La partecipazione popolare in quel periodo chiamato "il 68"

di Umberto Franchi - 03/10/2020
IL 68: RIVOLUZIONE E PARTECIPAZIONE
COSA E’ STATO PER MOLTI DELLA MIA GENERAZIONE, QUEL PERIODO CHIAMATO “ IL  68” DURATO ALMENO 15 ANNI  ?
 Credere  nella costruzione del Comunismo che , attraverso il soggetto “Classe Operaia” doveva compiere la missione  utopica di cambiare la società,  superando il capitalismo  ed  eliminando lo sfruttamento  dell’uomo sull’uomo; il decidere il come ed il per  cosa si studia e si lavora;   costruire una comunità senza più sfruttati,  in grado di realizzare sia la riconciliazione tra l’uomo e la natura, che far  crescere con una nuova cultura  e  la riconciliazione tra tutti gli esseri umani.
GLI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE POPOLARE IN QUEL PERIODO ERANO QUESTI :
  • I CONSIGLI DI FABBRICA NATI NELLE LOTTE DELL’AUTUNNO CALDO DEL 1969 .
  • I CDF, venivano eletti dai lavoratori a scrutinio segreto,  tra una rosa di nomi in ogni reparto lavorativo . Essi potevano essere iscritti al sindacato o non iscritti. Esercitavano il potere di contrattazione nei confronti della Direzione aziendale   e rappresentavano sia il sindacato che i lavoratori. Il fine non era quello di migliorare salari, normative, professionalità  e  diritti dei lavoratori... ma anche quello di modificare l’organizzazione del lavoro, stabilire il come si lavora, con quanti organici, con quale prevenzione della salute,  con quali investimenti e quindi per cosa si lavora... cambiando la fabbrica
  • LO STATUTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI DEL 1970, stabiliva i permessi retribuiti ai delegati per fare attività sindacale interna ed esterna alla fabbrica, nonché tutta una serie di norme per impedire la discriminazione ed il licenziamento ;
  • Nelle fabbriche vi erano anche molte “cellule” del Partito Comunista , le quali avevano il compito di fare crescere politicamente la classe operaia, ... ed anche all’interno dei CDF vi erano molti iscritti al PCI o militanti di altre formazioni di sinistra parlamentare ed extraparlamentare, che avevano il compito di fare crescere la coscienza politica ed   indirizzare  politicamente le lotte affinché  dalla fabbrica si potesse  passare al governo della società .
  • I C.D.F. sono stati aboliti negli anni 80 e trasformati in RSU , con la presenza obbligatori al suo interno una quota di delegati delle diverse OO.SS. presenti nell’azienda.
  • I DECRETI DELEGATI NELLA SCUOLA NATI NEL 1973/74
  • riguarda prevalentemente gli organi di partecipazione democratica nella scuola. Con questo decreto vengono infatti costituiti gli organi collegiali della scuola, "al fine di realizzare "la partecipazione nella gestione della scuola dando ad essa il carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale nel territorio . Furono istituiti i quattro livelli di partecipazione democratica: il circolo o istituto, il distretto scolastico, la provincia, infine la nazione intera. In seguito nel 1999 hanno di fatto abolito i livelli distrettuale e provinciale;
  • Gli organi collegiali che vengono costituiti a livello di circolo e di istituto , sono il Consiglio di classe o di interclasse, il Collegio dei docenti, il Consiglio d'istituto, la Giunta esecutiva, il Consiglio di disciplina degli alunni  ed il Comitato di valutazione del servizio degli insegnanti;
  • A livello distrettuale, venne istituito il Consiglio scolastico distrettuale .  Il distretto doveva essere "il perno degli organi collegiali" ed il collante partecipativo  tra il mondo della scuola e la realtà sociale e produttiva del territorio ma con la fine delle lotte studentesche , la sua spinta si esaurì ben presto, il Consiglio scolastico distrettuale fu abolito dalla riforma degli organi collegiali del 1999.
  • Anche Consiglio scolastico provinciale, fu abolito dalla “riforma” del 1999.
  • I CONSIGLI DI CIRCOSCRIZIONE O DI QUARTIERE O DI ZONA
  • Erano strumenti decentrati dei comuni al fine di far partecipare, consultare e gestire i servizi di base nei territori come il traffico, il Piano regolatore, i giardini, il patrimonio .. orientava le attività dei centri territoriali come i consorzi socio sanitari , incontrava i cittadini e riceveva le petizioni dei cittadini ;
  • Aveva anche i propri rappresentanti all’interno degli Istituti scolasti e della commissione edilizia comunale ;
  • DAL 2010 sono stati aboliti nei comuni inferiori ai 250.000 abitanti
  • COOPERATIVA DELLA CASA A PROPRIETA’ INDIVISA
  • La coop della casa era una forma comunitaria tra le persone di socializzazione e di iniziativa nel quartiere;
  • Gli alloggi che venivano costruiti formavano una cooperativa di soci assegnatari ad equo canone per estinguere il mutuo in 20 o 25 anni, successivamente cessava il pagamento del mutuo ma la casa rimaneva di proprietà collettiva della cooperativa e non dell’inquilino socio , il quale però restava assegnatario per 99 anni;
  • I soci oltre ad aver diritto ad una abitazione nuova dignitosa, eleggevano un Consiglio di Amministrazione ed un Presidente della Cooperativa  che avevano il compito di amministrare gli alloggi attraverso assemblee periodiche dei soci;
  • Le assemblee venivano svolte anche per intraprendere iniziative nel quartiere di carattere culturale, ricreativo e sociali senza scopo di lucro con un forte coinvolgimento dei soci e della popolazione del quartiere;
  • Alla fine degli anni 90 tutte le cooperative a proprietà indivisa sono diventate a proprietà divisa assegnando ai soci la piena proprietà con una cifra esigua... ed è cessata tutta la attività che veniva svolta nel quartiere
  • IL VOTO DI PREFERENZA ALE ELEZIONI POLITICHE
  • Era previsto fino al 1991 nel sistema elettorale proporzionale , dove nell’ambito di ciascuna lista elettore l’elettore aveva la possibilità di esprimere le preferenze nel numero pari ai seggi spettanti a quella lista;
  • Successivamente inventarono la lista bloccata con i candidati eletti secondo l’ordine precostituito su indicazione degli apparati di partito ;
  • Anche nel sistema maggioritario la lista vincente elegge l suo unico candidato scelto dai partiti;
  • LO SCIOGLIMENTO DELLE PROVINCE ? NON NEGAZIONE DEL DIRITTO DI VOTO AI CITTADINI !
  • NEL 2012 le Province furono sciolte per finta... in realtà mantenevano tutti i ruoli e poteri precedenti ad eccezione del voto;
  • I consiglieri ed il presidente della provincia oggi non vengano più eletti dal popolo con suffragio universale , ma dai consiglieri dei Comuni presenti nella provincia , togliendo ai cittadini il dritto di voto.
 COSA SIGNIFICAVA PARTECIPARE I QUEI FANTASTICI ANNI 70 ?
QUESTO:
In quegli anni si manifestava un forte protagonismo  nelle fabbriche, nelle scuole, nei territori...
Soprattutto nelle fabbriche  la lotta era continua
- Si scioperava per ottenere il rinnovo del contratto, finita la lotta per il contratto si scioperava per la prevenzione della salute nei luoghi di lavori, per i miglioramenti integrativi aziendali, dopo l'accordo aziendale si scioperava per gli "oneri sociali" nel territorio, dopo per le "riforme di struttura" come si diceva allora....;
- scioperavano gli operai, gli studenti, gli infermieri, le ferrovie, la scuola, tutte le categorie del privato e del pubblico impiego... scioperano perfino i militari, i secondini, le suore, i reclusi ... ;
-l'Italia era in conflitto permanente ... tutto quello che la mia generazione faceva era finalizzato ad un cambiamento profondo del sistema capitalistico, per cambiare le fabbriche, scuole, lo stato sociale, la cultura, i rapporti tra le persone... e non esisteva quasi più il privato , la famiglia... l'IO... ma solo il "Progetto" collettivo di cambiamento per il quale davamo tutto ... anche a rischio della vita ... il progetto di cambiamento della società capitalista era fortemente ideologizzato e prioritario su tutto;
- alla fine degli anni 70 , potevamo dire che i lavoratori italiani erano i primi per le conquiste di potere, dei diritti, economici , sociali e salariali... i lavoratori italiani avevano " alzato la testa" , il PCI di Berlinguer era un punto di riferimento per molti ma c'erano anche molti che contestavano la politica del "compromesso storico" .. militando in altre formazioni extraparlamentari... Comunque il Movimento Operaio era all'avanguardia in Europa ... oltre alle conquiste importanti nei luoghi di lavoro e nei territori volevamo una  scuola capace di formare uomini liberi   che non ci rendesse servi del capitale  , con dignità esercitavamo l'egemonia culturale sul Paese che si diffondeva anche attraverso le radio popolari come “radio Alice”
Eravamo pacifisti, ribelli, ideologizzati al massimo, rivoluzionari... ma la deriva era alle porte e le   classi borgesi  hanno vinto , non solo rimangiando quasi tutte le conquiste degli anni 70 ma anche annullando tutti gli strumenti di  partecipazione.
COSA E’ AVVENUTO  ? 
  • In modo strisciante , a partire dalla meta degli anni 80, sono state svendute e privatizzate quasi tutte le aziende pubbliche strategiche per il Paese, con grave impoverimento del tessuto strategico produttivo  ;
  • c’è stato un forte calo degli investimenti privati e pubblici con molte aziende, a partire dalla ex FIAT  (oggi FCA) , che hanno trasformato attività produttive in attività finanziarie con grandi profitti;
  • Negli ultimi 20 anni, c’è stata una riduzione dei salari e pensioni di circa il 30% in termini reali;
  • negli ultimi 10 anni , c’è stata la più grave crisi economica dall’Unità d’Italia del 1861, che ha visto il ridimensionamento di molti settori produttivi ed il tracollo del 37% del settore costruzioni ed è aumentata di oltre il 100% la povertà assoluta con 5.200.000 persone che non hanno il cibo per sfamarsi ed altre 12 milioni che vivono in povertà relativa;
  • La disoccupazione, soprattutto giovanile , oggi è arrivata al 33%,  oltre il doppio di quella europea;
  • sono stati annullati diritto sindacali fondamentali a partire dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori;
  • c’è stata una privatizzazione e riduzione dello stato sociale a partire dalla sanità e pensioni;
  • Sono aumentate le disuguaglianze con l’1% più ricco della popolazione, che possiede il 14,3% di tutta la ricchezza nazionale; il 5% più ricco ha 30,1%;
  • In sostanza , il 20% più ricco detiene il 61,6% della ricchezza;  un altro  60% della popolazione che deve accontentarsi  del 17,4% di tutta la ricchezza nazionale;  mentre  un altro 20% detiene appena  lo 0,4% della ricchezza .
Inoltre , per molti anni ci siamo sentiti dire : “C’è lo chiede l’Europa”… così sono aumentate le politiche restrittive imposte dall’UE, con  imposizioni  guidate dalla speculazione finanziaria. L’Europa rappresentata dalla Commissione Europea e dalla BCE, assieme al Fondo Monetario Internazionale,  con le sue politiche restrittive,  ha dimostrato di essere state al guinzaglio della speculazione .. . e solo a causa della grave crisi economica dovuta alla Pandemia che l’Europa ha mutato atteggiamento tramite gli accordi sul Recovery Fund.
In questo contesto  la  crisi economica e sociale aggravata dalla pandemia di COVID, ha portato  gran parte della popolazione , a manifestare manifesta sfiducia nelle Istituzioni, sfiducia nei partiti di centrosinistra e centrodestra... con uno spostamento culturale retrogrado fino ad avere un 50% di coloro che vanno a votare , che  votano  per le destre più becere mai avute in Italia... con   caduta morale e  del sentire civile, con aumento del razzismo, sfiducia nella democrazia.
Umberto Franchi

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