IDEE PER ROMA 2/2

di Maurizio Colace - 25/09/2021
Tutti sanno che una cosa è impossibile da fare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza. A. Einstein

Come seconda idea per Roma suggeriamo di riesumare un progetto importante che affrontava uno dei problemi più gravi della nostra città, quello della gestione dei rifiuti.

Come vediamo tutti i giorni, Roma è ridotta ad una discarica a cielo aperto: è innegabile, è un dato oggettivo, la città è immersa e sommersa dai rifiuti, con il conseguente arrivo di cinghiali, gabbiani e topi che vi banchettano.

“Cosa fare con i rifiuti” è giustamente uno dei temi di confronto e scontro nel dibattito elettorale in corso: termovalorizzatori SI, termovalorizzatori NO, impianti di compostaggio aerobici o anaerobici, e le discariche? Servono o non servono?

La grande accusata in tutto questo è stata ed è l’AMA che forse ha meno colpe di quante gliene attribuiscano: ai tempi di Malagrotta era un’azienda di trasporti locale, portava i rifiuti dalle nostre case a Casalotti e, dopo la chiusura della più grande discarica europea, si è trasformata in un broker internazionale che smistava “monnezza” in Italia e all’estero.

Nessuno l’ha mai messa in grado di avere quegli impianti indispensabili a diventare una grande azienda di trattamento dei rifiuti nell’ottica dell’Economia Circolare. Chi non ricorda le accuse incrociate che si sono scambiati per 5 anni Comune e Regione su chi dovesse indicare i terreni sui quali costruire gli impianti necessari?

E, in questa atmosfera persecutoria e di scarico di responsabilità, nessuno si è fatto vere domande sul perché il Comune volesse imporre all’A.D. dell’AMA, Bagnacani, di presentare un bilancio in rosso e sul perché, di fronte al suo rifiuto, tutto il CdA dell’AMA venisse licenziato per “giusta causa”.

Molti avranno apprezzato che finalmente qualche testa cadesse e quasi nessuno si è accorto che con quella defenestrazione veniva buttato nel cestino un progetto di oltre 200 pagine, con grafici, tabelle e cronoprogrammi, che disegnava un’AMA, azienda PUBBLICA, che in cinque anni sarebbe stata proiettata nel futuro, ai vertici operativi del settore, con impiego di tecnologia italiana.

E a maggior ragione nessuno ha saputo che quel progetto era stato valutato positivamente ed approvato da Importanti Istituti di Revisione di livello internazionale.

Ora l’idea che suggeriamo è di recuperare quel progetto e di metterlo nelle mani di esperti che possano valutarlo.

Al seguente link potete trovare un file .pdf con una ricostruzione di questa vicenda. Leggetelo!

 

https://drive.google.com/file/d/1LLE1EJ4jJEUlLHXVjboEi2c1Xckrhiia/view?usp=sharing

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