia Roccella

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 11/05/2024
Una banale e classica tempesta in un bicchier d’acqua

In questi giorni non si fa che parlare del cosiddetto “caso Roccella”, una banalità, ma si deve coprire in qualche modo lo scandalo Toti, no? A due passi dalle elezioni, poi…Le ragazze e i ragazzi che l’altro giorno hanno partecipato agli “Stati generali della natalità” ( ma che nome di sapore passatista!) hanno fatto un unico errore: hanno contestato la ministra Eugenia Roccella prima che parlasse: dovevano aspettare a farlo dopo. Tanto sappiamo cosa avrebbe detto, perchè purtroppo conosciamo bene il pensiero omofobo, misogino, retrogrado e bacchettone che la contraddistingue. Potevano lasciare che vomitasse le sue idee limitate, le sue censure, la sua ottusa prepotenza e allora la reazione sarebbe stata ben altra che una piccola contestazione di pochi minuti. Infatti le contestatrici e i contestatori se ne sono andati quasi subito, ma lei è stata più furba e ha colto l’attimo, ne ha approfittato immediatamente per fingere una scena madre di dolore e vituperio e per andare via, facendo la martire. E’ la seconda volta che viene pubblicamente contestata: l’anno scorso è successo al salone del libro di Torino. Questa nuova contestazione era un treno che non poteva perdere…un treno?... ok, lasciamo perdere…insomma approfittarne non è sembrato vero né a lei, né alla Meloni, né ai vari componenti del suo petulante governo, che censurano, reprimono, denunciano e prendono a calci tutti gli oppositori, ma poi piagnucolano se qualcuno li contesta e si lamentano della cattiveria degli oppositori. Mi ricordano il comico Francesco Paolantoni che, nella non dimenticata rubrica “Tribuna politica” del programma satirico “Fuori di zucca”, faceva il leghista e diceva “ non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono napoletani!”

La cosa buona di tutto questo circo è che finalmente i ragazzi si sono svegliati e cominciano a contestarli nelle piazze e nelle Università e continueranno a farlo sempre di più, proporzionalmente alle manganellate dei poliziotti, tornati ad essere guardiani del potere e non servitori dello Stato. Meno male che questi cretini della destra non imparano mai, sanno solo reprimere, non sono in grado di confrontarsi con gli oppositori ed è quello che alla lunga li frega sempre. Perché dietro quei ragazzi manganellati e repressi ci sono le loro famiglie, “mamme e papà” che comiciano a capire che questi cialtroni non sono moderati ma fascisti, ignoranti e aggressivi. Cominciano ad accorgersi di tutte le minchiate che sparano, dello sciocchezzaio infinito di ministri inadeguati, che magari in futuro pubblicheremo come memento. I cittadini si sveglieranno prima o poi…

Ma torniamo alla mesta Roccella e ai commenti del suo tristo governo. Leggiamo quello che hanno scritto: pretendevano che tutti, anche all’opposizione, si schierassero con la ministra e straparlavano di censura. Evidentemente non sanno che sono i governi, che hanno il potere, che censurano (e loro lo sanno bene: non fanno altro!!), i cittadini contestano e protestano: la cosa è ben diversa! Ma vediamo meglio e in dettaglio cosa hanno detto. L’arrogante Roccella scrive sul suo blog su Facebook "Sono certa che la segretaria del Pd Elly Schlein, tutta la sinistra, gli intellettuali - Antonio Scurati, Roberto Saviano, Nicola Lagioia, Chiara Valerio, ecc., La 'grande stampa' e la 'stampa militante' che abbiamo visto in queste ore mobilitata in altre sedi, avranno parole inequivocabili di solidarietà nei miei confronti, dopo l'atto di censura che questa mattina mi ha impedito di parlare agli Stati generali, organizzati dalla fondazione per la natalità per svolgere il mio intervento e anche per rispondere ai contestatori-censori e interloquire con loro. Sono certa che i podisti della libertà e della democrazia non si faranno sfuggire questa occasione per dimostrare che l'evocazione del fascismo che non c'è, alla quale abbiamo assistito in queste settimane, non era solo una sceneggiata politica pronta a svanire di fronte alle censure vere". Egocentrica, narcisa, arrogante, prepotente e provocatoria, in perfetto stile squadrista, la nostra povera martire, che confonde la censura con la contestazione, provoca risposte. Tipico dei fascisti. Ma fortunatamente nessuno le ha risposto. Così si deve fare: non dare loro alcuna importanza. Perché in effetti non ne hanno proprio. Lei poi è di quelle che sono cadute sulla via di Damasco e pertanto più realiste del re. I “redenti” sono i peggiori bacchettoni che ci siano. E comunque non possono proprio insegnarci nulla. Leggetevi su Wikipedia chi sia questa signora, figlia di militanti radicali, a sua volta militante femminista e alfiere delle pratiche di interruzione volontaria della gravidanza. Poi improvvisamente ha cambiato idea: da abortista è diventata una sostenitrice di pro-life. Una pentita?… Ma guarda un po’…

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Ma vediamo come hanno inzuppato il loro pane in questa minestra insipida gli altri ministri. Naturalmente la Meloni è saltata subito sul carro dei martiri: è la cosa che sa fare meglio, a parte il corredo di faccette e di mossette penose… dunque la nostra “chiamatemi Giorgia”, sui social (ma và?!) ha caricato un post: “Lo spettacolo andato in scena questa mattina agli Stati Generali della Natalità è ignobile. Ancora una volta è stato impedito ad un ministro della Repubblica di intervenire e di esprimere le proprie idee. Responsabile un gruppo di contestatori che si riempiono la bocca delle parole libertà, rispetto e autodeterminazione delle donne, ma poi amano la censura e impediscono ad una donna di parlare perché non ne condividono le idee". E si rivolge a "tutte le forze politiche”: “Abbiano il coraggio di esprimere solidarietà al ministro Roccella e di condannare, senza se e senza ma, i fatti di oggi. È ora di dire basta". Ma basta a chi, a cosa??

Anche Ignazio La Russa ha espresso vicinanza: “Il diritto di esprimere la propria opinione è uno dei pilastri della nostra Repubblica e non potrà mai essere messo in dubbio da un gruppo di facinorosi che si arrogano la facoltà di stabilire chi può parlare e chi no”, ha scritto il presidente del Senato su Facebook (pure lui. Ormai questo governo comunica solo sui social).

Oooh, ma è davvero un miracolo che questi due sappiano che esiste un articolo della Costituzione, l’articolo 21, che tutela la libertà di espressione, di parola e di informazione, ma lo sanno solo quando e come gli fa comodo: quando serve per loro, ma non per gli altri. Sono campioni di giramento di frittate e infatti hanno cercato di stravolgere a loro favore perfino le parole di Mattarella, che – come garante dei principi democratici e costituzionali – non poteva esimersi dall’ ammonire e ricordare che la libertà di espressione e di parola è sacra e va rispettata. Ma credete che abbiano capito che l’ammonimento del Presidente valeva anche per loro, soprattutto per loro che gestiscono il potere in modo tanto autoritario e repressivo? Ovviamente no… e chissà per quanto continueranno a gonfiare un fatto così privo di interesse, così scialbo e insignificante per potersi nascondere dietro, anche e soprattutto per celare tutto quello che fanno, ma soprattutto non fanno per i cittadini.

 La scrittrice Chiara Valerio  ha detto: “Dissentire si deve se chi ha il diritto e il dovere – perché governa – di immaginare un futuro per i cittadini e le cittadine, immagina un futuro che non contempla, legalmente, scelte diverse da quelle di chi è al governo. I liberi cittadini hanno la possibilità di protestare, ma chi sta al governo può legiferare.” Hanno sempre loro dunque il coltello dalla parte del manico, c’è una sproporzione di potere e di peso politico.

Eeeeh, la democrazia non è un concetto semplice per chi è politicamente ottuso e autoreferenziale. Già, la democrazia è un esercizio difficile e non è per tutti.

 

Barbara Fois

 

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