Europa addio

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 25/06/2016
Il risultato del referendum in Inghilterra ha portato la GB fuori dall’Europa. Le prime reazioni sono molto preoccupanti, ma cosa dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo?

Eravamo andati a letto che vinceva il referendum inglese la fazione pro-europa e ci siamo svegliati che invece aveva perso. Che caspita era successo durante la notte?? Il fatto è che lo spoglio dei voti è stato ineguale sul territorio: le grandi città come Londra sono tutte europeiste, mentre le periferie e le campagne hanno votato contro l’Europa.

Ormai l’Inghilterra ha smesso da tempo di essere un paese industriale: le fabbriche hanno chiuso, gli operai sono a spasso e la fonte delle entrate inglesi si basa  solo sulle operazioni finanziarie, sulle Borse, su contrattazioni economiche molto sofisticate, qualcosa cioè che la gente difficilmente capisce. Così contadini e disoccupati hanno votato per qualcosa che non esiste più: un’Inghilterra che non tornerà mai com’era e che per riavere non basterà certo uscire dall’Europa. Anzi, già da queste poche ore la gran parte degli inglesi si è resa conto delle implicazioni catastrofiche di questa scelta: la sterlina è crollata a livelli minimi sul dollaro - mai visti dal 1985 - e la stessa unità della Gran Bretagna è messa in dubbio sia dalla Scozia, che vuol restare europea, sia dall’Irlanda che l’uscita dall’Europa spaccherebbe nuovamente in due, alzando di nuovo barriere politiche e doganali fra Eire e Ulster. Quindi sia la Scozia che l’Irlanda pretendono di fare dei referendum la prima per staccarsi definitivamente dall’Inghilterra e la seconda per riunificarsi, finalmente, ed entrambe sotto la bandiera blu dell’UE.

Un altro colpo mortale lo ha sferrato lo stesso primo ministro Cameron, che si è dimesso, spiegando che lui – europeista convinto – non  può essere il primo ministro, cioè la guida, di questa nuova realtà politica. Le elezioni saranno in autunno. Ma la domanda è: chi guiderà poi l’Inghilterra? Un fascista xenofobo, come il leader dell'Ukip Nigel Farage?

Intanto tutti quelli come lui, tutti gli ottusi, ignoranti, beceri, guerrafondai che pullulano oggi in Europa e nel mondo inneggiano alla vittoria della Brexit e all’uscita in massa dall’UE . Già oggi la Le Pen e Salvini chiedono un referendum anche per la Francia e per l’Italia e l’uscita dalla UE. E così si congratula anche quel ridicolo, gigantesco “riporto” umano di Trump.

Ma dove hanno il cervello?? E’ vero, la UE ha mille cose che non funzionano, ma possono essere modificate e migliorate. Per usare un proverbio inglese: non dobbiamo buttare il bambino con l’acqua del bagno!

Gli inglesi dal canto loro sembrano essersi accorti di essere caduti in un tranello subdolo e stolto, tanto che  L’Indipendent pubblica oggi la richiesta di oltre centomila cittadini britannici ( il sito si è intasato per la quantità di firme che via via si aggiungono) che chiedono la revisione del referendum e l’indizione di un altro, sostenendo che la percentuale dei voti deve essere più alta, così come la percentuale dei partecipanti al voto: una minoranza non può insomma decidere per tutti. Ma conoscendo l’arroganza e l’orgoglio inglesi dubitiamo che la cosa si realizzi.

E così staremo a guardare una catena di effetti domino che distruggeranno sia l’Europa che la GB… Dovremo rifare i passaporti? Le nostre esportazioni saranno penalizzate da dazi doganali altissimi? I nostri ragazzi che studiano e lavorano in Inghilterra verranno rimandati a casa? Sembra un incubo, si sente puzza di guerra, voglia di scontri e di violenza e davvero non si riesce a capire cosa possa far felici gli idioti che festeggiano la fine di un bel sogno di pace e di unità.

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