LE ELEZIONI IN TOSCANA ED IL DOPO...

di Umberto Franchi - 04/08/2020
E' importante ottenere un buon risultato alle elezioni regionali ... ma credo che sia soprattutto importante andare oltre... e pensare al dopo ... per tornare alla mobilitazione vera, reale, profonda, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle Università, nelle città e nelle campagne, nei quartieri, nelle strade, nelle piazze
La campagna elettorale per  le prossime elezioni regionali . in Toscana è iniziata in piena estate , con una destra che vorrebbe andare a  “sgovernare” , conquistando per la prima volta la “roccaforte rossa” Toscana ,  tramite  una candidata alla Presidenza , la Ceccardi, che è sicuramente espressione del “nulla” ... ma non per questo meno  pericolosa.
 Ma credo che anche  la lista del PD con il candidato alla Presidenza , il Renziano   Giani , non cambi molto nell’impostazione politica rispetto alla destra, soprattutto  in merito  all’economia, sulla sanità, sui servizi  pubblici ,  sulle privatizzazioni ,sulla gestione dell’ambiente ne territori,  sui diritti del mondo del lavoro, ecc... e non basta certo , anche se doveroso,  dichiararsi antifascista , se poi si continua a perseguire un modello di sviluppo gradito ai poteri forti.
 Credo invece che il candidato del “Polo” della sinistra più radicale Fattori , “Toscana a Sinistra”,  abbia  un progetto complessivo di ampio respiro politico aggregante , che mette al centro   il conflitto capitale-lavoro, i contenuti di una economia ambientalmente sostenibile ed un maggiore ruolo dell’intervento pubblico nell’economia e nello stato sociale, nei diritti di chi lavora e che punta ad un’economia diversa verde e sociale, capace di difendere e salvaguardare l’ambiente, il sociale i diritti civili e del lavoro.
Pertanto ringrazio i compagni di Potere al popolo e di rifondazione comunista, per la proposta che mi hanno fatto di candidarmi nella loro lista “Toscana a Sinistra . Proposta che non ho accolto , ma solo perché   ritengo che sia più giusto dare spazio alle nuove generazioni, mettendo comunque la mia lunga esperienza, a disposizione  dei giovani che vogliono lottare per cambiare nel profondo la nostra società, non solo con il voto ma anche e soprattutto con le lotte nei luoghi di lavoro, nella scuola, nei territori ed a livello generale.
Oggi , anche in Toscana, sia pur in modo minore rispetto ad altre Regioni del Nord,  il dopo Covid,  oltre a lasciare sul terreno la sua lunga scia di paura, di dolore e di morte, dove ancora non si intravede una via di uscita definitiva... lascia anche una economia che segna negli ultimi sei mesi, una forte recessione , con un aumento delle disuguaglianze ed un aumento della disoccupazione  .
Credo che In questo quadro , non basta più parlare della crisi economica generata dalla pandemia.
 Siamo in agosto del 2020 e non solo in Toscana, ma  a livello Di Paese Italia,  ancora non è sato fatto un vero piano,  per capire come verranno spesi i 209 miliardi del  Recovery Fund... ed anche lo scostamento di bilancio di 25 miliardi approvato dal parlamento, sembra che giochi tutto in difesa con il rinnovo della CIG per evitare i licenziamenti e con incentivi alle imprese che trasformano i contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato ... cose utili ma del tutto insufficienti.
  C’è bisogno  di cambiare il modello sociale di produzione e di consumo... del rilancio di uno sviluppo equilibrato nel territorio... della ricostruzione del sistema Sanitario pubblico, della scuola pubblica da risanare e che sia capace di formare in funzione dell’Uomo e non del profitto privato... dell’intervento dello Stato in economia per indirizzare la qualità dello sviluppo compatibile con l’ambiente attraverso una riconversione economica/industriale.
Serve quindi  che il  progetto di “ Toscana a sinistra” che vada  oltre le esperienze passate...   non deve essere solo un contenitore politico  , con il rischio di cadere nel dimenticatoio  dopo le elezioni... ma  un progetto regionale di ampio respiro  che si leghi strettamente ad  un progetto nazionale e internazionale, radicato tra i lavoratori e le classi popolari e capace di fare ritornare protagonisti   i lavoratori e le classi subalterne , portando le  lotte al cuore del potere nei luoghi di lavoro  e per ribaltare i rapporti di forza presenti nella società per cambiarla davvero.
 Non dobbiamo mai dimenticare che la Confindustria e le classi borghesi, hanno un loro progetto antitetico a quello delle classi lavoratrici, e cercano consensi e sostegni tra le forze politiche di centrodestra e centrosinistra  .
Il Capo della Confindustria Bonomi , quasi ogni giorno fa le sue esternazioni sui giornali , proponendo un progetto reazionario con queste richieste :  
BONOMI VUOLE :
  • La soppressione dell’Irap alle imprese, facendo così mancare le risorse allo Stato per la Sanità pubblica;
  • Lo sblocco del decreto governativo, sui licenziamenti e la libertà di licenziare in ogni azienda ;
  • La fine del CCNL e la possibilità di rinnovare i Contratti solo per derogare regole e normative esistenti al fine di rendere tutto il lavoro flessibile, precario, frantumato ... mentre per gli incrementi salariali sostiene che possono essere richieste solo nelle aziende più grandi ma solo legati agli incrementi individuai per unità di prodotto;
  • Chiede la fine del reddito di cittadinanza e la riduzione dei periodi di Cassa integrazione con la possibilità delle aziende di licenziare finita la CIG ;
  • Chiede che lo Stato si faccia carico del salvataggio delle aziende , ma la gestione delle medesime ed i profitti devono andare ai privato e non allo Stato
Ecco se qualcuno pensava che dopo il covid niente sarebbe tornato come prima , è servito,  Bonomi propone di cambiare ma per tornare peggio di prima.... continuando a creare  estreme  disuguaglianze con da una parte subordinazione dei lavoratori e  gravi povertà e dall’altra  poteri decisionali unilaterali e  sfacciata ricchezza di pochi, utilizzata per attività finanziarie speculative ed improduttive.
Quindi nelle elezioni Regionali, la sinistra di alternativa deve dire con forza che  Non siamo più disponibili ad accettare questa situazione di oppressione e di sfruttamento,... e che le classi subalterne vogliamo riprendere in mano il proprio destino, sociale, biologico, climatico...
E’ necessario dunque definire obiettivi chiari e condivisi,  che siano  funzionali alla gestione ed al  governo della regione Toscana e strettamente legati  alle tematiche più generali del governo Nazionale del nostro Paese.
 
A Lucca abbiamo costituito un “Comitato per il cambiamento sociale” ed individuato la necessità di “Un nuovo  patto Generazionale “ capace di  intraprendere   azioni di giustizia sociale per un sistema pensionistico con:
  • L’ effettiva abolizione della controriforma Monti-Fornero e calcolo che rapporti la pensione all’80% delle retribuzioni medie degli ultimi tre anni
  • Con età pensionabile massima a 60 anni o 35 di contributi, prevedendo ulteriori abbassamenti per le donne e per i lavori usuranti ( solo così, in particolare nel settore della pubblica amministrazione, nella sanità , nella scuola ed in altri settori strategici si possono liberare energie e spazi per garantire nuova e buona occupazione )
  • Con un reale recupero ed un forte aumento del potere d’acquisto dei salari ( tra i più bassi d’Europa ) e delle pensioni almeno pari al 30%, ( tenendo conto che nella provincia di Lucca sette pensioni su dieci sono sotto i mille euro lordi e che in quindici anni il valore delle pensioni ha perso il 33% )
  • Con una forte riduzione fiscale pari almeno al 50% delle attuali trattenute e una rivalutazione semestrale del 100% in rapporto all’andamento reale del costo della vita
  • Con un fondo di garanzia pubblico per le persone con discontinuità lavorativa in modo che possano andare in pensione con almeno il valore attuale di 1500 euro netti mensili ( che dovrebbe diventare il valore della pensione minima )
  • Con la piena applicazione della legge 833 del 1978 ( storica riforma sanitaria ) per un sistema sanitario pubblico e gratuito, per la tutela e prevenzione della salute fisica e psichica universale
  • La drastica riduzione degli orari di lavoro a parità di salario
  • forme di presalario tale da poter sostenere il costo dei trasporti, dei libri, dei pasti e dell’alloggio per i giovani studenti universitari o in cerca di occupazione o con occupazione saltuaria o precaria, per un certo numero di anni
  • scuole e Università gratis per i giovani i cui redditi familiari siano inferiori a 75.000 euro
  • progetti di lavoro a cura degli Enti locali, da rendere subito esecutivi, per ridurre drasticamente la disoccupazione di giovani ed anziani con particolare riferimento alla riqualificazione delle periferie urbane, al riassetto idrogeologico del territorio, alle bonifiche ambientali, al riuso collettivo a fini socio-ecologici delle numerose aree confiscate da decenni a scopi militari e di guerra da potenze straniere ( basi militari USA e Nato ), ormai senza più alcuna giustificazione, di cui bisogna riappropriarci.
A mio parere un voto di alternativa politica in Toscana dovrebbe avere al suo centro i contenuti sopra indicati.
 
Per questo è importante ottenere un buon risultato alle elezioni regionali ... ma credo che sia soprattutto importante andare oltre... e pensare al dopo ... per  tornare alla mobilitazione vera, reale, profonda, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle Università, nelle città e nelle campagne, nei quartieri, nelle strade, nelle piazze, inventando nuove forme di azione, di lotta, di mobilitazione.
 
Umberto Franchi 

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