Il Cittadino si ribella?

di Corrado Fois - Liberacittadinanza.it - 19/10/2021
La mia è una  visione apocalittica. Ma se accanto ad essa e all'angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il  pensiero cioè che esiste la possibilità di  lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare.- Pier Paolo Pasolini

Commenti post- elettorali

Negli anni 70, cupi e belli .. gioiosi e sanguinosi, andavano di gran moda i film poliziotteschi termine coniato ad hoc per descrivere il genere. Roba tipo ..la polizia si incazza.. il commissario pistolone ..etc . Erano film a basso budget , a parte il costo delle pompe funebri, dove si sparavano tutti fin dall’inizio..sparavano pure le maschere del cinema ed i passanti. Roba da popcorn e piombo. Su tutti spiccò un filmazzone con Franco Nero, sponsorizzato secondo me dalla Beretta, dall’accattivante titolo ..il cittadino si ribella . La storia di un tipo che per gli infiniti motivi dell’umana condizione si fa giustizia da solo . Vabbé . Mi è venuto in mente ieri sera guardando i commenti alla tornata elettorale dove ..sembrerebbe.. un barlume di minimale intelligenza interpretativa attraversa le menti intasate dei nostri politici. Qualcuno ha detto ..oibò..ha votato meno di un italiano su due. Evvai..le elementari funzionano ancora se pure lor signori sanno calcolare a mente una sottrazione ..100- 57= 43 .. Vuoi vedere che è un gesto di ribellione ? Ho pensato per un attimo.. ma avevo mangiato Nutella e probabilmente gli zuccheri erano un po’ alti.

I sagaci opinionisti incastonati nei talk show hanno cominciato a tessere una complessa tela che incrocia sociologia, oroscopi e transumanza spiegando che .. 1) il fenomeno della disaffezione attraversa tutti gli strati sociali ed i livelli culturali .. 2) in futuro vedremo stabilizzarsi in Italia la quota media elettorale americana del 50% ( peccato che le scorse presidenziali in USA hanno visto uno dei massimi storici di votanti ) ..3) l’elettorato vaga , entra ed esce dagli schieramenti cercando l’erba più verde. Fantastico.

Intanto , mentre gli intellettuali si aggrovigliavano in tali complesse esegesi, i politici davano fiato a gioie e dolori . . Sul fronte dei Cinquini Conte , povero caro, cercava di spiegare che la perdita nel quadro di una vincita è come un pareggio. Ma non ci credeva nemmeno lui. Comunque informava, che il Movimento sarebbe stato all’opposizione ovunque. Perché? Boh.

A sinistra ( diciamo ) Enrico il Sereno gongolava. Da perfetto ex-DC guardava oltre la verità dei fatti e celebrava una vittoria trionfale. Insieme a Gualtieri , che all’inizio era motivato a fare il sindaco come un candidato al patibolo, cantava vittoria. Il Nostro, ex cinquino ex ministro attualmente chitarrista di rumba , governerà da sindaco di tutti ( ndA: perché c’è la possibilità di fare il sindaco di alcuni? Boh) ) una città introiata come Roma, dove non funziona niente e la gente è spossata da decenni di amministrazioni incapaci o corrotte, o come nel caso Alemanno tutte e due. Potrà contare, per l’arduo compito, su una forza d’urto ed un consenso pari al 60 % del 40% .. uhm..cioé mas o meno il 20 degli aventi diritto. Più che democrazia rappresentativa siamo alla democrazia simbolica. Vince chi perde meno.

A destra , dove si è perduto di più rispetto a chi ha vinto di meno, Salvini dichiara con il broncio, come i bambini buttati fuori dal campetto di calcio .. che importa non è questa la partita che conta. La sora Giorgia, sempre in controtendenza, sgranava gli occhioni cerulei e dichiarava secca secca .. aooo a belli amo preso un carcio ‘n bocca da gnente!! Ora, se riescono a tirare fuori dal sarcofago Berlusconi ( che assomiglia sempre di più ai ritratti di Ceausescu ), faranno un tavolo programmatico. Provvederà lei a portare i centrini di pizzo ed il tè.

Contra manicheos elettorales, che inventano contrapposizioni stucchevoli mentre sono assisi tutti allo stesso desco, dico la mia ( al solito faziosa e parziale )  sull'astensione . A mio avviso non è un gesto politico diretto .. una sorta di resistenza civica, beato chi ci crede. E' nausea.

 

Come se la Cittadinanza , delusa ed affranta da decenni di inconcludente gestione, avesse dichiarato in modo quasi intellegibile .. è venuto SuperMario c'ha pure i soldi in tasca, lasciatelo fare e lasciateci in pace.

 

E’ un po’ vero perché Draghi appare agli occhi di molti, in Italia ed all’estero, come l'uomo della provvidenza . Quel super partes ( almeno le partes locali ) così tanto atteso. Giaime Pintor nel 1943, diceva in proposito di questo atteggiamento passivo della comunità, che il nostro popolo da sempre spera di trovare un timoniere cui affidare la propria quotidianità. Da pessimista valutava la situazione etica criticamente, da socialista impugnò il mitra contro i fascisti e ci morì , in montagna, con il cuore pieno di rabbiosa speranza.

Da allora non è molto cambiato l’assunto di base che attraversa noi italiani , solo che oggi il provvidente non ha carceri e labari, funebri messaggi dentro supercazzole imperiali .. ha la carta di credito.

Mussolini da buon giornalista ( l’unico mestiere che sapeva far bene ) coniò una frase perfetta:  io non ho inventato il fascismo, l'ho estratto dall'inconscio degli italiani .. cosi come Hitler scavò il nazismo dalla pancia dei tedeschi. Così come Stalin regalò ai Russi un altro zar da venerare od odiare.  Perché forse l'innocenza non esiste, ma di certo esiste la complicità.

 

Qualcosa sui novax

 

Per le Brigate Rosse qualcuno scrisse una frase che trovai , allora, assolutamente idiota .. compagni che sbagliano. Idiota per due ragioni ..primo: compagni sta cippa. Erano burattini – consapevoli o meno - di un gioco internazionale, e non era ne la terza ne la quarta di internazionale.. ma quella dei servizi segreti russo angloamericani nel quadro della guerra fredda. Secondo , sparacchiare a capocchia è l’esercizio più facile del mondo basta avere un’arma . Personalmente consideravo e considero la prassi delle BR ( come i NAR o roba simile ) a livello di quella dei due fratelli provinciali, tatuati e palestrati, che hanno pestato a sangue un ragazzo .. gente che ti prende alle spalle. Robaccia.

 

Trovo inaccettabile dire oggi che i no vax sono italiani che sbagliano. In accordo con Barbara penso che dentro quel confuso movimento ci sia di tutto, ma considero altresì che il problema sia nel cosa fanno, più che nel cosa pensano. Il diritto a non essere d’accordo è sancito dalla natura umana prima che dalla Costituzione italiana. E’ la prassi che si deve valutare. La prassi è sbagliata.

 

I no vax impongono alla collettività una scelta individuale, specularmente gli stessi potrebbero attribuire ai vaccinati tale valutazione. Questa contrapposizione irrisolvibile non è determinata dalla presenza di una radicata coscienza sanitaria .. ne i vaccinati ne i no vax hanno livelli di accettabile e fattuale informazione, poiché questa semplicemente non esiste. La contrapposizione nasce da un’assenza. Quella di scelte coraggiose. Ancora una volta in accordo con Barbara sottolineo il punto in questione a proposito sia delle scelte di politica sanitaria che del green pass.

 

Per dirla con levità ..il green pass è una cazzata. Serve a coprire , come le fogliette di bronzo sui nudi, la mancanza di attributi dei governi democratici. La faccenda è in realtà più semplice di come Cacciari od altri la rappresentano ..se davvero il vaccino salva vite allora lo rendi obbligatorio, come fecero con l'antivaiolosa o l’antipolio e come si fa in prima infanzia ancora oggi. Se al contrario non serve a questo scopo lo si lasci discrezionale come per l'influenza. Se è invece, come sono propenso a credere, è parte di un business più ampio allora ecco che si inventano manipolazioni para legali che convogliano tutti i Cittadini nella direzione voluta senza che nessun partitello o ministrello si assuma uno straccio di responsabilità.

Contra no vaxos non perché il tema in sé mi scombussoli, ma perché questo discutere del green pass è fumo buttato li, come si fa oggi, via social e media vari. In piazza a strillare o nei mercati a discutere ci impestiamo tutti di chiacchiere mentre dietro il vapore passa un'altra bella tegola capitalista diretta sul debito del terzo mondo che si pagherà i vaccini a rate. Perché se, come ormai sappiamo, il covid è un acceleratore delle disfunzioni in corso ( vedi la morte di Colin Powell malato di parkison all’ultimo stadio ) nessuno è più fragile dei bambini d’Africa o sud America. Ne muoiono 25 mila al giorno , al netto del covid, di sola malnutrizione.

Ma di questa strage nei cortei non si fa menzione alcuna. Questi moti di piazza, invece di essere una testimonianza di impegno civile altruistica e socialista .. aiutiamo chi ha bisogno davvero, miriamo gli sforzi finanziari nel campo della salute pubblica internazionale.. sono lo sfoggio di paure soggettive, di ansiosi in mandria, di egoismi da pancia piena ... Primo perché il socialismo è purtroppo scomparso dall’orizzonte politico infarcito di democristiani, e poi perché questo movimento, al netto di qualche prezzolato per far casino e qualche idealista, è in prevalenza fatto di piccolo borghesi. Cantava Claudio Lolli .. Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia / Non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia

A proposito dei propositi

L’antifascismo è un valore etico prima che politico. Tant’è che l’antifascismo ha una trasversalità .. è l’unica cosa che può unire la visione liberale con quella socialista, poiché in esso è racchiusa la comune volontà di ridurre gli arbitri del potere. Come valore assoluto e come dettato costituzionale esso guida i comportamenti, incoraggia i propositi. Immaginare che sia un obiettivo è sbagliato perché il fascismo è una manifestazione, oggi secondaria, della gestione capitalista. E’ dunque il confronto con ( od il supporto a) il capitalismo il motore primo di ogni antagonismo politico. E’ il tema divisivo ..è il tema dirimente.

Per questo non mi piace una sinistra a guida democristiana. Perché è un conflitto di interessi.

Il proposito di costruire una gestione ad indirizzo socialista non può convivere con le visioni – anche in buonafede – interclassiste ed ecumeniche. Se accettassimo questa interpretazione come condivisibile strategicamente dovremmo dire che il socialismo oggi è incarnato da Papa Francesco e fare della Chiesa una guida al cambiamento. Uomo di buon senso, emigrato e terzomondista, Francesco è sempre un papa, dunque della visione classista è sprovvisto. Allo stesso modo aldilà delle ironie settarie, non ho nulla contro Letta che è un uomo perbene ed è sicuramente mosso da propositi di giustizia. Ma dove portino questi suoi propositi .. beh appare evidente: alla coniugazione degli interessi di classe. Prassi tanto conciliatoria quanto ingiusta.

La prassi conciliatoria è infatti l’autostrada dove la diseguaglianza del novecento ha corso fino a diventare l’attuale mostruosità ..cento soggetti detengono la ricchezza di cento Stati. Buttiamola così, ma non siamo distanti dai numeri veri.

Thomas Piketty nel suo libro Capitale ed Ideologia indica nel socialismo partecipativo la via di soluzione degli attuali schemi gestionali. Traccia così alcuni temi dirimenti che troverebbero difficilmente conciliabile la sua visione innovativa con una gestione di taglio interclassista. Li riporto in estrema sintesi.

Egli individua come responsabile dell’attuale gigantesca diseguaglianza, il processo di proprietà crescente ad accumulazione progressiva che , con le deregolamentazioni volute dalle amministrazioni democratiche americane ( Clinton / Obama ), ha consentito ai grandi fondi finanziari di assumere il controllo a regnatela dei sistemi produttivi. Avanza – sul tema in oggetto - una ipotesi risolutiva tratteggiando tre modi di superare il sistema fondato sulla proprietà privata delle imprese: 1) proprietà pubblica, che «modera il potere della proprietà privata tramite la proprietà dello Stato»; 2 )proprietà sociale, che «distribuisce il potere e il controllo sui mezzi di produzione al livello delle singole imprese» 3) proprietà temporanea, che «mette in circolazione la proprietà privata e impedisce la persistenza nel tempo di patrimoni troppo ingenti»

Spiega chiaramente Piketty, «la scelta che consente di superare davvero, e in modo permanente, il capitalismo è il ricorso a una miscela delle tre. Le società socialdemocratiche hanno adottato soluzioni più equilibrate, basate in qualche modo su tutti e tre i paradigmi, ma ogni volta con scarsa convinzione e in modo non sistematico, specie nel caso della proprietà sociale e di quella temporanea . Ed aggiunge .. In seguito, dopo la caduta del comunismo, questa opzione è stata abbandonata in modo definitivo, ma senza sostituirla con un programma alternativo degno di questo nome»

Valutando questo contributo economico strategico di Piketty appare chiaro quanto sarebbe estraneo ad una sinistra a guida interclassista ed ecumenica.

Eppure il proposito di tutti i propositi per una sinistra, d’opposizione o di governo, che non voglia definitivamente perdere il suo ruolo e la speranza di rendere il mondo più giusto è proprio in questa visione generale : combattere la diseguaglianza restituendo pari opportunità a tutti i Cittadini in tutto il mondo. Bene ricordare che l’antifascismo è un valore, male scendere in piazza perché quattro imbecilli a libro paga assaltano la CGIL. E’ un filino autoreferenziale.

Sarebbe stato infinitamente più corretto vedere 200 mila persona in piazza a manifestare la presa in carico dei problemi sociali e dell’opposizione ad un capitalismo che, in forme diverse nei diversi paesi, riduce il metabolismo sociale, emargina i diversi ed i poveri, determina l’accumulazione dissennata di denaro e di potere in mano a pochissimi. Ma non si è visto. Non basta lanciare qualche slogan qui e là nel corso di una manifestazione. E’ il tema chiave della manifestazione a qualificarla .. non gli accessori.

Come si coniugano i tre paragrafi..

Provo ad annodare i fili delle tre riflessioni, almeno nella cornice italiana , tralasciando per un attimo la complessità del contesto internazionale. Se riesco ..

L’uscita di scena di ampie fasce di elettori manifestata con chiarezza in questa tornata è il segno chiarissimo di una ormai consolidata sfiducia verso la proposta politica. La transumanza di voti che abbiamo registrato, velocissima, negli ultimi anni è la testimonianza di questa radicale disaffezione ..per la serie ..e votiamo pure quest’altro vediamo a che serve. Non è un segnale di flessibilità relativista come dice qualche anima santa, è disprezzo.

Il disprezzo per i partiti ( che se lo sono ampiamente meritato portando alla ribalta dei tipi esotici ) in una repubblica parlamentare è esiziale. Determina la fine di un sistema gestionale. Apre allo scenario che abbiamo visto con l’arrivo di Draghi .. apre all’uomo della provvidenza.. apre al generale per bene contro l’ex tecnico Arcuri inquisito per peculato.. apre al democratico che con aria sofferta dice .. sospendiamo un attimo la democrazia per il bene comune. Se c’è un rischio di fascismo da terzo millennio non è in Bossa Nova o Casa Bond .. è nella sospensione del diritto di controllo che il Cittadino dovrebbe poter esercitare su chi lo gestisce. Che diamine!

I movimenti di piazza manifestano oggi da una parte l’autoreferenzialità sindacale dall’altro la visione egoistico individualista piccolo borghese. La contraddizione di classe resta fuori dagli indirizzi strategici perché nessuno la guida, avendo visto a sinistra il socialismo soccombere alla visione democristiana. Con un PD guidato in tal senso da Prodi ( strana vita la sua?? ..strana vita la nostra!! ) fino a Letta passando per Renzi, disinvolto moralmente rispetto ai due ben più seri, ma egualmente interclassista.

Io la vedo così. Il compianto Pasolini, assassinato in un cupo scenario da mani ancora nell’ombra, ebbe a dire che bisogna sempre sperare anche nel quadro di una visione pessimistica. Proviamoci anche se i segni portano tutti in direzione di un futuro in mano ai tecnocrati.

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