Siamo a pochi giorni dalla data fissata per il referendum ed è giusto che si contribuisca alle ultime riflessioni con sincerità e trasparenza. Conosco bene la posizione di LC , ho firmato il firmabile e sottoscritto più o meno tutto perché ho sentito il dovere di sostenere quella che con tutte l'orticaria possibile è ancora, anche solo per incidente, la mia parte. Od almeno lo è stata finora.
Nel momento nel quale ho creduto ne avesse bisogno ho firmato, ho sostenuto e nel mio piccolo ho finanziato le posizioni antagoniste che nella fase iniziale parevano soccombenti. Per me la regola politica è sempre stata sostenere la parte avversa al potere.
Ma ora si tratta di votare e di farlo in coscienza. Si tratta di mettere una X su un fatto preciso ed in ultima istanza, anche di determinare il futuro della magistratura e dunque di ogni Cittadino. Qui si tratta, per me, di scegliere la risposta ad un quesito, che vedevo inserito in un quadro di riforma squisitamente tecnica di metodo e che invece e suo malgrado è diventata politica ed etica quindi in una qualche misura dirimente.
Perciò lo dico subito e con chiarezza: siccome la mia scelta sarebbe il SI io ho deciso che non voterò. Intendo spiegarmi, con la maggiore evidenza possibile.
Io sono per la separazione delle carriere perché ritengo pericoloso e irragionevole che l'inquirente e la difesa non siano perfettamente equidistanti dal giudicante. Non in astratto, sia chiaro, ma esattamente nel perimetro del mio Paese con tutte le sue ben note usanze.
Non mi piace la italica tendenza ai mescolamenti, detesto immaginare che chi accusa abbia anche solo periferiche affinità con chi giudica. Se mi si chiede la mia opinione su questo punto io dico separare è meglio che mischiare. E non mi frega niente della Cartabia o degli esigui numeri dei trasmigranti. Non ci deve essere né vicinanza né potenziale coabitazione. Già mi fido poco delle leggi italiane, troppe e sempre contraddittorie, e dei magistrati, figurati immaginarli più o meno nella stessa carriera. Ma per carità!
Voterei sì perché il CSM si è rivelato nel tempo l'ennesima marazza italica. Certo vederlo così imbottito di Palamara e accoliti, non era nelle idee dei Costituenti. Un organismo di potere e di casta pronto a piazzare parenti e amici degli amici. Cari Cittadini vedo che si dimentica che il CSM mise a Palermo dopo la scomparsa dello straordinario Capponetto un tipo come Antonino Meli, burocrate modesto, ed opaco preferendolo a Giovanni Falcone. E non lo dico io, ma Paolo Borsellino in una delle sue ultime conferenze. La si trova agevolmente su you tube. Solo per questo sconsiderato posizionamento in piena guerra di mafia andrebbe abolito il CSM senza considerare le altre infinite meline che ha messo in campo prima e dopo.
Che poi la soluzione sia un grottesco sorteggiare poco mi importa. E già una colpa per me che quel carrozzone parapolitico pubblico, governato da una associazione privata come l'ANM , sopravviva. Per giudicare i comportamenti dei magistrati basterebbero altri magistrati in un processo ordinario e per metterli in posizione sarebbe perfetto un sistema di valutazione oggettiva e fattuale su operato e merito. Tutto il resto è la solita tendenza italica alla superfettazione, alla manfrina ed al familismo amorale come insegnano la sorella ed il cognato della Meloni, la moglie di Franceschini ed il figlio di De Luca.
Non posso votare NO perché non c'è un solo argomento concretamente avverso e realmente connesso alla riforma. È tutto un processo alle intenzioni. Se vincono qui e ora chissà cosa faranno lì e dopo. Ma è questo un argomento legato al quesito referendario? È questo trattare un tema in modo laico e fattuale? Ed ancora, nella propaganda del NO si è persa del tutto la bussola della sobrietà repubblicana tra le sparate di un irriconoscibile Gratteri e le giaculatorie dei protettori della Costituzione che peraltro han taciuto quando a violare il Testo fu il PD.
Non posso votare NO perché il vittimismo mi irrita, l'evocare mostri e complotti mi insospettisce ed infine perché chi oggi chiede il NO aveva in passato sventolato la separazione delle carriere. Come ha ricordato il compagno Pisapia che voterà SI ed il compagno Augusto Barbera presidente emerito della Corte Costituzionale che voterà SI. Parliamo di gente onesta e limpida e dal passato di grande competenza e di militanza nella vera sinistra storica, che francamente rimpiango con tutto il cuore guardando a questa succursale dei boy scout guidata dalla innocua Schlein e dall' evanescente Conte.
Questa accolita sgangherata di mezze figure che chiamiamo politica italiana ha trasformato un referendum in una sorta di succursale dell'elezione politica.
Le elezioni contro questo governo di reazionari inetti si terranno tra un anno, e lì che ci si deve battere con forza e programmi chiari.
Ma questa opposizione non ha né l'una né gli altri e dunque si è gettata anima e corpo in perfetta malafede in questo referendum nella speranza di trovare almeno un tema di reale differenza, assunto che in politica interna non ci sono idee ed in quella estera i liberaldemocratici del PD sono proni agli USA ed alla UE della Von der Layen esattamente come la destra bigotta e sovranista.
Con questo pasticcio purtroppo devo fare i conti.
Perciò se votassi secondo convinzione è vincesse il SÌ darei un tema per gongolare ad una destra che ritengo la peggiore compagine di governo vista dai tempi di Tambroni.
E per contro se votassi NO e vincesse regalerei una festa immeritata alla sedicente opposizione che mescola atteggiamenti guerrafondai, in piena violazione dell’articolo 11 della Costituzione, con l’assoluta indifferenza verso i reali problemi della società.
Perciò non voterò. Perciò rinuncerò ad un diritto che mio Padre, mia Madre la mia famiglia mi ha regalato combattendo in montagna contro i fascisti. Perciò mancherò ad un Referendum. Cosa che non ho fatto mai.
Non posso portare la mia storia umana e la mia passione di Cittadino in questo evento democratico che una cricca di inetti ipocriti bipartisan ha trasformato in un guazzabuglio di opaca retorica.
Per questo schifo totale che è diventata la politica nella mia povera Patria dovrò rinunciare al diritto di esprimere la mia scelta con un voto. Perché dovunque lo posizionassi tradirebbe il mio personale e politico convincimento. .
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.


