La legge del Taglione .. ovvero facciamo un po’ di marketing

di Corrado Fois - Liberacittadinanza - 13/07/2020
In un tempo di tagli, ci attaccano con le forbici. Sanno che siamo di carta (Hasier Aguirre. Aforista Basco) - Un principio inaccettabile..: è il mercato che vota, decide, governa le nostre vite ( Stefano Rodotà )

La prima legge del mercato insegna che ogni meccanismo di scambio – domanda/ offerta- è basato sul principio di necessità. La moderna sociologia ci insegna che il principio di necessità è variabile ed influenzato dall’evolvere del costume e dei modi e dei miti che la società stessa produce o comunque accetta. La politica anti ideologica corrente , ovunque influenzata dalla ricerca del consenso a breve e quindi superficiale, vive di rapporti mercantili infatti la chiamano : offerta politica . Verrebbe da chiedersi a quale domanda risponda . Il taglio dei Parlamentari in questo quadro è una pura azione di marketing partitico. Nociva. Inutile. Complice.

Provo a riflettere per capire come nasce ed a chi giovi.

Parto da una osservazione banale. La Casaleggio e C. nasce come impresa di comunicazione ed è inzuppata di logica mercantile, peraltro in chiave moderna da era social . Al tempo in cui la Grillo e Casaleggio si affermava come soggetto parapolitico , la modalità di comunicazione più in voga ( e peraltro di successo ) era il guerrilla marketing , su google si trovano tutte le spiegazioni sul perché della definizione e sulle sue tecniche. La base di questa prassi è che si debba individuare un tema di pubblica attenzione ed utilizzarlo in modo scatenante, tale da attrarre l’attenzione e costruire una sorta di effetto eco, garantendo un rimbalzo del messaggio quasi senza costi. Cito come esempio la famosa foto di Toscani sul malato di Aids che portò praticamente gratis il nome Benetton in tutti i media mondiali. La scelta della prima comunicazione del M5S e delle sua azienda leader fu infatti similmente deflagrante. Venne pensata per esplodere rumorosamente e poi rimbalzare in tutti i media. Piazzata in quell’enorme stanza vuota che sono i siti/face book/twitter rimbombò, ed intercettata dai media tradizionali , che raggiungono anche la massa tagliata fuori da internet, diventò virale e pervasiva.

Il vaffanculo di Beppe Grillo vale – come azione pubblicitaria- il didietro della Hutzinger nel celebrato poster chi mi ama mi segua dei Jesus jeans ( in un paese musulmano valeva la pena capitale!) esplosa un decennio prima, al tempo dei cartelloni stradali. Stesso è il livello morale. Stesso il posizionamento sociale : giovani più o meno disagiati, borghesia più o meno acculturata. Era una scelta necessaria per farsi notare ? No. Podemos negli stessi anni si è posizionata radicandosi con lenta e faticosa crescita, operando nella complessità sociale. Fu solo una scorciatoia mercantile pensata da teste di markettari e da un brillante astuto attore. Botta, eco = notorietà. Con il minimo sforzo Casaleggio e Grillo hanno scalato velocemente ogni graduatoria auditel, piombando nei salotti di tutti ad ora di cena.

In questo modo, con una chiacchiera da bar dello sport, si è posizionato un movimento che è stato poi capace di raccattare più di un terzo dell’elettorato. E non si dica che M5S ha intercettato bene il dissenso popolare, perché questa prassi è la più facile del mondo se hai mezzi ed un minimo di competenza di marketing. Si tratta di capire cosa sta nel mal di pancia o nei desideri occulti dei passanti e pubblicizzarlo col messaggio più esplicito ed eclatante possibile. Colpirà efficacemente chi ha il più basso livello di scolarità, e quindi di interpretazione autonoma. Conquisterà le grandi periferie e la provincia rurale. E’ un meccanismo collaudato, che abbiamo visto funzionare per i fautori della Brexit ed anche per Trump .

Piazzata a suo tempo qualche decina di ragazzi sulle tastiere ( pagati naturalmente a gettone.. ) fu facile scoprire per la Casaleggio e C. cosa stava sulle balle all’italiano medio. Dopo le tasse ed il vicino di casa era la politica l’oggetto di odio . Per intercettarla al meglio l’impresa di marketing ha costruito una equazione semplificativa .. politica = Parlamento. Infatti a forza di rumorose banalizzazioni ( casta / partitocrazia / costano troppo ) Montecitorio era , nell’immaginario collettivo, già passato da contenitore di idee e confronti all’ Hotel che ospita la cricca corrotta dei nemici del popolo. Fu dunque facile stabilire bersaglio e modalità. Venne formata una specie di linea di condotta per menti semplici, manovrate però da teste fine e furbe, perfettamente intrise di capitalismo alla stregua dei Zuckemberg ed affini. L’obiettivo era di manipolare il consenso e produrre profitto senza generare alcun processo produttivo. Poca spesa, molta resa. A meno che qualcuno non creda ancora all’innocente indignazione dell’attore e del pubblicitario, ed allora fa bene a pensare che sono un imbecille e straparlo.

Non fu comunque un’impresa difficile farsi ascoltare, dato che i primi complici erano proprio i nostri partiti ormai moralmente dissestati. Personalmente considero la nostra classe dirigente tra le peggiori del Globo, ma non estendo questo giudizio - legato a come i politici vengano scelti dai partiti, formati e proposti agli elettori - al Parlamento . Per me era e resta un luogo caro alla Repubblica, considero il ridurne ruolo ed importanze assai pericoloso..

Per Casaleggio e c. è stato invece il simbolo utile per cavalcare l’ avversione collettiva - ben coltivata da molti e per vari obiettivi- ed usarla allo scopo di diventare famosi . L’obiettivo di attrarre clienti sulle proprie piattaforme , posizionate in alto nella scala dei like ( vabbè… ) è stato brillantemente raggiunto.

Se la guardiamo con il facile senno del poi si colgono tutti i passaggi del sistema. La proposta politica del M5S non è stata minimamente elaborata , infatti non esiste, perché essa era di fatto ininfluente rispetto all’obiettivo. Si è lavorato invece sull’ offerta , tipicamente da impresa commerciale quindi sugli slogan , crescenti per virulenza e volti alla più becera e facile prassi italica dello sputtanamento. Mandateci la dentro e noi lo apriremo come una scatola di sardine .. immagine forte quanto inutile e bugiarda. Il Parlamento, astrattamente rispettato dai bravi Cinquini formati alla doppia comunicazione, veniva di fatto svillaneggiato ad ogni passo generando consenso tanto crescente quanto dileggiava l’immagine Repubblicana, la Democrazia.

Tuttavia il gioco si complica. Per fortuna oltre alla leggi del mercato esistono quelle di Murphy ( se una cosa può andare male , lo farà ) Appena arrivano al governo la faciloneria del M5S si manifesta agli occhi di tutti noi. Vistosa sia nell’imbarazzante gestione Toninelli del ministero affidato, che nella malaccorta applicazione del reddito di cittadinanza ( buttato lo slogan si sono totalmente disinteressati del processo operativo ..tipico! ) e nelle varie altre chiacchiere che contraddistinguono la prassi di questo partito. Così oggi in piena crisi di consensi ( facile far pernacchie, difficile è pensare ) ritorna centrale il taglio dei Parlamentari, idea assolutamente idiota che sta all’efficienza repubblicana come i cavoli a merenda. Specie dopo la restaurazione dei vitalizi I Cinquini strillano al complotto partitocratico ed insistono fortemente perché oggi il punto è diventato critico. Devono sopravvivere e ci provano accaparrando voti dove capita, buttando parole al vento , non avendo palesemente niente altro da proporre.

Non sorprende comunque il consenso che evoca questo tema perché buona parte del sistema gestionale vigente va riformato e dimensionato correttamente. Ma non così! Un metodo semplice sarebbe stato: definire bene il ruolo del Parlamento come luogo di rappresentanza della Comunità e da questo definire il compito dei parlamentari. Porre una barriera precisa al processo di selezione definendo- ad esempio - che il Candidato vada scelto sulla base di parametri precisi sia di esperienza che di condotta ( come in Francia od in UK ) che debba essere da tempo residente nel luogo dove è proposto, per rappresentare adeguatamente l’Elettorato. Ed agire anche sul fronte dei costi. Il modo esiste ed è assai più semplice: basta applicare una correzione retributiva coerente con la media europea ( dunque inferiore di circa la metà della attuale stipendio in Italia ) Invece di tagliare del 50% il numero dei rappresentanti, riduciamo dello stesso importo la retribuzione. X-Y = Z , nell’impatto sui costi il risultato è identico. Facile da capire anche per i Cinquini.

L’impatto mediatico però sarebbe lontano dalla faciloneria e dalla risonanza conseguente. Quindi inaccettabile per il marketing della Casaleggio e di Grillo che coi banner pubblicitari sul sito hanno campato mica male e senza lo stress della creatività. Quindi eccoci all’imposto taglio lineare dei parlamentari. Incensato, cantato, rimbalzato nei social, trasformato in liturgia, mentre è solo un altro vaffa ..da strillare, un altro didietro da inseguire.

Così, secondo me, nasce questo gran suonar tamburi sul taglio epocale ( sic ) messo in campo dai Cinque Stelle. A chi altro giovi vien poi da sé : a tutti coloro che nella confusione repubblicana prosperano , o che in essa sperano per piazzare qualche nuovo sistema di potere autoreferenziale.

Del resto è l’insieme della comunicazione politica a diventare un impasto di parole al vento usate ambiguamente, seppure con espliciti obiettivi. Cito ad esempio Salvini : ..abbiamo raccolto i valori della sinistra di Berlinguer . Tragicamente ridicolo, ma non stupido . In Francia Le Pen ha incassato i voti della base del vecchio PCF e La Lega da tempo ha incamerato quel che resta delle sezioni periferiche del PCI nell’area industriale lombarda e veneta. Non lo dico io, che sono il signor nessuno, lo dicono gli studiosi di dottrine politiche ed i ricercatori sociali. Questo travaso è inoltre avvenuto nell’era Salvini , quella più bigotta e populista. Qualche domandina bisognerà pur farsela

Nel mio piccolo farò due semplici cose: voterò no a questa porcata del taglio e farò il possibile per convincere chi conosco a fare altrettanto. So che lo faremo in molti, non so se basterà visto come si è congegnata la cosa. Del resto se avessimo partecipato , negli anni, solo alle battaglie dall’esito certo avremmo finito col dar forma al divano ed il poco che si è salvato sarebbe stato irrimediabilmente perduto. Scrive l’umorista Arthur Bloch 1-non puoi vincere 2- non puoi pareggiare 3- non puoi nemmeno abbandonare ( Teorema di Ginzberg , da la Legge di Murphy ) . Atteniamoci alle illuminate righe del grande pensatore.

Di contro mi aspetterei di vedere nel PD un minimo di chiarezza sul tema specifico, e più in generale sentire almeno un contributo strategico teso a migliorare il sistema gestionale vigente, magari con la prassi faticosa dell’analisi , della progettazione, della messa in pratica gestita coerentemente. Ma forse ad oggi è chiedere troppo.

P.S.

Ho sentito dire che Guccini ha votato il PSI, quello di Craxi, che la sua più celebrata canzone era una specie di esercizio di stile e che a discutere con Guevara si sarebbe trovato in totale disaccordo. Gli anni passano per tutti ed alcuni si sfarinano . Si vede che aveva preso il treno per sbaglio .. O più probabilmente, ero io che lo avevo capito male. Sic transit Gloria Gaynor.

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