Colpi di coda

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 08/12/2012
Il cavaliere manovra per staccare la spina al governo Monti. Spera forse di recuperare voti in un paese ormai disperato

L’egoista per antonomasia tenta un ultimo colpo di coda, mentre il suo partito si contorce nella rete del dubbio e della inettitudine. Ci risiamo. Ormai ha inserito la sirena da ambulanza del “ghe pensi mì” e torna in pista, convinto di poter incantare il suo pubblico per l’ennesima volta con la sua trista tiritera. Si sarà detto stacchiamo la spina al governo Monti e andiamo alle elezioni col “porcellum”, così rivinciamo un’altra volta e possiamo terminare il saccheggio del paese. Non importa se è rimasta poca roba, ormai. Ma come caspita ce lo possiamo scrollare dal groppone?? Ma non se ne può più di questo individuo, che deve sempre prevaricare sugli altri, salirci sopra con le scarpe chiodate pur di salvare sé stesso!! Adesso si vedrà se questo è un paese serio o un Cottolengo di deficienti.

Tutto un paese sotto schiaffo di partiti basiti, incapaci di reagire e di rimandarlo a casa. E lui lì a pontificare sempre con gli stessi vecchi slogans: togliamo l’IMU, tagliamo le tasse, ci inventiamo 1 milione di posti di lavoro, ogni pensione minima la facciamo salire a mille euro… avete un déjà vu? Eh sì, queste cose le ha già dette un sacco di volte e se siamo finiti in questo baratro lo dobbiamo proprio alle sue bugie.

Monti poteva fare di più?Non c’è dubbio! Prima ha pensato a banche e finanza, anche se risanare i conti non era forse più importante di salvare il lavoro e ridare fiato all’economia. Ai pasticci di quella simpaticona della Fornero dobbiamo gli esodati, costretti in un allucinante limbo dal quale sembra nessuno sia capace di togliere e via sbagliando. Non c’è dubbio che tutti insieme questi professoroni super decorati e medagliati potevano fare meglio. O forse noi ci aspettavamo un miracolo, che onestamente non era possibile. Ma questo non giustifica un ritorno indietro! Sarebbe davvero una avventura folle che ci porterebbe fuori dall’Europa e dal mondo, in una crisi economica senza rimedio.

Il paese sotto il cavaliere ha subito un tracollo, un terremoto del quale non si è accorto, perché gli veniva raccontato che quel sommovimento era dovuto al fatto che stavamo su una giostra a divertirci, ma adesso che siamo scesi dalla ruota panoramica di menzogne e di inganni, ci accorgiamo che eravamo non in un parco giochi ma in una discarica. Adesso siamo sotto le scosse di assestamento di quel terremoto e siamo dolorosamente consapevoli dello stato miserabile in cui siamo sprofondati, ma tutto questo lo dobbiamo a lui, solo a lui e alla sua corte di vampiri assetati, non certo a Monti e ai suoi poco fantasiosi professori.

E però adesso come sempre il cavaliere è pronto a fare il salto della quaglia, il rigiro della frittata, il colpo di coda del pesce in secca. E noi a guardare ancora una volta questo frusto numero da saltimbanchi, fatto da un vecchio e ridipinto imbonitore, che racconta la sua filastrocca ormai senza senso come un vecchio trombone sfiatato.

Mi chiedo che farà Bersani, ma è evidente che il cavaliere non lo teme, visto che è tornato in pista, mentre temeva certamente il rampantismo di Renzi, simile al suo e con forze più fresche, altro che confronto di look più o meno giovani! Ma è proprio per questo che la scelta di Bersani appare la più giusta: perché non è come lui. Speriamo solo che tiri fuori un po’ di unghie e che lo smacchi finalmente questo vecchio giaguaro sdentato.

 

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