Quella su Facebook nel caso CasaPound è una sentenza (in)giusta

di Antonio Caputo - huffingtonpost.it - 13/12/2019
La tolleranza illimitata porta inevitabilmente alla scomparsa della tolleranza

Lascia sgomenti che un giudice della Repubblica soggetto alla legge abbia ritenuto, sia pure in via provvisoria in quanto il procedimento è in corso, di condannare Facebook che aveva oscurato la pagina di CasaPound, in quanto incompatibile con le regole poste dal network a base dell’iscrizione a Facebook e ovviamente vincolanti per chi decida di iscriversi a ovviamente insindacabile giudizio dei proprietari e gestori del network, a riattivarla. 

Sino a prova contraria a casa mia (casa di Facebook) faccio entrare chi voglio e non devo rendertene conto. Per tale profilo il provvedimento definito come cautelare e urgente, laddove urgente non è, appare comunque una forzatura e una prevaricazione sulla libera e insindacabile valutazione degli amministratori di Facebook (questa si libera, non come la pretesa libertà di dare spazio a odio e intolleranza razziale se non anche a fare apologia di fascismo e nazismo anche tramite commenti aggiunti ai post della pagina: preclusa da norme di diverso genere, come le leggi Scelba e Mancino).

Senonché l’ordinanza si spinge anche ad affermare che la riattivazione della pagina si imporrebbe per tutelare la libertà di associazione politica compromessa dall’oscuramento della pagina, in tal modo invadendo clamorosamente il campo della politica e fornendo anche indirettamente giustificazione se non legittimazione a contenuti (ignorati in buona sostanza dal giudice) consistenti secondo l’insindacabile valutazione di Facebook in incitamento continuato  all’odio razziale e in affermazioni apologetiche del regime fascista e del negazionismo. Delegittimando così una politica gestionale del network ampiamente sollecitata da tutti in diversi contesti a partire dal Presidente della Repubblica, al fine di dare una qualche regola democratica alla rete.

Un giudizio “politico” che mal si concilia con una sentenza. Che vogliamo augurarci venga smentito e corretto nel successivo iter processuale se non altro per non dovere in massa abbandonare un social che potrebbe sempre più divenire lo sfogo degli istinti e pulsioni più brutali. Non dimenticando mai che quel che è stato può tornare.

A proposito di istigazione all’odio razziale, apologia del fascismo, negazionismo  odio in genere e “tolleranza” che va negata ai nemici della libertà di tutti e della tolleranza, sempre attuale rimane, con la XII disposizione finale della Costituzione quel che scriveva Popper nel 1945. “La Società aperta e i suoi  nemici”: ”...La tolleranza illimitata porta inevitabilmente alla scomparsa della tolleranza. Se noi rivolgiamo tolleranza illimitata anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo pronti a difendere la società dalle offese devastanti dell’intollerante, il tollerante sarà distrutto, e con lui la tolleranza...”.

Questo articolo parla di:

11 giugno 2020

Il respiro della ribellione

Simona Maggiorelli
2 luglio 2020
archiviato sotto: