Volano stelle: effetti o danni collaterali ?

di Barbara Fois - Liberacittadinanza.it - 23/02/2021
Si spaccano I 5Stelle, la Lega diventa il primo partito e il governo rischia di andare a destra

Si pavoneggia tutto tronfio Matteo Renzi, che non ha fatto altro che intestarsi il merito della crisi - dopo aver lungamente negato di averla provocata - in seguito alla quale è arrivato Draghi. Qualcuno ha commentato che è come se qualcuno avesse incendiato la casa e poi si vantasse di aver fatto arrivare i pompieri. Non solo lui, ma anche diversi esponenti di Italia viva, nelle loro dichiarazioni di voto si sono fregiati di questo merito. Chissà che pensava Draghi ad ascoltare queste millanterie! Una manovra così complessa e legata a processi europei e internazionali di finanza e globalizzazione, ridotta a una tattica biliosa di un partitino al 2% e a un qualsiasi invidioso signor nessuno. Mi fa pensare a quella mosca sul bue che diceva sussiegosa “non disturbateci: stiamo arando”.

Ma qualunque fosse l’origine e la sua reale motivazione, la crisi insensata ha portato a un governo-ammucchiata, funzionale alla stabilità e alle manovre di Draghi, ma difficilmente sopportabile da alcune frange dure e pure dei 5Stelle, che hanno votato NO, facendosi poi sanzionare da un Crimi, che ormai rappresenta la normalizzazione del movimento e il passaggio verso un vero e proprio partito. Già il quesito sulla piattaforma Rousseau era posto in modo tendenzioso: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?” E dall’esito numerico si poteva capire subito che ci sarebbe stato un risvolto insidioso: i Sì sono stati 44.177 (59,3%) e i No 30.360 (40,7%).

Al momento la frattura interna appare insanabile e tutta la situazione che si è creata sembra il frutto di un tentativo di togliere di mezzo i 5Stelle e riportare di nuovo la destra al potere. E in questo Italia viva potrebbe avere avuto una parte: quella del servo sciocco, del crumiro doppiogiochista, o del killer prezzolato? Il fatto è che i 5Stelle erano il partito di maggioranza relativa ed era difficile scalzarli, senza una tornata elettorale. Nemmeno la Lega, con tutti i suoi voti, poteva fare a meno di loro. E loro stavano maldestramente scardinando una serie di inviolabili tabù legati al potere della casta. Fra questi però tutti i partiti hanno assecondato la proposta del taglio del numero dei parlamentari, che li favoriva con la creazione di una oligarchia ancora più blindata, mentre per i pentastellati – senza una vera struttura di partito alle spalle – si potrebbe rivelare invece una manovra “boomerang”, davvero pericolosa e certamente penalizzante.Una ingenuità incredibile. Non che qualche volta non fossero inesperti e settari fino all’esasperazione, ma almeno sembravano mettercela tutta.E infatti la gente continuava a fidarsi di loro, sia pure con qualche flessione nei numeri dei sondaggi. Ma in Parlamento erano ancora i più forti, i più numerosi e per di più dalla loro parte c’era Conte, molto amato da tutti gli italiani. Ma adesso?

Adesso, con la loro destabilizzante spaccatura (forse foriera di scissione), è la destra, entrata in massa nell’ammucchiata, ad avere la maggioranza e lo si vede dalla ricresciuta spocchia di Salvini, che si comporta come se fosse lui il premier e tira fuori di nuovo l’annosa, ammuffita e antiecologica questione della TAV. Mi aspetto che voglia gestire anche il problema delle scorie nucleari e qualsiasi cosa che annulli programmi “green”. Non vorrei che il governo Draghi si trasformasse in un orrendo cavallo di Troia per la destra peggiore, ma alcuni indizi sono davvero inquietanti.

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Se si sono liberati di Conte, hanno tenuto però i suoi programmi. Draghi ha detto e scritto nel suo discorso al Parlamento: “Ringrazio altresì il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall'Unità d'Italia[…]  

Il precedente Governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (PNRR). Dobbiamo approfondire e completare quel lavoro […] Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal Governo uscente saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale. Voglio qui riassumere l'orientamento del nuovo Governo. Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l'innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l'equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva”.

E dunque? Non c’era proprio niente di sbagliato nel lavoro di Conte e del suo Governo! Tanto che di 22 ministri ce ne sono 11 nel Governo Draghi. E allora ancora di più sembra immotivata, insensata e fine a sé stessa la crisi che ha portato alla liquidazione di quella esperienza e alla sua sostituzione con l’attuale Governo, che sembra davvero una scommessa fra le più audaci, riguardo alla sua tenuta. Tutto si basa sul nome e sulla fama di Draghi, infatti, ma può bastare? Noi tutti possiamo vedere come gli sciacalli, gli avvoltoi e le iene che in gran parte fanno parte del suo Governo, stiano già affilando i denti. Dopo che “l’uomo del miracolo” avrà prodotto il testo del recovery plan e incassato i miliardi, vedremo cosa si inventeranno per farlo fuori: lo eleggeranno presidente della repubblica? Un rituale, curiale, liturgico promoveatur ut amoveatur? Vedremo…

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Barbara Fois

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