Domenica 15 febbraio 2026, piazze come il Duomo di Milano, Piazza Yenne a Cagliari (nella foto), Piazza d’Italia a Roma, Piazza Montecitorio e Legnano hanno ospitato momenti di riflessione dedicati alla Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, recentemente bersaglio di campagne denigratorie da parte di alcuni media. “Gli attacchi contro Francesca Albanese confermano che stiamo affrontando un sistema marcio, che tenta di zittire la verità”, affermano gli organizzatori.
A Cagliari, in particolare, è stata avviata la preparazione di uno striscione specifico e la riproposizione del flash-mob delle maschere bianche, simbolo di una protesta silenziosa e rispettosa. “Chi vuole partecipare deve semplicemente procurarsi una maschera bianca, una bandiera o un cartello e coprirsi il capo per maggiore suggestione”, spiegano gli attivisti. Il presidio si propone di denunciare gli abusi, le mutilazioni e le uccisioni dei civili palestinesi senza ricorrere a chiasso o provocazioni, mantenendo la solennità dell’evento.
Anche a Milano, domenica 15 febbraio, il presidio in Piazza del Duomo ha visto un momento di grande partecipazione e coinvolgimento emotivo. “Carola, una bambina di tre anni, ci ha chiesto perché non cantavamo più ‘Free Palestine’ e ha voluto partecipare al coro”, raccontano gli organizzatori. Così, al termine del presidio quotidiano, i manifestanti si sono schierati davanti al Duomo con lo striscione e hanno urlato insieme: “Free, free Palestine”, facendo arrivare un messaggio di solidarietà fino a Gaza.
Anche a Catania la mobilitazione continua. Giovedì 19 febbraio, presso la Cappella Bonajuto, la “Comunità ebraica di Catania” ha organizzato la conferenza “Le radici legali di Israele”, con la partecipazione dello storico David Elber, noto per negare il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione. In risposta, la rete “Catanesi solidali con il popolo palestinese” ha convocato un presidio in Piazza Cutelli alle 18, definendo l’iniziativa “una provocazione verso la città che negli ultimi due anni ha visto grandi manifestazioni a sostegno della causa palestinese e contro il genocidio ancora in corso”.
Gli attivisti invitano tutti a partecipare per ribadire “la solidarietà al popolo palestinese, contestare il DDL che equipara antisionismo ad antisemitismo e sostenere Francesca Albanese, le cui dichiarazioni sono state manipolate”. Il presidio intende anche difendere il diritto alla libertà di espressione, come nel caso di Ali Mohamed Hassan, dipendente di uno store ufficiale delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, licenziato per aver pronunciato “Free Palestine”.
“Il paese reale, quello vissuto dai cittadini e non quello raccontato dai media o dal governo, è con il popolo palestinese”, commentano gli organizzatori. “Chiediamo a gran voce la fine del genocidio, lo stop dell’invio di armi e il riconoscimento dello Stato della Palestina. Senza questi passi minimi, non potrà esserci mai una pace vera in Medio Oriente”.
Laura Tussi


