NO ALL’ELECTION DAY

di Coordinamento per la Democrazia Costituzionale - 23/02/2022
Contrarietà del Cdc ad accorpare il voto sui referendum con quello amministrativo

In merito alla proposta, avanzata in modo particolare dalla Lega, di accorpare in una unica giornata (election day) le prossime elezioni amministrative con il voto sui cinque referendum sulla giustizia, il Coordinamento per la difesa della democrazia costituzionale (Cdc) esprime la più netta contrarietà. Come è noto, in base alla legislazione vigente che regola la materia referendaria, si voterà sui cinque referendum che hanno passato il vaglio della Corte Costituzionale, tutti afferenti al tema della giustizia, in una domenica compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno. Trattandosi di referendum abrogativi per essere validi ai fini dell’espressione della volontà degli elettori bisogna che sia raggiunto il quorum ovvero che votino la maggioranza più uno degli aventi diritto al voto.

E’ fin troppo evidente il carattere strumentale della proposta dell’election day. Viene presentata come una richiesta per risparmiare soldi o per impedire eventuali sospensioni nell’attività didattica nelle scuole sedi dei seggi elettorali, ma in realtà la proposta viene sostenuta pensando che l’abbinamento con elezioni amministrative spinga di per sé le persone al voto anche nei referendum. Il carattere puramente strumentale di questa richiesta è ulteriormente sottolineato dal fatto che le stesse forze che oggi richiedono l’election day, sono le stesse che nel passato vi si opposero, come accadde al centrodestra nel 2009.

L’accorpamento del voto amministrativo (che riguarda 753 comuni appartenenti a regioni a statuto ordinario e 221 comuni in regioni a statuto speciale, interessando 25 capoluoghi di provincia) confonderebbe le ragioni di un voto amministrativo che concernono tutti gli aspetti della politica da svolgere nei vari comuni e città, con temi che, qualunque sia la scelta rispetto ai quesiti proposti, si riferiscono ai principi e al funzionamento della giustizia, quindi ai diritti di tutte le cittadine e i cittadini.

Il tentativo di veicolare il voto referendario attraverso la propaganda e la contemporaneità del voto politico-amministrativo rappresenta quindi una lesione della libertà di scelta degli elettori, che invece va difesa anche stabilendo date per il voto sui referendum differenti da quelle per il voto politico-amministrativo, garantendo per entrambi giusti tempi e modalità per l’informazione e la propaganda verso il corpo elettorale.

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