Illusioni e mischiamenti , ovvero così parlò Vincenzo

di Corrado Fois - 29/08/2019
"Tutti noi ce la prendiamo con la storia/ Ma io dico che la colpa è nostra/ È evidente che la gente è poco seria/ Quando parla di sinistra o destra. " Gaber

Evviva, abbiamo il Capo del Governo! Gli abili e pazienti tessitori hanno fatto l'arazzo come si faceva una volta, andreottianamente in bassorilievo. E' li in carne ossa e pixels chiuso nel mio televisore, l' avv. Giuseppi Conte, come twitta TheDonald. E non c'è solo lui in scena (capperini sarebbe super) perché tra poco avremo anche la compagine di governo, come dice opportunamente il direttore Mentana, anche lui ormai chiuso da giorni nel mio televisore. C'è aria di festa in giro e non solo per aver evitato le elezioni, quella terribile arma in mano ai nemici della democrazia, ma anche per la benedizione dell'eccentrico Trump che ammutolisce i sovranisti.

Ne ragiono con il mio amico Vincenzo seduti " al Bar Casablanca" come direbbe Gaber. Lui ridacchia e io proseguo sfottichiando. E poi, raga, guardiamoci intorno: lo spread si contrae e la borsa si espande, le rondini tornano al nido ed il popolo gaudente le indica, naso all'aria e bocche spalancate. Nelle strade si abbracciano tutti come nel finale della "Pallottola Spuntata 1" sorridenti e soddisfatti, imprenditori e dipendenti, pensionati e casalinghe, tutti seguono con gioiosa apprensione l'evolversi dell'avvocato del Popolo, che da bruco diventa farfalla. Qualcuno l'ha già battezzato "il nuovo Prodi" (probabilmente un sabotatore al soldo leghista). Tutti sono felici. Io no.

Vincenzo, amico di sempre, mi chiede perché continuo a digrignare i denti nel sonno e nella veglia."C'hai 'na certa Corà..perchè non ti fai una visita ormonale,sai l'età". Ok, te lo dico io perché sono nervoso come un riccio con la psoriasi: questa trattativa non andava fatta! Non solo perché la canea social dei soliti rumorosi quanto improvvidi politici sta regalando a Salvini, che giorni fa sembrava un pugile suonato, nuovo vigore e nuovi argomenti per il presente e per il futuro. Non andava fatta prima di ogni altra cosa per un irrinunciabile principio etico (ultimamente il Pd mi casca leggermente sulla morale): i complici sono egualmente colpevoli. Senza questo principio fondante non avremmo sconfitto il terrorismo, non ci sarebbe stato il processo a cosa nostra o quello di Norimberga. Bisogna essere chiari: il sovranismo parafascista non sarebbe andato al potere senza il supporto colpevole del qualunquismo Cinquino, come sempre teso a banalizzare la realtà ed a celebrare se stesso. Una setta tipo “i bambini di San Fulgenzio” o l'Isis.

Io sono certamente ottuso, ma che caspita di senso ha allearsi con dei fiancheggiatori? E poi che fiducia si può dare a personalità ambigue ed opache come Di Maio? A suo tempo si è fatta la guerra a Renzi per motivi ideologici e morali, giustissimi!, ed ora la Sinistra dovrebbe andare sottobraccio con una gang di qualunquisti incapaci?! Ma di cosa stiamo parlando! Per rendere potabile l'imbevibile qualcuno va dicendo che i 5S sono una costola della sinistra. Ricordo di aver già sentito questa minchiata inclusiva. Fu l'ineffabile Dalema a dirlo parlando della Lega che, come suo solito, odorando il pericolo (era il 1994 ) aveva appena mollato il socio Berlusconi inquisito di fresco. Il genio della sinistra pensò a futuri apparentamenti e regalò, senza alcun mandato ricevuto, il patentino ai lombardi che naturalmente qualche tempo dopo si riberlusconizzarono. Che geniale lungimiranza!

Personalmente non credo a questi apparentamenti toracico-politici. Penso in modo semplice: o sei interamente qualcosa o non lo sei ..e le costole stanno bene dove stanno. Capiamoci: se voti il decreto sicurezza, se chiami le Ong " taxi del mare" ( sic. Di maio), se lavori con e per Salvini, se permetti sanatorie edilizie ai tuoi elettori, qualcuno di certo in odor di camorra, allora non puoi essere di Sinistra e certamente non hai nulla da spartire con la nostra storia. Come Renzi e più di Renzi sei un estraneo ed un alieno. Se li guardo vedo quanto i due sono apparentati. Figli di genitori tendenzialmente illegali ed imbarazzanti crescono nella medesima ignoranza, tracotanti e dopati da un ingiustificato arrivismo. Entrambi inaffidabili quanto inaffondabili. Come dire : abbiamo spedito uno in soffitta e l'altro sbuca dalla cantina. Sembra di spalare l'acqua col forcone!

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"Sembri Cacciari" ghigna Vincenzo E' vero: sento come mie le considerazioni che il Professore ha proposto nelle sue uscite pubbliche. Dice: la destra si batte se abbiamo idee più forti e programmi più chiari da proporre a tutti gli Elettori e scandisce testualmente "non ci si può far aiutare ora dai giudici ora dagli accordicchi". Si doveva, si deve, si dovrà sfidare la Lega in campo aperto che oggi, nelle democrazie liberali, è proprio quello del confronto elettorale. Di fronte alla aggressività internazionale del nuovo autoritarismo non è più tempo di giochetti inquinanti. Bisogna aver identità, chiarezza progettuale, coraggio, metodo e azione. Detto ciò se guardo, anche benevolmente, a quel che accade nella "mia" area politica vedo furbizia, non intelligenza, e pasticci senza chiarezza che non permettono di cogliere l'opportunità. Salvini inciampando nel suo stesso ego, come Mussolini a suo tempo, ha perso l'astuzia ed il talento relazionale, ipocrita quanto efficace. Si sa che gli Italiani scaricano subito i perdenti e non amano gli stupidi e quindi il capitano si è trovato in crisi di favori. Proseguo infervorato mentre Vincenzo mi guarda con gli occhi a palla, come Snoopy ( "un giorno o l'altro gli occhi ti usciranno dalla testa " direbbe C.B.). Tombini di Ghisa andava attaccato immediatamente. A pugni nudi. Al centro del ring. In nome della libertà e della concretezza, dell'identità popolare e del pil. Insomma a tutto campo! Ma invece qualcuno ha vacillato… e se si perde? Pazienza! Sarà l'occasione per far pulizia ideologica cacciare via i furbetti e rifondare il rapporto col vero Paese. "Se vincono avremo un Presidente della Repubblica di destra" strillano altri pontisti. E quindi? Deja-vu! Scalfaro e Cossiga non erano propriamente due illuministi progressisti. Uno prendeva a sberle le donne scollate e l'altro era il Capo di Gladio. Siamo sopravvissuti. Ma di che diamine stiamo parlando? Sono solo scuse che velano maldestramente paure personali. La destra italiana, bigotta, omofoba, egoista e ipocrita, sguazza da sempre comoda dentro l'anima di un paese arretrato culturalmente e tecnologicamente come il nostro. La sinistra se resta tale, libertaria realista innovatrice egualitarista, viaggia sempre in salita. E allora che vogliamo fare? Rinunciamo alla nostra storia, come già abbiamo fatto varie volte peraltro senza successo? Io dico: prendiamo atto della nostra diversità e facciamone immagine e coerenza. Se vogliamo davvero provare a rendere migliore, nella nostra visione, il Paese è tempo di essere orgogliosamente e selettivamente di Sinistra! Vincenzo si accende un Toscanello e annuisce sornione.

A proposito, ma oggi cos'è di destra cos'è di sinistra? Gli domando. Guarda che è un'importante questione perché l'unica cosa buona di quest'ultimo anno politico è che appare finalmente chiaro il punto nodale. Il celebrato superamento delle identità e dei capisaldi valoriali ed ideologici produce solo robe infette come il qualunquista circo Di Maio. Voglio essere, su questo punto, inequivocabile. Non parlo del Movimento che aveva radici sane e non parlo di Grillo che aveva un sogno, illusioni ed idee. No. Io parlo esattamente del circo Di Maio, forse una delle persone peggiori che abbia mai visto nel proscenio parlamentare. Salvini per arrivare dov'è ha lavorato duramente. Non mi piace nulla di quel che dice, meno ancora quello che fa, lo caccerei domani dall'intero continente con gioia ma è una forma di vita con una sua identità. Giggino è il nulla. È il prodotto involucrare di un epoca senza pensiero, un palloncino pieno di aria, il gaga' del caffè Gambrinus che ha sposato la figlia del padrone ed ha ereditato senza merito alcuno un ruolo sociale. Con questa nullità come alleato la Sinistra dovrebbe affrontare le politiche industriali, il risanamento dei conti, le politiche migratorie, lo scenario internazionale. Con Giggino Di Maio e i suoi Toninelli?? Ditemi che stiamo scherzando.

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Per mille ragioni senza spessore abbiamo buttato a mare un occasione unica: intestare di nuovo ad una coalizione di Sinistra chiara e trasparente, identitaria e senza compromessi, una battaglia di giustizia. Perdere o vincere è la conseguenza di come si conduce lo scontro e di come si gioca la partita, della motivazione che ognuno sente in sé e riesce ad infondere negli altri. Non si sa 'prima' come finirà, non esistono garanzie. E' l'urgenza morale di battersi per quello che ritieni giusto a farti agire. Se i ragazzi di Cino Moscatelli e di Duccio Galimberti avessero fatto tutti questi conticini da retrobottega, se per il rischio di perdere avessero sollevato mille distinguo, se fossero scesi a patti prima della battaglia, beh saremmo tutti badogliani e monarchicii! " Molla la retorica! dai.." chiosa Vincenzo. Evabbè , ci sta, ma ammetterai che bisogna ritrovare identità e progettualità. Non credo più nei mischiamenti, forse perché non sono intelligente quindi nei bizantinismi mi perdo o forse perché in una epoca veloce, sintetica ed impaziente come l'attuale solo una precisa identità ti rende visibile e forte. Che cos' è di sinistra? La volontà ferma di offrire a tutti, di ogni sesso o colore, pari diritti e pari opportunità. Non mance, non rendite parassitarie ma giustizia e opportunità vere e poi chi ha gambe cammini. Cos' è di destra? L'obolo al popolo ed il potere in mano ai soliti noti. Cos' è di sinistra ? L'amore libero e la responsabilità di se stessi dall'aborto a l'eutanasia rispondendo alla propria coscienza. Cos' è di destra ? L'orrendo Pillon, balle sulla famiglia tradizionale e lo stato etico. Cos' è di sinistra? Creare sicurezza sociale e vedere un morto sul lavoro come un fratello. Cos' è di destra? Alimentare la paura sociale e vedere un morto in mare come uno scocciatore in meno. Non ci sono possibili apparentamenti. Non ci sono possibili compromessi . Non ci può essere tolleranza o comprensione. Chi oggi, davanti a quello che abbiamo visto da Putin a Bolsonaro da Salvini ai fascisti dell'Isis , dice che destra e sinistra sono concetti superati scelga una delle seguenti opzioni o è un Leghista o è un Cinquino.

"Quindi ", mi dice Vincenzo, dietro ad un bel boccale di birra cruda "che dovevamo fare .. si è scelto il male minore a breve ..poi si vedrà" . Ha ragione? Come sempre il suo sfacciato pragmatismo mi spinge a riflettere e mi butta fuori dai mugugni. Eravamo insieme a Lotta Continua, una vita fa, prima che il sogno si schiantasse sull'ambiguità e l'infiltrazione, prima che lui entrasse nel PCI e io nel PSI , lui inseguendo la correzione di rotta e io Riccardo Lombardi ( poi lui si beccò la restaurazione e io Craxi ..sic transit Gloria Gaynor ..come dicevamo da ragazzi al Liceo), ed infine tutti e due delusi smobilitammo seguendo le nostre carriere, per ritrovarci oggi, come tanti altri, senza casa ma con tanta voglia di politica. La prima passione, l’ultima incazzatura. Buona Vince’ provo a vedere la questione con occhi diversi e da un'altra angolatura. Facciamo che davvero, come sostengo, si è mollata la trattativa. Abbiamo buttato al mare Di Maio che, cacciato da Di Battista, è tornato a fare quel che faceva , nulla. Dibba ha cambiato il nome ai Cinquini, ora si chiama Movimento Ti Pretendo e il loro inno è una canzone di Raf. Grillo è andato a vivere in Portogallo e Casaleggio ha assunto Casalino come rider per le consegne di buoni Rousseau a domicilio. Siamo in piena bagarre. Lo spread a 500 ci costa miliardate di interessi, Salvini gigioneggia in tutte le tivvù, e ne spara una dietro l'altra osannato dagli Italiani che gli hanno regalato un paio di stivaloni neri. Noi siamo determinati e puri ed abbiamo scelto il nostro uomo identitario, un leader vero capace di spiegarsi con chiarezza, di infondere fiducia, di smentire le bubbole del Ghisa realizzando un piano circostanziato e denso di cose concrete. Infatti abbiamo mandato in campo...ecco ora mi viene il nome risolutivo.. noi abbiamo come candidato...aspè ci penso un attimo.. noi abbiamo come uomo di punta...Ok. Capito. Maledetto Vincenzo!

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Federico Rampini ha scritto "La notte della sinistra" un titolo evocativo appena un filino preso dalla "notte della Repubblica" stupenda serie giornalistica di Sergio Zavoli che mi aiutò a capire cose che avevo solo usmato. E' un libro corposo ed interessante ed in un qualche modo, certo migliore, dice quel che sto pensando. C'è da fare una lunga traversata per ritrovare un ruolo forte, riconoscibile e preciso. Magari c'è da buttare radici ormai sterili, si debbono riformulare pensieri ed azioni, costruire una nuova leadership capace e determinata.Bisogna giuntarsi coi vari partiti europei ed internazionali, aprirsi ai nuovi movimenti sociali. Ci vuole tanto lavoro, serve voglia, passione, ci vuole tempo "la costruzione di un amore spezza le vene delle mani " canta Fossati. E' così, lo sa bene chi ha la mia età. E nel frattempo che facciamo, molliamo l'Italia in mano alla 'maggioranza silenziosa' , lasciamo le libertà individuali a Pillon? Qui il problema non è chi sarà il prossimo Presidente, ma fermare una deriva imprevedibile. Quindi alla fine come la penso ? Di che diamine vado cianciando? La dico come mi viene. Sono sempre con Cacciari: la trattativa non andava fatta, ma ora so che non avevamo altro in mano. Questi sono, laicamente, i fatti. E nelle varie ambasce che questi anni incerti mi hanno buttato in testa l'essere laico è l'unico faro rimasto chiaro e acceso Al di là delle mie personali nausee, che contano poco, aldilà delle mie emozioni resta precisa la visione della realtà e di quello che ti consente. Il resto è legittimo quanto velleitario sfogo. Insomma come molti, penso, sono qui che oscillo tra la nausea ed il sollievo. Mi sparerò un Biochetase e per sedare i sensi di colpa comprerò l'ultimo libro di Cacciari. Prometto anche di leggerlo. Sia chiaro: io non rinuncio al mio sogno, rivoglio una casa nostra, la voglio con un indirizzo preciso in un viale arioso con molte finestre che permettano di guardare fuori e guardare dentro, ma per ora non c'è nemmeno un buco in terra. Ci sono solo, per strada, grupponi di senzatetto come me, che si domandano quando?come?chi. "Magari ci troviamo al Roxy Bar e proviamo a mettere giù almeno una tenda mentre mangiamo questa minestra?" .

Magari, Vincenzo, magari.

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Corrado Fois

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