Lo Sputtanamento

di Corrado Fois - Liberacittadinanza - 18/06/2020
“E lo sputtanamento olè/ lo sputtanamento che cos'è/Forse è voglia d'imparare/ ad abbracciare e non toccare “ ( Cochi e Renato ) - “la pazienza è una forma ridotta di disperazione travestita da virtù” (Ambrose Bierce )

La funzione della mascherina, per i comuni mortali, è quella di proteggere e proteggersi dal virus che ormai abita tra noi … specie nei mercati cinesi ( ma che cacchio vendono, carne di alieno? ) anche se per ora nel belpaese pare abbia preso un po’ di vacanza. Messa sulla faccia di un parlamentare è invece la rappresentazione perfetta della fine di un mondo , l’epoca della Repubblica, che percepisco avviato al tramonto. Malcelati ecco un gruppo di comodi e corpulenti fantasmi, una ressa di suppellettili, di ombre ficcate in uno stanzone a consumare nel nulla il più alto stipendio del mondo. La fiera dell’inutile … o se si vuole essere buoni … dell’inutilizzato.

Nel frattempo … dov’è finita la rappresentanza popolare?

Sta di qua, negli stati generali ( poveri annoi !! ). Nella splendida cornice una raccolta di fierissimi soggetti armati di grandi idee scozza , come una papera in tinozza, coi bordi affilati della realtà. Ogni tanto in quelle belle sale così ben occupate entra uno a caso.. chessò, Bonomi?... rifila un paio di sberle su quelle faccine soddisfatte ed esce di scena.

Sta di là , a Montecitorio . “La grigia palude/ del sogno littorio che intorno riprude “. Il parlamento ormai ricorda l’inizio di un film di Goulding, Grand Hotel, quella famosa scena iniziale .. la porta girevole con lo speaker che commenta “ ..gente che va gente che viene.. “ . L’unica cosa che ancora serve il suo ruolo è la buvette.

Sta In mezzo dove, presi tra i due fuochi fatui , gli italiani subiscono tutto, ormai trasformati in storditi punching ball , da che hanno fatto della pazienza una virtù disperata.

Siamo stati espropriati di tutto ormai. In posizione da pigna, testa nella sabbia e sedere al vento, il popolo italiano si fa imbrogliare dal presidente dell’Inps, che annuncia soldi mai visti, oppure si aggira sventolando cartine plastificate del reddito di cittadinanza , od ancora attende i baldi navigator ( una vera stronzata alla dimaio ) e crediti di imposta inesigibili, ed infine viene assediato dal fisco ( un virus per il quale ogni mascherina è inutile ) che passata la festa sta gabbando lo santo. Prossime limature delle pensioni, disoccupazione disperata, crisi di interi settori come il turismo ( 14% diretto sul pil , 8% di indotto relazionato 6 % di effetto correlato = quasi un terzo della ricchezza nazionale) non lo inducono a incazzarsi. E dunque in questo quadro desolante cosa fa l’italiano medio … cioè io … una beata fava. Discetta nei blog oppure nei bar dietro una mascherina ridicola. O fuori dai pub ( distanziandosi ) o sotto gli ombrelloni radi nelle spiagge deserte.

Sono io ..siamo noi … l’emblema del fallimento repubblicano non centomila LaQualunque travestiti da amministratori locali , governatori regionali, politici nazionali.

Diciamo da tempo e con fermezza, la Costituzione non si tocca. Perché emblema storico della sinistra? .. Perché rappresenta davvero e nei fatti la barriera repubblicana , lo spartiacque democratico? Dubito. Ma di certo è stata la nostra linea di condotta soprattutto perché chi voleva manometterla ( ed attenzione l’ha fatto! ) erano tipi esotici come l’ex cavaliere ed il mezzotoscano .Eppure …

Articolo 1 : L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

Mai articolo fondante fu più sputtanato nei fatti , forse solo la Costituzione americana è stata maggiormente svillaneggiata dai suoi rappresentanti ( ..ognuno ha diritto al perseguimento della propria felicità ..chiedetelo a qualsiasi disoccupato nero o contadino bianco .. negli infelici States ).

E poi .. perché mai è fondata sul lavoro? Fatico ancora oggi a capire la ragione per la quale la Repubblica non sia fondata sul Cittadino in qualunque fase della vita si trovi, produttiva o no. Il Cittadino è la Repubblica. Il Cittadino per me è sovrano, è il datore di lavoro dei deputati, ed è il punto di congiunzione tra le aspettative e la realtà. Lo dico sulla base delle mie personali, rozze ma radicate convinzioni. Ho sempre amato più Robespierre che Togliatti. Francamente oggi preferirei sentire ..Cittadino, alla giacobina .. lo trovo contestualmente più rivoluzionario di Compagno anche se, per mille ricordi, quest’ultima parola ancora mi commuove, come a risentire cantare l’Internazionale.

Il distinguo costituzionale non è di lana caprina come appare. Il Cittadino francese , figlio di una vera rivoluzione, che preso a sé non è migliore o più coraggioso o concreto dell’italiano, sente il suo ruolo come cruciale nella vita del proprio paese, come noi ,purtroppo, non avvertiamo. E’ non è solo per antiche radici del senso dello stato ( la Francia nazionale, l’Italia dei comuni ) ma per un motivo più ravvicinato , che vedo nella natura stessa delle recenti fondamenta repubblicane.

Così , quando le sue aspettative personali sono frustrate dalla realtà gestionale, il Cittadino francese si incazza e scende in piazza. E lo fa con feroce determinazione, perché consapevole del suo essere. Questo senso di cittadinanza è il vero contrappeso al potere , immenso, del Presidente francese. Non alchimie gestionali, non architetture parlamentari. Ma dettati costituzionali e coscienza individuale. Il singolo faccia a faccia con lo Stato in quel Paese regge. Da noi schiatta.

Abbiamo un evidente bisogno di una grande Riforma che oggi, vorrei dire ..ieri, dovrebbe vedere la Rifondazione dello Stato, dalla Costituzione ai dettati operativi.

Un complessivo ripensamento che dovrebbe toccare basicamente proprio il rapporto tra Cittadino ed Istituzioni definendo una delega , da parte del primo al secondo, controllabile perché misurabile. A cominciare dal ruolo del Parlamento , primo legislatore, ed ai meccanismi di elezione, di valutazione e di retribuzione dei parlamentari. Da questo radicale riallineamento può scaturire la riduzione delle leggi , una babele in Italia, e la conseguente riduzione del potere di intermediazione della burocrazia. Pensiamo per un attimo a questo ultimo passaggio. In Italia tutto quello che non è autorizzato è proibito. Cosa implica? Che l’onere costitutivo di un’impresa o di un’attività è scaricato sul Cittadino che passa mesi a produrre prove , dall’esistenza in vita ( cose da pazzi! ) a mille certificati. La burocrazia sta negli uffici a controllare , rallentando per poi accelerare se ben retribuita fuori busta paga. Proviamo ad invertire il processo. Tutto ciò che non è proibito è autorizzato. In questo caso il Cittadino autocertifica e procede. La burocrazia alza il culone dalla sedia ed esce a controllare il rispetto delle norme espresse da leggi semplificate. Ma questo significa che il burocrate dovrebbe scontrarsi magari con il don Cicciuzzo di turno, con quel che ne segue, e non potrebbe vessare il povero Fracchia. E quando mai! Se la versione corrente del processo autorizzativo funzionasse ..beh ci starebbe il sacrificio di raccattare chili di certificati idioti, ma non funziona. La corruzione è costante, lo sfascio dirompente. Nei fatti questo articolo fondante è una inutile quanto faticosa idiozia.

A che accidenti serve il denaro liquido ( mai ne abbiamo avuto tanto in circolo..la BCE, come la Federal Bank presta il denaro ad interesse negativo, praticamente ti paga per prendere soldi ) .. non serve a nulla se non esiste un sistema solido di programmazione ed un processo semplificato di gestione. Gli stati generali discutono di quanto mettere sul tavolo, ma se il come spenderlo sarà ancora incorniciato dal sistema di leggi corrente il flusso finanziario verrà gestito dalle mani del burocrate di turno o del don Ciucciuzzo di rito sia esso confindustriale o mafioso.

Una vera Riforma di certo non può prescindere dalla revisione delle leggi vigenti e dalla evoluzione in senso aperto della Magistratura, oggi trasformata in un’altra casta. Leggi che consentono ad un Carminati qualunque di spadroneggiare e poi andarsene impunito e libero, od alla Thyssen di venire pressoché assolta gridano allo scandalo e fanno paura. Il fatto che qualsiasi Magistrato possa andare davanti alla tv a sparare dichiarazioni politiche è imbarazzante. Il fatto che la Giustizia abbia lentezze tali da macellare innocenti e liberare carnefici è orrendo. Il fatto che mettano un signor Bonafede qualunque a governare questa babele è incredibile.

Ma se la vera e così necessaria Riforma viene manovrata da questa gente che abbiamo in Parlamento, da questa raccolta incarognita e chiassosa di zuzzurelloni , allora una riforma ampia è altrettanto preoccupante dell’attuale pastoia.

E così, a specchio, ritorniamo al punto di partenza. La Costituzione non si tocca, non perché sia un tabù rituale o perché sia perfetta, ma solo e soltanto perché le mani che dovrebbero abbracciare il cambiamento e meglio che non lo stringano. Distanziamoli.

Quindi tocca a noi. Dobbiamo smetterla d’essere i criceti che corrono in un cerchio di plastica, perché così siamo ridotti. Ci vien detto : lavora se ti riesce, paga le tasse, ora et labora e vedi di non disturbare con richieste assurde come … partecipare. Farsi strada con i denti per mangiare, mal che vada, e mangiare a due palmenti per farsi strada. Quel che resta dietro a noi non importa che si perda: ci si accorge, prima o poi, ch'è solo merda. Il Tarlo, di Fausto Amodei.

Dunque di fronte allo sputtanamento dell’Istituzione, riemerga la forza morale del Cittadino. Non vedo altra strada, da mente semplice qual sono.

Nel pieno della pandemia, mentre le mucche imbrattano i corridoi, il toro è tornato in strada. In America. In Francia. In Inghilterra. Il Popolo esiste se si ricorda di esistere. E’ l’incoscienza di sé che permette l’abuso di potere. Non mi piace che si risolva un problema repubblicano creandone un altro di ordine pubblico. Ma talvolta è inevitabile. Non credo che la piazza sia la soluzione ad una crisi, ma talvolta ne bilancia gli effetti. Non ritengo giusto che lo scontro prevalga sul pensiero e sul dialogo, ma qui e là ha senso.

Dobbiamo sentirci protagonisti irrinunciabili di fronte ad una crisi cosi potente da lasciare attoniti. Viviamo dentro una circostanza che chiunque conosca i basici delle economia e della geopolitica guarda con autentico smarrimento. Siamo tutti, ovunque nel mondo, immersi nel pieno di una trasformazione così potentemente squilibrata da far dire ad autorevoli storici che questa è una situazione perfetta per la tempesta chiamata guerra.

Se davanti a questa evidenza lo Stato e le Istituzioni , in tutta Europa non solo da noi, non si ripensano e si riformulano riducendo l’autoreferenzialità ed aprendosi alla realtà, allora diventeranno Versaille o la Bastiglia, con l’ ovvio finale imposto da Cittadini esasperati.

Delle due, una.

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