Caro Nemico

di Corrado Fois - Liberacittadinanza.it - 12/04/2021
Ci dobbiamo ricordare che anche Satana ha i suoi miracoli. (Giovanni Calvino)

In un tempo complesso come l’attuale ogni risorsa che possa aiutare a dipanare la matassa è benvenuta. Anche se rappresenta, lo dico con evidente stima, il nemico. Nemico di classe, nemico strategico ed ideologico. Amico fattuale per il pezzo di strada che si può fare in comune, fin dove è possibile. Fin dove conviene.

La storia, nella sua complessità, è fatta dagli Esseri Umani. In massa, quando gli eventi lo richiedono, singolarmente quando i fatti lo consentono. Mario Draghi con il suo contributo competente e per il suo essere l’uomo che è rappresenta, nelle circostanze che siamo chiamati a gestire da qui in avanti, una soluzione efficace ed una discontinuità positiva. Purché ci ricordiamo costantemente quanto il Governatore sia il perfetto ed efficace rappresentante degli interessi della classe dominante. Con questa ferma posizione , per contro, ci possiamo consentire di considerare che anche il diavolo sa far miracoli, come ci ha insegnato Calvino.

In questo pezzullo traccio un profilo comportamentale e professionale del gigante d’Europa , come lo definì a suo tempo il New York Times . Mi avvalgo delle diverse angolature di visione che ho pescato nella stampa internazionale, allo scopo di formare l’ immagine dinamica di una persona così speciale e complessa, con la quale dovremo fare i conti per un pezzo, ed aggiungo a questo mosaico anche contraddittorio, alcune valutazioni assolutamente personali chiaramente distinte.

Il primo elemento da considerare è il profilo comportamentale … cioè come si manifesta Draghi e cosa si può notare nel suo modo di relazionarsi.

Una breve premessa. Nei sistemi di valutazione del Personale si considerano due categorie distinte di comportamento direttivo : la leadership e la managerialità applicata. Management , il termine inglese con cui si rappresenta l’insieme delle attività gestionali direttive, deriva da una parola francese.. managér che a sua volta discende dal latino manu agere letteralmente condurre con la mano. Il manu agere era l’attività dei contadini ricchi che conducevano per corda gli armenti al seguito. Manager è dunque chi conduce con uno strumento atto al caso, gli altri … così che facciano ciò che egli decide. Il leader è un’altra cosa. Infatti ha caratteristiche proprie ed attitudini intrinseche tali da ottenere di essere seguito anche a prescindere dall’uso degli strumenti di conduzione. Per dirla seguendo l’esempio precedente.. è il contadino che cammina seguito liberamente e senza corda dall’armento. La componente manageriale , costituita da precise tecniche e competenze, è una condizione necessaria nei comportamenti direttivi che senza questa non possono esistere. La leadership è invece un valore aggiunto e distintivo che si fonda sulla capacità ( innata secondo alcuni studiosi della disciplina manageriale come Peter Drucker ) di generare rispetto e consenso.

Il comportamento direttivo del Governatore esprime questa doppia valenza : ha gli strumenti di governo, gestiti con esperta competenza, ed ha la dote naturale della leadership. Un Capo.

Se lo osserviamo noteremo subito due cose : esercita un controllo costante su se stesso, sceglie con cura cosa dire e come dirlo. Anche e soprattutto quando appare aperto e, ad esempio, chiama dittatore Erdogan ( .. finalmente!! ). Il controllo è costituito allo scopo di limitare gli effetti della meta comunicazione, dunque di quell’insieme di segni/ espressioni / gesti spontanei che potrebbero indebolire la comunicazione e l’efficacia della relazione. La spontaneità gestuale può infatti rivelare ciò che si pensa realmente ( mento ..non condivido..traccheggio ) o contraddire ciò che si dice ( dichiaro sicurezza, mostro incertezza ). Questo self control è frutto di una disciplina ferrea che minutamente governa il trasparire di ogni emozione, riducendo così l’imprevedibilità della valutazione che l’interlocutore formerà dentro di sé. Nella specie umana, per infinite ragioni che tralasciamo, la valutazione è maggiormente conseguente alla meta comunicazione rispetto al linguaggio . Tutti noi lo abbiamo sperimentato almeno una volta .. l’antipatico a prima vista od il cosiddetto colpo di fulmine sono in tal senso emblematici. Anche nel linguaggio Draghi , se osserviamo, evidenzia una doppia disciplina. Da un lato essa è tesa a ridurre il tecnicismo , dietro cui si nascondono gli insicuri, e dall’altro impaginata per semplificare l’ascolto ed agevolare la penetrazione dei concetti, dunque la loro memorizzazione.

Poche cose lo innervosiscono. Non reagisce al becerume, tipico dei nostri politichetti, e non si irrita se viene contraddetto. Segue il principio di Wilde ( non farti mai coinvolgere in una discussione con un imbecille, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza ). Se qualcuno dei nostri giornalisti da pollaio spara una delle domandine ad effetto abituali, il Governatore reagisce con un eccesso di cortesia che meta comunica ..ma tu esattamente, chi diamine saresti? Generalmente va al dunque sui fatti subito. Non gira intorno ai concetti, ma li declina con parole efficaci. Non usa metafore che generalmente confondono, ma fa ricorso ad esempi concreti e pertinenti. Ripete i concetti in forma diversa per rafforzare la memorizzazione. Riduce le sintassi e più che andare a braccio legge spesso nella certezza, tipica di chi ha fatto il Capo, che è più facile essere fraintesi che capiti. In proposito racconta un suo Collaboratore .. se ti dice una cosa e non capisci, ma chiedi è cortesemente disponibile ad approfondire fin dove è necessario. Se fingi di capire per compiacenza e poi sbagli ti inchioda.

Che profilo comportamentale viene fuori da queste sintetiche osservazioni ? Il demiurgo convinto, diverso dal demiurgo inconsapevole ( Conte ad esempio.. ) poiché sa di esserlo e ne mostra intimo compiacimento. L 'artefice ed il legislatore dell'universo è una definizione di demiurgo che si attaglia al Nostro , assai più della versione edulcorata che lo descrive come antica magistratura greca cui era affidato l'esame delle proposte da sottoporre all'assemblea popolare … che poco ne rappresenta lo stile direttivo, almeno nel verbo sottoporre. Draghi lo tradurrebbe in disporre.

Gli aggettivi che possono descrivere il suo profilo sono : consapevole- presuntuoso – determinato- calcolatore- concreto – ambizioso- egocentrico. Gli inglesi direbbero che questo profilo .. cuts like a knife .. è tagliente come un coltello. Un uomo stabile e realizzato. Un avversario difficile.

Vista questa parte del puzzle del nostro caro nemico, guardiamo all’aspetto professionale … cioè come opera, in base a quale scuola esperienziale e cosa rappresenta.

Draghi arriva a fare lo sceriffo di Tombstone dopo essere stato biscazziere e pistolero. Come Wyatt Earp. Viene dalla scuola del mercato ed ha camminato da protagonista, rischiando la pelle in quel casino indisciplinato e brutale che è la finanza internazionale. Pistola al fianco , passo lento e deciso The Drake metteva la sua competenza a servizio del miglior pagatore, fosse ad esempio la Goldman Sacks. Veloce ad estrarre sparava al bersaglio grosso, per la serie : qualcosa becco. Ha fatto secche un po’ di aziende rivali. Conosceva bene il meccanismo intimo dei giochi a rialzo e ribasso delle borse e come far girare di mano pacchetti azionari. Guardiamo come ha fottuto i cinesi che tentavano di scalare un’importante azienda italiana di conduttori, utilizzando perfettamente la difesa di quota .. la golden share power rule. Un politico medio italiano non avrebbe capito nemmeno cosa stava accadendo. Ilva docet. George Soros, da 60 anni il più grande brigante di Wall Street ( e dicendo così ne riduco il raggio d’influenza.. ) lo dipingeva precisamente come un navigato ed esperto rivale. Foto segnaletica perfetta.

Nel 2005 in Presidenza di Carlo Ciampi ( ex Governatore Bankit ) , Draghi diventa a sua volta Governatore di Banca d’Italia , lo sceriffo. Ciampi era un grandissimo esperto di materia economica e vedeva come nel nuovo millennio la finanza deregolata dalle leggi Clinton potesse rappresentare un problema per la speculazione sui titoli di stato dei paesi a liquidità ridotta ( noi ) così voleva un esperto e navigato raggiratore di regole per il ruolo di controllore delle regole. Se sai come si fa ..beh..sai come si evita. Solo un anno dopo ecco che Draghi presiede il Finacial Stability Board .. l’organismo di influenza che sorveglia il flusso finanziario e contrasta la speculazione e da li nel 2011 è Governatore della BCE. Super sceriffo d’Europa. L’unica cosa che tiene unita sta banda sgangherata di ex nazionalismi, è proprio l’euro, la valuta sintetica.. la colla d’Europa.. e Draghi ne conosce ogni sottile venatura.

Per capire perfettamente come lavora e come si sente demiurgo pensiamo al celebre whatever it takes .. quanto serve.. Mentre i governi politici si baloccavano incapaci davanti all’attacco americano all’euro ecco che il Drago, in mondovisione, sputa fuoco e fotte gli speculatori anticipandone il gioco al ribasso. Decide per tutti. Se ne catafotte della copertura politica. Va fatto? Si fa. Cosi ragiona il Governatore. Sempre. Il piccolissimo problema è che il parametro di cosa va fatto è tutto nel suo modo di valutare la situazione ed i fenomeni. Un filino autoreferenziale , va!

Gli aggettivi che possono descrivere il suo profilo professionale sono : poliedrico – esperto – disciplinato – situazionista- accentratore - esecutivo . Cito ancora la terminologia manageriale inglese ..focused on executions .. finalizzato a fare.

Ed è questo il punto nodale. Il combinato disposto tra il suo profilo manageriale decisorio fondato sulla coscienza di sé e la conoscenza dei fatti .. coniugato all’esperienza professionale che lo porta ad assumere in proprio il ruolo di chi valuta -dispone- realizza. Con buona pace delle forme di compromesso politico che hanno fatto ..finora.. la realtà non solo italiana ma europea. Di quelle forme che la democrazia occidentale si è data. Quel composto di regole che The Drake e quelli che con lui governano l’Europa, intendono cambiare. Nel prossimo laboratorio, la Germania, potremo avere comprova. Se anche li si risolverà lo stallo post Merkel con un ‘tecnocrate’ europeista, beh.. avremo la certezza che una strategia riformatrice, nella cabina di regia del sistema capitalista internazionale od almeno continentale, esiste. Come sono propenso a credere.

Personalmente considero Draghi una figura complessa, ma forte anche moralmente. Se incrocio il suo stile direzionale con le attese dei cittadini europei di avere il risanatore&risolutore al timone, rivelate dagli ultimi sondaggi ma facilmente desumibili bazzicando la realtà , vedo aperte praterie davanti alle ipotesi di un cambiamento gestionale. Oggettivamente non valuto la sua presenza negativa, ora, né le sue ipotesi di riforma futura particolarmente pericolose rispetto alla triste confusione attuale, vero nemico della democrazia che ha altri storici avversari .. il nazionalismo di destra prima di tutto.

Valuto tuttavia che non abbiamo l’oppositore altrettanto determinato e che bisogna essere veloci nel saldare le anime del movimento socialista per formulare una forza capace di combattere efficacemente quello che , prima o poi ma di certo, diventerà il terreno di scontro di classe: il modello di gestione economico politica delle diseguaglianze.

A quel punto.. in quelle proposte..in quel frangente scopriremo che il nemico non è più tanto caro perché si rivelerà in tutta la sua efficace ..appartenenza. Anche il capitalismo dialogante sa avere una faccia dura, come sanno bene i minatori inglesi, i piccoli artigiani francesi, i disoccupati italiani.

Mentre scorrono i titoli di coda .. brevi flash che mi hanno intrigato in questi giorni.

E’ morto Filippo d’Edimburgo a cent’anni, da finire ma raggiunti. Una vita se ne va ..rispetto. Considero solo che l’età media dei minatori inglesi era 60anni. In Myamar ed in Brasile, in modi diversi, le dittature fanno morti . Niente da aggiungere ai numeri angoscianti.. la faccia del nazionalismo al potere è questa, brutalità e indifferenza la svelano. In Italia, intanto, Salvini continua le docce purificanti per candidarsi a Cancelliere ben presto. Sfruttando il contesto la destra nazionale parallelamente – forse in comune strategia - gioca una partita di lotta e di raggruppamento con le frange movimentiste. La Meloni manda Casa Pound nelle manifestazioni dei piccoli imprenditori. Film già visto. Si sa la destra non brilla per creatività. Mentre il Pd si demo-cristianizza ogni giorno di più il Papa rivendica il Socialismo al Cristianesimo .. rivelando la strategia del suo pontificato: assumere nella Chiesa il ruolo di oppositore morale alla gestione del potere. Da terzomondista sa che la fede intride i diseredati del mondo ed ha visto i musulmani impadronirsi di questo spazio .. prova ad opporsi concretamente e politicamente. Opera così da vero Gesuita. Peccato che chi gestisce oggi il potere capitalista venga esattamente dalla stessa scuola, come appunto Draghi. Ignacio de Loyola sapeva molto bene cosa faceva … due forni, due pani. Due facce.

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