Il Parlamento faccia ritirare la previsione del DDL sull’Autonomia Differenziata prevista nel DEF 2021!

di Comitati Per il ritiro di ogni autonomia differenziata, per l’Unità della Repubblica e l’Uguaglianza dei diritti - 23/04/2021
COMUNICATO STAMPA

Il governo Draghi con il Documento di Economia e Finanza 2021 ha deciso di confermare, tra i disegni di legge collegati al Bilancio,  il DDL “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata di cui all’art.116, 3° comma, Cost.”.

Ha, cioè, riproposto al Parlamento ed ai cittadini italiani di riprendere nel 2021 (ed è la terza volta consecutiva!) l’iter legislativo per realizzare l’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario.

Nero su bianco nel Def 2021: 

Tale scelta non può essere considerata né una semplice distrazione né una comprensibile concessione per tenere unita la maggioranza e non potrà essere senza conseguenze politiche in questa legislazione.

Si tratta di una provocazione irresponsabile.

Ratifica, giustifica apre la strada a velleitarie prassi secessioniste e autarchiche, che in questa pandemia il popolo italiano, in tutte le regioni - del Nord, del Centro e del Sud - ha ampiamente e dolorosamente sperimentato su di sé.

Non sono bastate le pessime prove che le amministrazioni regionali hanno fornito nel voler definire autonomamente (e velleitariamente) norme e regole sulle diverse materie, in particolare sanità, scuola, trasporti, ambiente, beni culturali ...

Non sono bastati i morti e gli effetti disastrosi sull’economia, sulla convivenza civile e sociale, in particolare per le fasce deboli e non protette della società, in cui le epidemie producono i loro effetti più gravi.

In questa situazione anche il governo Draghi, come i suoi predecessori, non ha voluto ricorrere all’art. 120 della Cost. comma 2° “Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni (omissis) quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali”, ne all’art. 6 della Legge 833/78, che recita: “Sono di competenza dello Stato le funzioni amministrative concernenti: (omissis) b) la profilassi delle malattie infettive e diffusive, per le quali siano imposte la vaccinazione obbligatoria o misure quarantenarie, nonché gli interventi contro le epidemie e le epizoozie”.

Mentre la sindemia Covid–19 è ancora pienamente in atto, continuano a realizzarsi diseguaglianze nell’accesso ai vaccini tra i cittadini e le cittadine delle diverse regioni.

Tutto ciò non basta: il governo insiste a voler emanare un DDL di attuazione dell’autonomia differenziata di cui all’art.116, 3° comma, della Costituzione, ponendo così una potenziale ipoteca sulla blindatura del testo e del provvedimento.

Il Parlamento non può accettare. Il Parlamento deve respingere questa determinazione e chiederne il ritiro immediato. La maggioranza per farlo c’è.

Ci rifiutiamo di credere che il Parlamento voglia assumersi, invece, la responsabilità storica di approfondire i disastri già provocati dalla prima regionalizzazione attuata in applicazione della riforma del Titolo V della Costituzione del 2001.

Proprio ciò che è successo e sta succedendo in conseguenza di quella riforma, compresi gli scontri tra Stato e regioni,  dimostra che un solo passo in più sulla strada dell’autonomia regionale aprirebbe scenari inquietanti di vera frantumazione della Repubblica, di balcanizzazione del Paese.

Ciò di cui ha bisogno il Paese è di fermarsi, non di procedere ulteriormente nella divisione.

Da parte nostra, non staremo a guardare e ci mobiliteremo, anche con petizioni popolari, per fermare questo scempio. Non lasceremo le proteste di piazza alle destre.

Già abbiamo iniziato: dal il prossimo 25 Aprile si aprirà in Emilia-Romagna la raccolta di firme per una petizione per il ritiro della richiesta di autonomia differenziata avanzata nel 2018 dalla regione Emilia-Romagna.

Faremo lo stesso in tutte le regioni a statuto ordinario.

Lo faremo nel nome della Resistenza, nel nome della Costituzione, nell’interesse del mondo del lavoro e delle componenti fragili della società; ci batteremo perché la Repubblica rimanga una e indivisibile, per garantire uguaglianza dei diritti e ottemperanza ai doveri, contro vecchie e nuove diseguaglianze.

Lo faremo con quanti - cittadine e cittadini, associazioni, sindacati, partiti, personalità, organi di stampa e mass media - condividono le ragioni di questa lotta e l’impegno per tenere unito il Paese.

Ritirate una volta per tutte e per sempre, non solo per il 2021, ogni proposta di legge per l’autonomia regionale differenziata.

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