Sangue su sangue

di Corrado Fois - Liberacittadinanza.it - 15/05/2021
E adesso puoi trovarmi con la faccia per terra in un campo di grano O seduto a guardare la pioggia sull'orlo di questo vulcano - De Gregori

Non sono un pacifista. Non lo sono stato mai.

Credo che quando l’ingiustizia diventa regola di vita, o meglio, quando la regola dell’ingiustizia impedisce la vita sia giusto che un Popolo insorga… Purché siano davvero le Persone che formano il Popolo a scegliere questa strada così incerta, così dolorosa e soprattutto cosi definitiva, perché cominciata bisogna sapere andare fino in fondo. Cioè fino al ribaltamento degli schemi di potere.

Nello stesso modo non sono mai stato attratto dal solidarismo borghese verso i più poveri, perché non è la condizione economica di partenza a dare ragione o torto, ma la scelta e la posizione politica. Malcom X diceva : non è il fatto che siamo poveri a dare giustificazione alla nostra lotta, ma lo è che siamo neri, siamo schiavi e senza possibilità di scelta. Noi vogliamo imporre la nostra libertà, non cambiare il nostro reddito. Solo questa condizione e questo obiettivo giustificano la via rivoluzionaria.

Sarebbe bello poter affermare, come leggo e sento da altri ..Gaza è una guerra popolare.. e schierarmi senza alcun dubbio, come ho sempre fatto. Ma non lo penso affatto, Lo specifico di Gaza oggi è uno scontro pilotato per evidenti obiettivi geopolitici. E soprattutto non ha un fondo.. non ha uno scopo rivoluzionario, non tende ad un ribaltamento di potere, perché del potere questo scontro è figlio

Ed aggiungo per dirla più chiaramente, non c’ è più Yassir Arafat ad ascoltare, capire ed orientare il Popolo Palestinese, non c’è più George Abbash . Non c’è la politica antimperialista e la visione rivoluzionaria e socialista. A Gaza oggi c’è invece l’Iran , il tempio dell’ipocrisia religiosa e dell’imperialismo sciita. Se inoltre a sostenere questa guerra sul popolo si muove un macellaio fascista come Erdogan, mi pare evidente che siamo di fronte ad una manovra politica ambigua , imposta dai miliziani neri sul sangue sulla vita e sulle illusioni dei Palestinesi, divenuti ormai per tutte le parti in campo oggetto e merce di scambio.

Questa che vediamo di nuovo a Gaza, è senza alcun dubbio una guerra sul popolo.

Gaza è uno dei tanti pezzi, inserito chiaramente dentro uno scacchiere multiplo. Un gigantesco e sanguinante risiko che imbratta medio oriente ed Africa. Un gioco, sempre identico da anni, che vede in modi diversi ma con eguali fini Etiopia, Sudan, Congo , Siria, Gaza. Un risiko che non ha come scopo la conquista del mondo, obiettivo impossibile o comunque vago e lontanissimo, ma piccoli benefici tattici.

Queste guerre sul popolo hanno scopi politici precisi a breve ed usano strumenti di persuasione o corruzione popolare tipici delle logiche imperialiste , tra cui l’arricchimento rapido e veloce è il maggiore. Persone e popoli allo sbando senza più ideologie guida sono facilmente corrompibili .

Queste guerre sul popolo , sono come le bombe della mafia fatte scoppiare per incassare il pizzo o per togliere di mezzo un avversario che ostacola i traffici. Sono condizioni che non hanno la purché minima onorabilità.

Il Popolo Palestinese – tirato artatamente in causa - è fatto di Persone che vorrebbero vivere liberi, avere uno spazio per respirare, una Repubblica in cui riconoscersi, un lavoro da rispettare, un pugno di sogni da provare a rendere vita. Speranze umane che di volta in volta qualcuno, in nome di astratte parole e di concrete convenienze, spazza via con i cingoli dei carrarmati.

A Gaza Hamas ed il governo d’Israele sono alleati.

Sono due facce diverse della stessa convenienza. L’economia di guerra le alimenta. La ricchezza per pochi, generata dalla sofferenza di Tutti, è il primo obiettivo. Il cinismo dei due blocchi è il solo dato reale, l’unico metro oggettivo per misurare questo inutile bagno di sangue che giorno dopo giorno si espande. Le Persone muoiono nel sonno, perdono il poco che avevano in un attimo … e non hanno scelto liberamente ed in coscienza politica la via del dolore, come fu per le intifada . Subiscono passivamente scelte altrui o sono coinvolti disperatamente dal dolore di un lutto.

La maggiore parte della gente che vediamo in strada si schiera rabbiosamente .. sofferente, perché la bomba di Hamas od il carro armato israeliano hanno ucciso Persone care, amici, fratelli. Figli.

E’ così, solo tramite questo dolore a geometria crescente – indotto consapevolmente dai burattinai - che si reclutano nuovi soldati. Nei reggimenti dei miliziani neri o dell’esercito israeliano, si inquadrano le vittime che diventeranno carnefici. Strumenti manipolati per garantire la ricchezza ed il potere altrui.

Trovo inaccettabile ed osceno che si usino, a copertura degli attuali governanti di Israele, i milioni di morti dell’Olocausto. Trovo per contro ipocrita ed insopportabile la retorica della guerra di popolo per sua natura giusta, per definire quel che accade. Entrambe sono menzogne che utilizzano con cinismo il sentimentalismo da salotto per provare a nascondere la realtà dei fatti ed a manipolare l’opinione pubblica.

Hamas vuole evitare l’autodeterminazione palestinese nello stesso modo e per la stessa logica che muove Nethaniau e la sua fazione che, ormai incapace di formare un governo in pace, spera nella guerra per stabilizzarsi. Nessuno dei due poli del drammatico conflitto ha interesse che quelle Persone .. i Palestinesi … abbiano casa, vita propria, destini scelti liberamente. Il sogno di Arafat, la speranza di Abbash. Hamas non vuole questa indipendenza che minerebbe le fondamenta del suo potere locale. Lo stesso vale per la destra israeliana. Simmetricamente complici.

I Palestinesi ora più che mai sono tragicamente soli, schiacciati tra due fascismi.

Mentre il sangue scorre sul sangue a Gaza in Europa vediamo le solite pastette di contorno .. l’antisemitismo di quattro coglioni che viene utilizzato da quattro volponi per manipolare consenso verso Nethaniau. L’ignoranza sottoproletaria dell’immigrazione musulmana che viene manovrata dai servizi segreti dei paesi arabi. Gli emiri e gli ayatollah devono pur trovare nuovi strumenti di pressione politica sull’occidente.. ora che il petrolio non interessa più nessuno.

Ragionando così sembrerei super partes, ma non è così ..per mia stessa natura sono fazioso, e poi non mi interessa la neutralità. Ma non sono con i Palestinesi, comunque ed a prescindere dalla realtà dei fatti. Perché il punto non è chi naturalmente io senta vicino, spinto da pulsioni antiche e da convinzioni radicate, ma cosa davvero si debba combattere.

Ed il nemico vero è la diseguaglianza e lo sfruttamento di classe che oggi i trust , in guerra come in pace, hanno spinto oltre ogni immaginabile confine.

L’imperialismo ed i loro burattini sono i veri nemici. Che si vada in piazza a Roma o Milano sventolando la bandiera palestinese è cosa anche lodevole, ma principalmente inutile. Che si gridi contro l’imperialismo dei governi di Israele è comprensibile e giusto… che invece si taccia sui grandi interessi arabi è complice.

Per me, da socialista, il proletario israeliano è fratello del proletario palestinese.

Nessuno dei due .. e nessuna Persona che ha avuto per destino nascere in quei Paesi inventati dall’ imperialismo inglese.. ha ragione di scannare l’altro. Nessuno dei due ha debiti morali verso i propri governi perché mai ha potuto contare sui satrapi iraniani, di cui Hamas è burattino, o sul politicume israeliano, legato alla finanza internazionale.

I proletari dei due Paesi avrebbero dunque ragione , politica e morale, di scannare subito e contemporaneamente i loro padroni .. sarebbe stupendo vederli posare le pietre a terra e girare la testa verso i mandanti, così come sarebbe straordinario veder voltare gli eserciti contro i colonnelli d’Israele . Questa si sarebbe una vera Guerra di Popolo. Con le maiuscole

Dobbiamo guardare ad occhi aperti questa ennesima tragedia palestinese e denunciarne la manipolazione. L’unica verità storica è che, anche in quella terra dolente, la scomparsa del socialismo come guida politica ha generato i mostri che oggi vediamo, con maschere diverse, governare il destino dei popoli.

Diciamolo che non si vede nient’altro che semplici e tattiche ragioni politiche ..le elezioni da evitare in CisGiordania..la debolezza di Nethaniau ..l’Iran che vuol fare pressione su Biden … in compagnia di tutte le ovvie ragioni economico/mafiose che la guerra consente.

Non c’è nessuna giusta causa, nessuna insurrezione popolare. Se la rabbia fosse spontanea sarebbe dovuta già esplodere in questi anni dove invece tutto passava di mano e tutto si taceva, sepolto nel silenzio complice.

Vogliamo davvero credere che il motivo oggi sia l’espropriazione di qualche condominio.. ma allora se fosse questa la ragione perché l’insurrezione non è scoppiata mentre Israele mangiava intere regioni lasciando per anni milioni di persone pigiate negli slums . In quegli inferni da cui estrae la mano d’opera a costi irrisori ? Le nostre anime belle pie e democratiche che affollano i dibattiti vogliono veramente credere alla minchiata dell’ennesima insostenibile provocazione ? Ma per favore!

La verità è che Hamas agisce quando e come è conveniente per l’Iran .. ed oggi l’Iran vuole trattare con Biden.

Gli Ayatollah non intendono portare al tavolo negoziale per la riduzione delle sanzioni internazionali la ricerca sull’uranio impoverito. E’ una costosissima pratica sulla quale contano per diventare la seconda potenza nucleare del medio oriente.. Quindi sul tavolo che verrà presto aperto, l’Iran metterà la pace in Israele. Una posta importante .. quanto è importante per la lobby israeliana a Wall Street , per quella finanza internazionale che da sempre sostiene i democratici americani al potere.

Ovviamente se vuole usare la pace come posta di baratto all’Iran serve avere una guerra.

Ed eccola .. fornita dai servi in pigiama nero e da quel Bibi Nethaniau che non sa più come pararsi il culo dai mille processi per corruzione che ha in corso. .

Tutto qui. Tristemente qui. Fattualmente qui. I pagliacci in accappatoio che governano Teheran se ne fottono altamente del sangue su sangue Palestinese … esattamente come i magnati americani.

Resta in me, violentemente, il terribile dolore di quell’intero Popolo che io sento fratello, che io vedo schiacciato, e che tutti dimentichiamo troppo facilmente. Il loro destino è la colpa che segna l’Europa. E’ la colpa della nostra complicità comoda. Della nostra retorica auto assolutoria e vile.

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