“Mani pulite “ ? Certo che si. Ma anche occhiali puliti

di Rosario Patanè - Liberacittadinanza.it - 23/02/2022
Credo che un vero “uomo di Sinistra” debba sempre fare i conti con i fondamenti della critica storica e della sua profonda riflessione interiore

Pancho Pardi ha fatto un ottimo report dell’evento storico “ Mani Pulite” ,evento peraltro vissuto con un misto di euforia e di angoscia da parte mia e di una generazione comune anno più anno meno, quando correvo ad accendere la radio al momento del primo caffè prima di andare al lavoro. Il resonto è tutto bello e preciso epperò ha alcune lacune ben individuabili che mi portano alla fine a dissentirne dalle conclusioni e dalla parte più cogente della disamina. Infatti, verso la fine ci si butta a volo d’angelo sull’art.111Cost. e sulla parte più controversa sul piano processuale della prescrizione e “riforma Cartabia”, senza però che venga portata alcuna motivazione esplicativa del sottostante pensiero e le connessioni giuridico intellettuali che lo causano, se non in forma meramente dichiarativa e apodittica.

Sembrerebbe che il vero scopo dell’articolo fosse questo, e non già un esame disincantato di quella stagione drammatica.

Per parte mia, nella piena consapevolezza di essere non solo “ un costituzionalista di strada” ma ancor di più un “ giurista di ..vicolo “

credo che un vero “uomo di Sinistra” debba sempre fare i conti con i fondamenti della critica storica e della sua profonda riflessione interiore. Orbene, da quella stagione, se non guardata solo dalla ristrettezza della lente “politica com’è è stata fatta nell’articolo di Pardi, ne derivano anche profonde criticità solo accennate o “mostrate” : la carcerazione preventiva smisurata e il continuo rinvio dei processi quasi sempre utilizzati all’acquisizione delle confessioni e non allo spirito e alla lettera della Costituzione che la delinea con termini e requisiti assai precisi; le diseguaglianze evidenti in molti processi “esemplari” del diritto di pari dinamica del processo; le molte assoluzioni in percentuale del totale delle accuse – fattispecie quest’ultima che si sta riproponendo adesso con una sempre maggiore stupefacente sequenza di ribaltamenti totali in sede di appello – non ponendosi mai la domanda se fosse giusto o meno permanere in questa procedura processuale. Di tutto ciò si è dato colpa alla famigerata “ prescrizione “ di cui tantissimi super potenti sono stati capaci approfittare con loro potere oggettivo e della risaputa inaccettabile struttura giudiziaria.E qui si assesta un colpo alla riforma recente dell’art.111 ( che poi sarebbe meglio definire “ (aggiunta” ) nominando il principio del “ giusto processo” come soffocatore mortale ( ricordo che è una norma costituzionale..) quando invece è un alto principio liberale ,quasi del “ buon padre di famiglia “,che tutti sentono dentro di se, oltre ad essere un caposaldo della civiltà giuridica. E’ bene richiamarne alcuni punti fondamentali : “contraddittorio nel momento di formazione della prova ( anche per la preoccupazione ahimè dimostratasi spesso fondata) del fatto che intorno a «elementi di prova», raccolti senza contraddittorio, l’accusato potrebbe soltanto esercitare una critica del testo e non un vero controesame della fonte; il diritto al contraddittorio fra le parti; il diritto alla parità tra accusa e difesa nella procedura davanti a un giudice indipendente e imparziale; costituzionalizzazione delle garanzie processuali già contenute nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. E poi, un’esigenza ormai improcrastinabile della piena attuazione del principio della ragionevole durata del processo, che deve essere garantita dalla legge. Tale principio è già sancito dall'art. 6 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo e dall'art.46 comma 2 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Le vicende che hanno condotto all’approvazione della riforma ( aggiunzione..) dell’art. 111 Cost. mostrano chiaramente che uno dei principali obiettivi consapevolmente perseguito dal legislatore costituzionale era quello di dare forma esplicita, nel testo della Costituzione, ad alcune regole e principî già vigenti nell’ordinamento in virtù delle leggi di esecuzione delle convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo e in virtù di disposizioni costituzionali già presenti nella Carta del 1948

Fondamentale in tal senso è la motivazione, che rende noto il ragionamento logico e giuridico che ha guidato il giudice verso la decisione adottata,conquista fondamentale per le parti del processo e, in special modo, per quella soccombente che, presa visione della motivazione, può scegliere se sottoporre la decisione all'esame di un giudice superiore. In quanto,poi, istituto proprio del diritto sostanziale ( già operante in primo grado ) e non meramente processuale alla prescrizione si applicano tutte le garanzie proprie del diritto penale, quali il principio di legalità e il divieto di applicazione retroattiva della modifica normativa sfavorevole al reo.

In merito alla “improcedibilità” , particolare situazione processuale per cui, una volta instaurato il giudizio, questo non può più proseguire o concludersi con una sentenza di merito.. l'impedimento alla prosecuzione può essere provvisorio o definitivo ( Bracardi ) nella riforma “Cartabia”,nella quale peraltro convengo anch’io di alcune importanti fragilità costituzionali ci sono anche parti molto innovative e altamente civili come la condizione carceraria,la carcerazione preventiva,la preminenza della Giustizia riparativa ..) Non mi sento di addentrarmi più oltre perché le mia capacità di comprensione e studio si arenano ineludibilmente di fronte all’estrema complessità . Ma sento l’obbligo ,da quasi nessuno evidenziato,di tenere bene a mente che non è detto che l’imputato sia il colpevole e che l’esigenza di avere e fare giustizia è propria di ambedue le parti e che , quanto a garanzie ,il punto 5 del nuovo art.344bis del codice p.p. “ “Contro l’ordinanza che dispone la proroga del termine previsto dal comma 1, l’imputato e il suo difensore possono proporre ricorso per cassazione, a pena di inammissibilità, entro cinque giorni dalla lettura dell’ordinanza o, in mancanza, dalla sua notificazione. Il ricorso non ha effetto sospensivo. La Corte di cassazione decide entro trenta giorni dalla ricezione degli atti osservando le forme previste dall’articolo 611. Quando la Corte di cassazione rigetta o dichiara inammissibile il ricorso, la questione non può essere riproposta con l’impugnazione della sentenza e il punto 7: “La declaratoria di improcedibilità non ha luogo quando l’imputato chiede la prosecuzione del processo.” e infine il punto 9 : “Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei procedimenti per i delitti puniti con l’ergastolo, anche come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti “

In conclusione .In tanti ,troppi anni abbiamo posto esclusiva attenzione, o ne abbiamo dato la chiara impressione, che la Giustia riguardasse solo i grandi casi di corruzione o i grandi corruttori celati nella politica e ci siamo dimenticati che la prescrizione in quanto tale non è solo l’istituto giuridico a garanzia dell’”interesse” dello stato a perseguire un reato particolarmente grave o che altrimenti perderebbe la sua “ attualità”,ma è anche un antico antidoto di altissimo valore storico sociale e giuridico contro la soggiacenza senza fine del cittadino al Potere in mancanza di una garanzia , congrua e adeguata che non sarà posto sotto accusa smodatamente o per sempre , quando lo Stato non sarà stato capace di osservare l’obbligazione dell’onere della prova. E che,in ultima analisi ,permanendo senza fine o lunghissima, danneggia anche chi reo non è o ,peggio ,è parte lesa che non vedrebbe riconoscersi il suo sacrosanto diritto .

Assieme ai casi drammatici di suicidi eccellenti, c’è tutto un mondo di miglia di persone che in questi anni e ancor oggi sopportando l’indegno istituto della carcerazione preventiva “in attesa di giudizio” ,i rinvii senza fine ..che privano il cittadino della propria dignità di “ innocenza” fino a sentenza passata in giudicato , senza che venga assicurato il processo e la sua accezione costituzionale della “ ragionevole durata” e anelano acchè sia posta una norma di certezza del diritto ad essere giudicati nel minor tempo possibile. La loro sofferenza non è certo inferiore a quella dei nostri ideali e delle nostre convinzioni politiche o, peggio ancora,del nostro stato di uomini liberi .

Di cosa parliamo,allora ? Sarebbe “ giusto” un “ingiusto processo“ ? Sarebbe sbagliato il disposto costituzionale della “ragionevole durata” ,sol perché favorirebbe un uomo solo o un’oligarchia contro un intera cittadinanza ? Per tenere in carcere o riuscire a provare che un “ berlusconi” è reo, si può dunque sacrificare una moltitudine di Uomini e di piccole ma Eguali esistenze ? Si può indossare la facies dello “ stato etico” come una Germania dell’Est o Unione sovietica staliniana ?

Si lotti invece asperrimamente contro le insufficienze dello Stato !

Io credo infine che stia venendo inesorabilmente meno il nostro spirito critico “ liberale “ e con esso il permanere in uno stato oltremodo conservatore con un “vestito” movimentista o di una “sinistra al quadrato ” che non riesce a vedere più non solo se stessa,ma neanche l’evolversi dei tempi e soprattutto ed avere il coraggio di guardare fino in fondo a quel che ci siamo lasciati dietro le spalle e trarne le dovute necessità di ammenda .Di ritardo culturale ,in primis, di innovazione e di cambiamento radicale. Di Comprensione della nuova esistenza sociale .

Tutti i grandi valori,i sogni,le aspirazioni che erano alla base dei nostri giorni migliori sono state disattese,disilluse,vanificate e,talvolta anche tradite. E adesso si invoca salvaguardia e guarrentigia per quel “Parlamento” che ha preferito esser un morto che cammina giustificandola con l’inaccettabile motivazione che “ non ha potuto” ,dovendo affrontare un Caudillo oppressore e prevaricatore del tutto immaginario ,che però fa comodo alle nostre grandissime inadempienze e al “suicidio doloso “ di partiti e e indegni rappresentanti sedicenti del Popolo-

Cordialmente .

Rosario Patanè

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