CRONACA DI UNO SCIPPO ANNUNCIATO

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 14/02/2014
Giornata densa di avvenimenti: Renzi soffia la poltrona a Letta. Ma riuscirà a farne qualcosa? Mah!

Renzi ha dato una spallata a Letta e ha dato per scontato di potersi sedere sulla poltrona della presidenza del consiglio senza passare sotto nessun vaglio, come se tutto il resto del mondo, il parlamento e i cittadini, fossero solo spettatori del suo personale trionfo.

Abbiamo seguito la diretta della riunione di direzione del PD, il penoso rituale di abbattimento del presidente del consiglio Letta, fucilato dall’ambizione sfrenata, dalla fregola smaniante del rottamatore, per fregargli il posto.

Una storia vergognosa e nauseante che non risolve affatto i problemi del paese, ma certamente quelli del narcisismo delirante di un uomo di dubbia caratura politica.

Davanti a questa uccisione rituale del capo “anziano”, come in qualsiasi tribù dell’età della pietra, si resta basiti per la rozzezza del gesto, per la trivialità grossolana del modo, per la foia di potere, per l’ineleganza del frettoloso liberarsi di una presenza scomoda sul cammino della conquista del potere.  

Eppure solo meno di un mese fa, a fine gennaio, Renzi scriveva su Twitter “Stai sereno Enrico, che non voglio il tuo posto”. Per questo Letta ieri nella sua conferenza stampa gli ha risposto ironicamente che non solo era sereno, ma poteva dare lezioni di zen. Dobbiamo ammettere che l’incolore Enrico Letta, in quest’ultimo guizzo di vita del suo governo ha dimostrato equilibrio e intelligenza politica da vendere: c’è un abisso di classe fra lui e il ruspante capo-scout fiorentino. Una finezza politica che si è palesata anche nel non partecipare al bagno di sangue del direttivo PD, scrivendo una lettera in cui ha spiegato, con garbo e pacatezza, il suo defilarsi col voler lasciare libertà di critica ai suoi compagni di partito, una liberà che la sua presenza avrebbe potuto limitare. In realtà, lo capiamo bene, non voleva fare da capro espiatorio, da bersaglio di un attacco corale e di insulti più o meno velati. Se ne va con signorilità, mantenendo il suo à plomb. Stasera, dopo il voto della direzione PD ha annunciato le sue dimissioni, senza tentare altre strade che avrebbero potuto portare a lacerazioni interne al partito.

Il Renzi, ha cercato invano anche lui di fare il signore e nel suo intervento iniziale non ha fatto che riempire Letta di elogi per il suo lavoro in questi mesi, affermando anche che il progetto “Impegno Italia”, presentato dal presidente del consiglio ieri nella sua conferenza stampa, verrà ripreso e fatto proprio da lui e dal suo governo. Ma se Letta era davvero così bravo, se ha fatto tanto bene e se il suo progetto è così buono, perché se ne deve andare? Non c’è alcuna logica!

E poi c’è un altro dubbio che ci assilla: ma davvero, ci chiediamo, Renzi può decidere per tutti? Ma chi caspita è? Un nuovo Berlusconi, che si fa le leggi come gli pare? E il parlamento e gli altri partiti che dovrebbero fare? Stare a guardare, fare da pubblico plaudente e accodarsi alle scelte del PD di Renzi? Francamente ci sembra di assistere a un film di quart’ordine dalla trama improbabile, scritto da uno sceneggiatore poco informato.

E infatti sia Forza Italia che il M5S pretendono – e giustamente, mi duole dirlo – che la crisi si discuta in parlamento, dove deve decidersi chi deve essere il nuovo presidente del consiglio, non certo nella segreteria di un partito e per volere di una sola persona. L’alternativa potrebbe solo essere un rimpasto, ma allora ci chiediamo: cosa cambierebbe? Solo il presidente del consiglio? E per far gli interessi di chi? Del dentone?

Dunque Renzi con chi farebbe il suo governo, visto che Alfano dal canto suo nega la possibilità di fare un governo col Centro Sinistra? Con SeL? Non bastano i numeri, altrimenti ce l’avrebbe fatta anche Bersani più di un anno fa! Non ci sembra che le cose siano cambiate dall’anno scorso. Anzi, ci pare che SeL sia anche più dubbioso di prima e che la situazione sia ancora più incasinata, ma stavolta tutta a favore del cavaliere, anche grazie a Renzi. Qui se non si fa la nuova legge elettorale sono dolori, perché la gente si sta proprio stufando, per non dire della base del PD, che sta commentando su Twitter e sui vari forum del web, questa staffetta Letta - Renzi molto pesantemente.

Ma poi il Renzi vuole questo posto per fare che? Perché mica s’è capito, a parte la gratificazione personale, certo. Ma quali sarebbero i contenuti, gli indirizzi, gli obiettivi, il programma insomma di questo nuovo governo? Ha ragione Crozza ( che Dio ce lo conservi!) quando gli rifà il verso, impapocchiando risposte altisonanti ma senza senso sul “governo del fare” che poi in che caspita dovrebbe concretizzarsi resta sempre un mistero …

Qualcuno ha scritto sul web, a mo’ di commento della giornata “A Matte’ e mo’ facce ride!” … ci sarà davvero da ridere? Anche su questo abbiamo dei dubbi…

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