L’ARTICOLO 49 E I PARTITI

di Francesco Baicchi - 08/03/2021
La credibilità dei partiti è ormai quasi nulla e la loro funzione aggregativa è ormai passata alle migliaia di nuove strutture associative monotematiche in cui è impegnata la parte più responsabile e civile degli Italiani; anche a livello giovanile l’impegno politico si esercita sotto sigle inedite (Nostra, Sardine, ecc...).

Le vicende interne di M5S e PD di queste settimane confermano clamorosamente la distanza ormai siderale fra i gruppi dirigenti dei partiti e l’opinione pubblica, e hanno ulteriormente ridotto, se fosse possibile, la loro credibilità e la capacità di svolgere il compito di strumento a disposizione dei cittadini per partecipare alla politica nazionale, assegnato loro dalla Costituzione. La crisi dei partiti “tradizionali” dura da tempo ed ha cancellato progressivamente la loro funzione di elaborazione, informazione e organizzazione dell’elettorato, riducendoli a semplici comitati elettorali, a strumenti di occupazione dello Stato.

La attuale legge elettorale, impedendo agli elettori di scegliere i propri rappresentanti, ha a sua volta minato la rappresentatività del Parlamento, che la riduzione del numero dei parlamentari, accettata di fatto da quasi tutti i partiti, renderà ancora più discutibile. In un processo degenerativo, certamente funzionale alla destra, ma a cui la sinistra si è colpevolmente accodata, il progressivo involgarimento del linguaggio politico e il prevalere del leaderismo, che fa sempre più spesso coincidere il partito con il suo capo-padrone, hanno aperto la strada a una involuzione oligarchica che si regge su slogan sempre più beceri e su personaggi sfrenatamente ambiziosi, di cui Renzi è solo l’esempio più clamoroso.

La credibilità dei partiti è ormai quasi nulla e la loro funzione aggregativa è ormai passata alle migliaia di nuove strutture associative monotematiche (ambientalismo, volontariato sociale, iniziative culturali, ecc…) in cui è impegnata la parte più responsabile e civile degli Italiani; anche a livello giovanile l’impegno politico si esercita sotto sigle inedite (Nostra, Sardine, ecc...).

Il tentativo di recuperare i partiti esistenti alla loro funzione originaria “lavorando dall’interno” mi sembra ormai velleitario (chiedere a Zingaretti e a chi gli ha dato fiducia), ma un sistema parlamentare rappresentativo ha indubbiamente bisogno di “corpi intermedi” per essere realmente democratico e consentire ai cittadini di esercitare la loro sovranità non solo ogni cinque anni al momento del voto. E’ dunque indispensabile e urgente, in particolare per far fronte alla drammatica situazione causata dalla pandemia, che i cittadini riescano a far sentire la loro voce con nuovi strumenti, esprimendo una nuova classe dirigente degna della loro fiducia, pensando magari a forme federative non rigide di organizzazioni esistenti, che trovano coerenza nella definizione di alcune fondamentali priorità, come, ad esempio, l’adesione ai Principi costituzionali di solidarietà, eguaglianza e legalità, e la pretesa di una legge elettorale che garantisca una rappresentanza proporzionale e la possibilità per gli elettori di scegliere i propri rappresentanti.

L’articolo 49 della Costituzione, che ho citato, non definisce cosa si debba intendere per “partiti”, ma solo che devono operare “con metodo democratico”, e anche se nel 1948 il modello tradizionale poteva essere sottinteso, oggi, di fronte a una crisi innegabile, è doveroso interrogarsi su possibili alternative.

P.S.: L’uso, nel presente testo, del genere maschile è da intendersi riferito ad entrambe i generi e risponde solo ad esigenze di semplicità.

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